Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Il romanticismo gotico tra thriller e noir di Wilkie Collins. “Il fiume della colpa”

Il romanticismo gotico tra thriller e noir di Wilkie Collins. “Il fiume della colpa”Il fiume della colpa, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Patrizia Parnisari, è un romanzo di Wilkie Collins, prolifico e amatissimo scrittore inglese dell’800, autore di La donna in bianco e altre celebri opere – molte delle quali riscoperte dallo stesso editore – da cui sono stati tratti svariati film, spettacoli teatrali e serie televisive di successo. Ammirato da T.S. Eliot e da Henry James (secondo cui «ha introdotto nel romanzo i più misteriosi dei misteri»), collaboratore, coautore di un romanzo scritto a quattro mani nonché fraterno amico di Dickens – col quale era solito frequentare i sobborghi londinesi e documentarsi di persona sulle indagini relative ai più efferati delitti – oltre a essere ritenuto l’iniziatore del sensation novel, genere letterario nato in Gran Bretagna nella seconda metà dell’800, Collins è considerato uno dei padri, se non “il” padre fondatore, del poliziesco/noir.

Anche in questo romanzo, più breve e meno conosciuto rispetto a quelli che lo hanno reso celebre, ma contenente tutti i tratti distintivi della sua narrativa, lo scrittore mostra di saper andare oltre i confini del genere e affronta molte delle tematiche a lui care, a iniziare dall’incidenza del caso/destino sulla vita umana, con l’ancestrale quesito relativo a quanto di ciò che crediamo frutto del nostro libero arbitrio sia invece dovuto a un disegno superiore – lo si ritenga o meno divino – che lo trascende.

«Con mia grande sorpresa esitai; tornai sui miei passi lungo il sentiero dal quale provenivo, riconsiderai la mia decisione e, senza sapere perché, girai nella direzione opposta prendendo di nuovo la strada per il fiume E ora mi chiedo: come sarebbe andata la mia vita se avessi proseguito nell’altra direzione?»

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

L’io narrante del romanzo è un giovane gentiluomo, Gerard Roylake, che alla morte del padre ritorna nella natia Inghilterra per riprendere possesso delle sue proprietà, nelle quali ha continuato a vivere la matrigna. L’uomo incontra per caso in strada una giovane donna molto bella e gentile, nella quale riconosce Cristel Toller, la figlia del vecchio mugnaio della tenuta che Roylake aveva conosciuto quando era bambina, prima di andare a studiare all’estero secondo le volontà paterne. Tra Gerard e Cristel nasce una tenera amicizia reciprocamente protettiva e destinata a sfociare presto in amore, senza che nessuno dei due osi però per lungo tempo dichiararsi all’altro. La visita alla casa dei Toller offre a Roylake l’occasione per conoscere il giovane affittuario del mugnaio che, pur offrendogli la propria amicizia e quasi mendicando la sua, non gli svela il suo vero nome di cui si vergogna e lo invita a chiamarlo “Bastardo”. Gerard comprende presto che si tratta di una persona molto singolare, caratterizzata da un inquietante dualismo: raffinato, affascinante e dotato di una grande sensibilità, acuita dalla sordità conseguente a una recente malattia, ma anche molto infelice a causa dell’incapacità di accettare la propria disabilità, permaloso, irascibile e posseduto da una morbosa passione/ossessione per Cristel, che gli fa percepire lo stesso Roylake come un pericoloso rivale. Dall’incontro/scontro tra i due uomini prende l’avvio una serie di eventi a catena – tra cui un tentativo di omicidio e una misteriosa sparizione, seguita da febbrili ricerche destinate a restare a lungo senza frutto – in un crescendo di tensione che tiene il lettore incollato alle pagine, per arrivare il prima possibile a far luce su tutte le ambiguità e i segreti che ostacolano la conoscenza della verità.

Il romanticismo gotico tra thriller e noir di Wilkie Collins. “Il fiume della colpa”

La trama è resa come di consueto avvincente dal turbinio di misteri e depistaggi, identità sfuggenti e oscuri intrighi, passioni viscerali e spiazzanti coincidenze che costituisce la cifra narrativa di Collins. Una girandola avvolta daatmosfere cupe dal sapore romantico-gotico, in cui il tormentato triangolo amoroso che ne è l’epicentro viene tinteggiato con lievi pennellate di soprannaturale/orrorifico che, sebbene molto più sfumate rispetto ad altre opere, rafforzano la suggestione magico-evocativa dell’insieme.

«Non appena aprii i fogli che avrebbero dovuto rivelarmi l’animo più nascosto dell’uomo che avevo incontrato in modo tanto singolare, il pallido chiarore lunare sparì e gli alberi lontani si persero nell’oscurità di una notte senza stelle.»

 

Gli scenari che fanno da cornice al romanzo rivelano un’attenzione per le descrizioni ambientali-naturalistiche cui non è estraneo il fatto che il padre dell’autore fosse un pittore paesaggista: un livido universo fatto di colori spenti, acque limacciose e fitte nebbie evocatrici di fantasmi, capace di avvolgere i lettori in una spirale da brivido che ricorda la “vertigine rotatoria” del quasi coevo Turner.

Sul piano contenutistico a caratterizzare il romanzo è in primo luogo la critica alle convenzioni sociali e all’ipocrisia del suo tempo, che accomuna Collins ai contemporanei Dickens e Ibsen. Un’epoca caratterizzata da un dualismo feroce(la “scissione in due nazioni” denunciata dallo stesso primo ministro Disraeli)di cui l’universo narrativodi Collins si fa specchio riflettente e al quale, malgrado il grande progresso medico-scientifico e alcune riforme a tutela dei più poveri, la società vittoriana reagì nascondendo le sacche di povertà e lo sfruttamento selvaggio dei lavoratori – soprattutto le “mezze forze”, donne e bambini – dietro un perbenismo umanitario di facciata.

Ne lI fiume della colpa l’ipocrisia vittoriana trova la sua principale incarnazione nella matrigna del protagonista, elegante e «amabile fin nella punta delle dita» ma disposta a tutto pur di troncare sul nascere il tenero sentimento che lega alla povera Cristel il figliastro, il cui sguardo appare molto più libero.

«Dopo aver fatto esperienza di altri tipi di società all’estero, non riuscivo a rendermi conto dell’importanza straordinaria che la mia matrigna sembrava conferire al rango e alla ricchezza in se stessi.»

 

Si può far rientrare nella “sfida” di Collins alle convenzioni vittoriane anche il suo rifiuto di relegare le donne in ruoli secondari. Ne Il fiume della colpa, come in molti altri suoi romanzi, sono infatti i personaggi femminili a mostrarsicapaci di incidere in modo determinante sulla vita sia propria che altrui, scelta che appare particolarmente significativa in un contesto politico/sociale nel quale da un lato le donne erano confinate nel ruolo di “angelo del focolare”, dall’altro iniziavano a reagire dando vita a quella che è considerata la prima ondata delmovimento femminista,con le suffragette che, nel 1865, costituirono il primo comitato per la conquista del diritto di voto. Pur non potendosi certo definire femminista, Collins sceglie di mettere al centro de Il fiume della colpa un’eroina forte, che aiuta il padre in lavori considerati esclusivo appannaggio maschile e per vincere il male usa non veleno o pistole come i suoi innamorati, ma l’intuito e il coraggio, difendendo chi ama anche a costo di sacrificare se stessa. A rafforzare una lettura “politica” della scelta collinsiana è il fatto che anche gli altri modelli di riferimento etico presenti nel romanzo siano donne: le madri dei due rivali, accomunate da nobiltà e forza d’animo in contrapposizione ai crudeli mariti e allo stesso Roylake, che appare spesso indeciso e incapace di controllarsi.

Il romanticismo gotico tra thriller e noir di Wilkie Collins. “Il fiume della colpa”

Altre grandi questioni affrontate ne Il fiume della colpa, come in larghissima parte dell’opera di Collins, sono quelle, antiche e insieme quanto mai “moderne”, della ricaduta sui figli delle colpe dei padri e dell’identità ambigua sino alla frammentazione in “personalità multipla”, temi destinati a essere ampiamente trattati sia in letteratura (basti citare, oltre ai contemporanei Ibsen e Stevenson col suo Dottor Jekyll e mister Hyde, Pirandello) sia nel cinema tanto del ‘900 che contemporaneo, da Linch a Jee-woon Kim, passando per Bergman, Hitchcock, Kubrik e Hoblit. Collins mostra di sapersi addentrare nei tortuosi meandri della disperazione del “Bastardo”, un po’ angelo e un po’ demone, con unacapacità di comprensione e una sensibilità emotiva probabilmente rese ancora più intense dal difficile rapporto avuto, in particolare durante l’adolescenza, col suo corpo, le cui anomalie lo avevano reso spesso vittima degli scherni dei compagni di collegio.

«C’è una qualche misteriosa influenza, nella silenziosa solitudine della mia vita, che sta indurendo la mia natura?»

 

Antidoto contro i mali dell’anima è per l’autore il rifugio nell’arte che, nel momento stesso in cui oggettiva il dolore, rappresentandolo e rendendone partecipi gli altri, permette di rielaborarlo e prenderne le distanze. Un rimedio che per lui – il cui “potenziale creativo”, per sua stessa ammissione, è stato proprio risvegliato dai compagni di scuola bulli – ha funzionato alla perfezione, permettendogli di avere amici, amori e successo. Nel romanzo invece il male del vivere del quale è intriso l’inquilino di Toller, esacerbato dalla sua passione non corrisposta, dalla gelosia e dalla solitudine, è troppo forte perché l’arte possa svolgere sino in fondo la sua funzione catartico/salvifica, non a caso destinata a interrompersi con la conoscenza di Cristel.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Anche gli altri personaggi sono descritti con grande attenzione alla loro complessità e, se talvolta possono sembrare semplici archetipi del bene e del male, gradualmente svelano la propria natura ambivalente, in un’altalena di relazioni interpersonali che si evolvono e involvono incessantemente, alimentando una suspense che incalza il lettore senza smettere di sorprenderlo. Del resto secondo lo stesso Collins “è possibile che in un romanzo si riesca a descrive bene dei personaggi senza raccontare una storia; ma non è possibile raccontar bene una storia senza descrivere dei personaggi”.

Il fiume della colpa di Wilkie Collins è in definitiva un coinvolgente e ben equilibrato mix di thriller e noir, intriso di inquietudini gotiche e della forza tragica di un dramma romantico.


Per la prima foto, copyright: Mariano Werneck.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.3 (4 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.