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Il rischio dell’ossessione amorosa. “Gli autunnali” di Luca Ricci

Il rischio dell’ossessione amorosa. “Gli autunnali” di Luca RicciPuntata n. 24 della rubrica La bellezza nascosta

 

«Sandra aveva premuto le sue labbra contro le mie, senza un moto ulteriore, senza un brivido di scoperta o di piacere, nulla. Allo stesso modo di quegli sbandati imbevuti di una sorta di nichilismo che pogavano ai concerti rock. Sandra era rimbalzata sulle mie labbra. Non mi era mai capitato di pensare a un bacio come a una spinta e adesso invece mi pareva del tutto evidente che fosse così.»

 

«Tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi…» raccontava Fabrizio De André, cantava a voce bassa e a corde pizzicate: verranno a chiederti del nostro amore. La gravità di due corpi che scelgono di passare degli anni insieme, nella caduta, aumenta irreversibilmente la forza di impatto; due corpi che si allacciano promettendosi i “per sempre”, nello schianto, hanno due pesi e due potenze, e il boato del finale, della fase terminale del volo verso il basso, è disastroso.

 

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L’incipit di un amore è quasi sempre lo stesso: sesso bollente, parole pesanti, responsabilità vocali, ma poi, con il tempo e con i mesi e con gli anni che si sommano, entra in gioco la scoperta eccessiva delle altrui abitudini, l’uso esausto dell’altra pelle, delle altre labbra, frasi e pensieri, e azioni e situazioni, sempre le stesse, che conducono a una noia a forma di cella, dove anche respirare può risultare difficoltoso; dove, delle volte, guardare l’altra persona nella quotidianità porta disgusto, porta insofferenza, a tratti rabbia, a tratti tristezza.

Il rischio dell’ossessione amorosa. “Gli autunnali” di Luca Ricci

Ed è lì’, il quello spazio minuto che si crea tra il prima e il durante, che si innescano e prendono spazio i diversivi, le ossessioni, le piccole nevrosi sentimentali e sessuali; e in quella terra di noiose solitudini diviso due, basta una piccola scintilla per sentirsi di nuovo vivi, di nuovo virili, nuovamente desiderati. Che sia l’uomo o la donna, che capiti per caso o per averlo cercato, la nuova linfa di qualcosa di diverso ci restituisce come uno schiaffo gli anni consumati e la convinzione sempre crescente di aver fatto un errore nel credere che quella donna, quell’uomo, potevano essere il nostro: per tutta la vita; chissà, magari sarà il prossimo.

Luca Ricci nasce a Pisa nel 1974, il suo romanzo d’esordio è Gli autunnali edito da La nave di Teseo e da poco candidato al Premio Strega; Ricci era già apparso in libreria con varie raccolte di racconti, tra cui la più recente è I difetti fondamentali, edita da Rizzoli.

Il rischio dell’ossessione amorosa. “Gli autunnali” di Luca Ricci

Roma, un uomo sulla cinquantina, dal ritorno dalle ferie estive, si ritrova a crogiolarsi e a vivere l’insofferenza del suo matrimonio. Nonostante la moglie, Sandra, sia ancora una donna bella e desiderabile, con un corpo che risponde in maniera ottimale al trascorrere degli anni, non riesce a provare per lei alcun tipo di desiderio. Un giorno, girando per un mercatino romano, l’uomo si interessa a un libro sugli artisti di Montmartre, e resta notevolmente affascinato dall’immagine di Jeanne Hébuterne, compagna dell’artista Amedeo Modigliani.

 

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Da quel momento scatta un’ossessione, da parte dell’uomo, per quella donna che appartiene al passato; tutto appare svolgersi esclusivamente nella sua mente, fin quando, un giorno, Sandra non invita a casa una sua vecchia cugina: Gemma. Per l’uomo, Gemma somiglia in maniera destabilizzante a Jeanne. Così, un’ossessione che sembrava non trovare sbocchi, inizia a trovare foce nella sua realtà.

«Ero completamente avvinto – dominato – da quest’idea avventurosa di percorrere a ritroso i decenni, di togliere Jeanne dalla sua tomba: perché i morti venivano dati in pasto ai vermi, perché li mettevamo in una buca e li ricoprivamo di terra? Che pratica meschina, misere­vole. Facevo e pensavo tutte queste cose, e mi si inumidivano gli occhi, respiravo con affanno per l’emozione.

Intanto di là, nella zona giorno, la tela sul cavalletto re­stava intonsa.»

 

Luca Ricci ci racconta, dunque, di quello che succede nelle fessure di un rapporto matrimoniale e ci mostra, pagina dopo pagina, come un’ossessione innocua, che alberga solo nella fantasia, possa diventare un pericolo latente se dovesse riversarsi nel reale.

Il rischio dell’ossessione amorosa. “Gli autunnali” di Luca Ricci

La scrittura di Ricci è ipnotica e avvolgente, ci trascina nella vita di un uomo di mezza età, e ci fa assaporare e odorare tutti i suoi movimenti emozionali, tutti i suoi gesti sporcati da un sesso scialbo e poco incline al sentimentalismo. Tutto, in questo romanzo, ci porta nel cuore del disagio amoroso, dove le cose non dette sono oggetti dal sonoro devastante, e dove le cose non fatte diventano nevrosi pronte a infilarsi sotto la pelle.

 

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«Mi convinsi che fosse tutta colpa di Modigliani. Ormai era chiaro che mi aveva preso di mira, assumendo le sembianze di qualunque uomo volesse mettermi i bastoni tra le ruote, o anche solo infastidirmi. Modigliani era diventato un essere polimorfo che mi perseguitava, il babau simbolo di tutto ciò che temevo: l’artista che mi aveva sbeffeggiato e sconfitto con Gemma; il critico che adesso voleva incrinare l’unica certezza della mia vita, ovvero l’affetto per Sandra.»

 

Dovremmo fare attenzione alla luminosità di ciò che ci appare per la prima volta e forse dare un lustro maggiore a quello che di usurato e più volte annusato ci vive sotto gli occhi. Il tempo fa un gioco bastardo, ti mette tra le mani una cosa e te la fa amare in maniera viscerale, poi però Lui non si ferma, prende strade e costruisce ponteggi, e tu non puoi fare altro che osservare e guardare distrattamente quelle mani dove quello che era nuovo, ora, è diventato antico e senza grazia; e continuiamo a cercare altro, e ci perdiamo nella caccia e nella scoperta del prossimo luogo di carne da amare e occupare, mentendoci e nascondendo a noi stessi, un elemento fondamentale: che tutto è un cerchio, ogni cosa è ciclica, la vita fa il suo giro e torna sempre a chiedere il conto.


Per la prima foto, copyright: Shaira Dela Peña.

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