Curiosità grammaticali

Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Interviste a scrittori

Conoscere l'editing

Il racconto dell’ossessione amorosa. [ESTRATTO] “La Dora dei miei sogni” di Massimo Torre

Il racconto dell’ossessione amorosa. [ESTRATTO] “La Dora dei miei sogni” di Massimo TorreAl centro di La Dora dei miei sogni, ultimo romanzo di Massimo Torre in libreria da domani edito da Giulio Perrone, c’è una storia d’amore tra la «vagheggiata, inseguita, adorata» Dora e l’agente assicurativo Mauro Sardonico, inventore della polizza Vitanaturaldurante.

Mauro è completamente preso da Dora, non può fare a meno di lei, anzi vive solo per lei. L’idillio viene però spezzato quando alcuni clienti di Mauro vengono uccisi e i sospetti ricadono proprio su di lui. Le atmosfere del romanzo si fanno così altamente distopiche e Massimo Torre lascia che il suo protagonista si confessi in piena libertà.

Qui di seguito l’incipit del libro, su gentile concessione dell’editore.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Non riesco a trovare pace.

E non so che fare.

Non posso coprirmi di ridicolo chiedendo aiuto a qualcuno.

E a chi, poi?

Chiunque prendesse seriamente in considerazione una simile richiesta, mi consiglierebbe lo psicoanalista. Inevitabile. E inutile.

Lo so da me che quella sarebbe l’unica strada.

Sì, ma l’unica per cosa?

Per risolvere il problema?

Il problema è che io il problema non lo voglio risolvere.

Ho paura di perderla, altrimenti.

Sono perdutamente innamorato di lei.

Mai lo sono stato in questo modo. Si può dire che non ci sia istante che non pensi al mio grande amore. Anche quando apparentemente sto pensando ad altro.

Vivo per lei, so che a dirla così è banale, eppure non riesco a esprimere il concetto con maggiore compiutezza.

 

Ho trentatré anni, e quello che mi sta succedendo accade di solito tra l’infanzia e l’adolescenza. Capirete dunque la mia difficoltà.

Soprattutto: conoscete qualcuno che non aspetti altro, durante tutta la giornata, che il momento d’addormentarsi? E dire che non sono mai stato un dormiglione…

In genere quelli che vorrebbero passare la maggior parte del tempo a dormire sono i depressi. I depressi hanno problemi tali che sublimano la morte con il sonno.

Io invece non ho voglia di morire, ho solo terribilmente voglia di lei. Per questo non c’è momento della giornata che non desideri, profondamente, con tutte le mie forze, di dormire.

Il racconto dell’ossessione amorosa. [ESTRATTO] “La Dora dei miei sogni” di Massimo Torre

Il suo nome è Dora. Perché Dora? Francamente non lo so.

Non è un nome che abbia mai apprezzato particolarmente.

Né mai, prima, ho conosciuto una Dora che abbia suggestionato a tal punto i miei più reconditi desideri. Da quando Dora è il nome di lei, di Dora, nessun altro nome mi è più dolce. Dora, Dora, Dora, Dora, Dora, Dora, Dora… Lo ripeterei all’infinito se la mia vita non mi obbligasse a pronunciare altre parole al cui paragone la parola “Dora”, bisillaba, rifulge di una bellezza unica. Potente. Disarmante.

Per quanto riguarda il cognome la faccenda è controversa.

Prima di tutto, raramente ha dovuto presentarsi con nome e cognome. Poi, quest’ultimo cambia spesso. Roversi, ha detto un paio di volte. La prima invece Santiapichi… altre invece Terenzi o Palladio o D’angora, come la lana… quest’ultimo è quello che preferisco: Dora D’angora mi suona bene.

Non vi fate strane idee, non è una mentitrice, né ha motivo di nascondere la sua identità, ed è già un miracolo che il nome, Dora, intendo, resti sempre lo stesso, così come lo splendido viso, e quel suo sguardo nero, bruciante come un ferro bollente.

Solo la nostra casa è diversa ogni volta: le dimensioni, l’arredamento, le nostre cose… non sono quasi mai le stesse. Ma si sa come sono fatti i sogni. Non te la puoi certo prendere se c’è qualche incongruenza.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Io invece mi chiamo Mauro Sardonico, e su questo non ci piove. Ma vi sconsiglio vivamente d’affidare al mio

cognome la chiave di lettura del sottoscritto. Un cognome è un cognome e basta. Certo, qualche centinaio d’anni fa, l’avo dei miei avi sarà stato identificato dai suoi contemporanei come “sardonico”, ma non è detto che tutti i suoi discendenti lo siano stati.

Tanto meno lo sono io, soprattutto nell’accezione di “maligno” che si dà a questo termine… Non che sia uno

stinco di santo, ma col male non ho molto a che fare se non in una dose umanamente accettabile.

Anzi, il male si può dire che lo combatta o, meglio, che cerchi di vanificarlo, assicurandovi contro di esso. Io posso assicurarvi contro qualsiasi cosa che vi possa danneggiare, portare nocumento o come cavolo vi va di chiamarlo. Non posso garantirvi che il peggio non accada, ma assicurarvi contro il peggio sì, per quello non c’è problema. Basta pagare il premio.

Non sono mai sardonico quando un mio cliente stipula una polizza. Anzi. Non sono solo rassicurante. Sono assicurante. Almeno, lo ero fino a sei mesi fa. Adesso ho sempre una gran voglia di andare a dormire. Per questo posso apparire frettoloso, meno concentrato. Quasi disinteressato.

Secondo i miei superiori, negli ultimi tempi il rendimento dell’agente assicurativo Mauro Sardonico risulta decisamente sotto il suo “standard”.

Io ero quello che da solo portava a casa il cinquanta per cento di tutte le polizze dell’agenzia.

In soli sei mesi sono sceso al venti.

Non solo l’algido Aldi, il mio dirigente, ma anche Dora mi rimprovera per questo.

Sono sei mesi che ci frequentiamo quotidianamente. Io le racconto tutto di me. Non ho segreti per la mia Dora, che è una persona molto attenta. Riesce a vedere le cose con una nitidezza tale che assumono sempre contorni precisi. Le cose che appaiono più indecifrabili, lei le interpreta con una facilità disarmante. I suoi consigli mi sono preziosi. Io ormai li applico costantemente, avendo verificato sul campo la loro validità assoluta.

A questo punto spero sia chiaro per tutti voi che Dora è, letteralmente, la donna dei miei sogni, e che abita esclusivamente lì, nei miei sogni, ma è più vera di me stesso.

Forse ora comprenderete perché trascorro le mie giornate con l’ansia di addormentarmi e non trovarla più: nulla mi garantisce di poter rivedere quei suoi scurissimi occhi che mi scaldano l’anima ogni volta che sogno…


Per la prima foto, copyright: Clem Onojeghuo.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.