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Il potere seduttivo dei libri. “Concupiscenza libraria” di Giorgio Manganelli

Il potere seduttivo dei libri. “Concupiscenza libraria” di Giorgio ManganelliÈ stata una scelta imprudente quella di volermi confrontare con Concupiscenza libraria, una raccolta delle recensioni di Giorgio Manganelli, a cura di Salvatore Silvano Nigro, edizioni Biblioteca Adelphi 708.

Manganelli è una firma prestigiosa, ha scritto numerosi romanzi di successo e ha recensito tantissimi libri in modo originale, arguto e mai lezioso. Uomo dotato di forte personalità, oltre che di una vasta cultura – le sue numerose biografie lo testimoniano – e dunque le sue recensioni sono intrise, tra l’altro, di personalità e cultura.

Una scelta imprudente, dicevo, perché accostarmi alle recensioni di Manganelli, tra le più belle, mette a dura prova le abilità di chi ora scrive.

Il libro si presenta solido, la copertina di colore rosso, composto da 454 pagine che accolgono la bellezza di 135 recensioni, i cui argomenti, suddivisi in tredici capitoli che definirei macro-aree, spaziano da Concupiscenza Libraria a Il mondo classico, da La critica aIntricare e districare storie, daErrabondi e viaggiatori anche sedentari a Il barocco, Novelle, racconti e fiabe, Tutti i colori del giallo, Tutti i colori del nero, Il bianco ed il nero dell’umorismo, Macchinazioni fantastiche, Voci binarie e infine Piccola Biblioteca.

 

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Nel libro, ovviamente, non si incontra il personaggio di rilievo, protagonista di un solo racconto, ma si fa la conoscenza di tanti e vari personaggi, autori, che agiscono, pensano, si muovono e prendono forma nelle pagine che si leggono con animata curiosità.

Eppure, a ben pensare, un filo conduttore che unisce tutte le variegate recensioni c’è.

La trama che lega l’intera raccolta è, infatti, la mai appagata bramosia di libri dello stesso Manganelli, che egli in una recensione riesce a descrivere con passione viva:

«È un romanzo dedicato all’amore per i libri. Ho detto amore: è la parola giusta; l’amore per i libri parte da un innamoramento, è una passione, è una mania, è una frenesia, è una dolcezza, è uno strazio. L’aroma straordinario di questo libretto è l’aroma di una grande libreria di libri in vecchie edizioni rilegate, a Londra, a metà del nostro secolo. Il sentimento dominante, rivelatore, la passione profonda, la devozione cupa, ostinata, è questo amore per i libri, per la carta soda e giallina delle vecchie edizioni rilegate, perfino, quasi una perversione, per i segni, gli appunti, le sottolineature lasciate sui libri da lettori ormai polvere dimenticata…»

Il potere seduttivo dei libri. “Concupiscenza libraria” di Giorgio Manganelli

E ancora:

“«Quel che voglio» scriveva all’incirca Lamb «è il rumore dei vecchi, grandi in-folio che si aprono, l’odore delle pagine antiche, il peso impaccevole delle sontuose rilegature». Come Helen, come Charles Lamb, per i libri si possono conoscere abissi di passione, e languori sentimentali. Esiste. Esiste la concupiscenza libraria.”

 

Il potere seduttivo delle pagine non è solo mentale, oserei dire, è anche fisico. Esso si manifesta nel godimento provato dallo stesso Manganelli, quando legge un libro nuovo, per la sua gestualità rituale e solenne, ripetuta, che dà forma e vita alla melodia delle pagine vergini che si aprono e si girano con e tra le sue mani.

Al lettore viene trasferito anche il desiderio fisico di avere il libro tra le mani, il libro che si andrà a leggere e a sviscerare profondamente.

Non si poteva scegliere miglior titolo per questa raccolta.

La piacevolezza del libro pervade l’animo del lettore non solo per la nota scrittura di Manganelli, fluida, sagace, sapiente, ma anche perché spazia nel tempo, scava nei meandri di tante storie, conciliando i tanti e diversi interessi di un lettore.

Una delle recensioni del capitolo II, Il mondo classico, tratta di Odisseo. Molti scrittori hanno parlato di Ulisse, ma quanti in maniera così nuova?

«Odisseo è un essere «impossibile»; cioè può, come a nessun essere vivente è possibile, essere intriso di vita e di morte, totalmente terrestre e profondamente infero, callido e insieme abbandonato totalmente, irreparabilmente consegnato ad una terribile dialettica di sacro e di quotidiano. Egli non è un uomo se non come tempio, come spazio, lizza, luogo mentale in cui si incontrano gli dèi, dentro il quale si celebra il furore degli dèi, la loro ininterrotta guerra reciproca; e in tal senso è anche lui che spiega gli dèi a se stessi; è lui, il minimo e fragile mortale, il solo luogo in cui l’antica lite degli dèi trova senso.»

Il potere seduttivo dei libri. “Concupiscenza libraria” di Giorgio Manganelli

Con un volo pindarico, si può giungere nel 1640, quando nacque Aphra Behn, prima donna che si guadagnò da vivere scrivendo e di lei Manganelli dice:

«Donna, scrisse per il teatro, scrisse d’amore, e non d’amore platonico ed eufemistico, non esitò ad adoperare il linguaggio violento e acre del desiderio, del denaro, della corporale astuzia; certo, tutto era commedia, e in qualche modo «finto» ma il linguaggio secondo il corpo era schietto, svelto, acido, insolente.»

 

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Concupiscenza libraria, raccolta di recensioni, laddove la recensione non è servente al libro, ma è il libro.

Sicuramente anche questa è la grandezza di Giorgio Manganelli l’aver fatto della recensione un genere letterario e dopo averle lette, una dopo l’altra, accuratamente scelte e collocate nel libro, emerge forte il potere seduttivo delle recensioni di Manganelli, che indurranno, con ogni probabilità, il lettore a recarsi in libreria per cercare uno o più dei libri recensiti. Ormai rapito.


Per la prima foto, copyright: Thought Catalog su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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