Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Corso online di editing

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Corso online di scrittura creativa

“Il ponte d’argilla”, Markus Zusak non si ripete

“Il ponte d’argilla”, Markus Zusak non si ripeteIl ponte d’argilla, il nuovo romanzo di Markus Zusak (Frassinelli, traduzione di Chiara Brovelli), arriva dodici anni dopo il successo mondiale di Storia di una ladra di libri – bestseller da otto milioni di copie vendute nel mondo, trasposto sul grande schermo da Brian Percival e diventato a suo tempo, forse suo malgrado, un pilastro nel filone romanzesco sulla Shoah. Markus Zusak ha dichiarato, in occasione dell’uscita del nuovo romanzo, che dopo il successo improvviso ottenuto col primo gli ci sono voluti dodici anni per ritrovare la voce giusta e dare vita a qualcosa di nuovo. Una fatica in qualche modo percepibile nella lettura.

Il ponte d’argilla racconta la storia dei cinque fratelli Dunbar – Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy –, cinque orfani di madre che, abbandonati anche dal padre, vivono senza regole in una casa senza adulti, ma piena di animali. Al ritorno del padre, Clay sarà l’unico dei cinque ad aiutarlo e a tentare di ricucire i rapporti tra lui e gli altri fratelli costruendo quel ponte fisico, e metaforico, che dà il titolo al libro. Nonostante molti topos di genere che possono fare leva su un certo lettore – un nonno con la passione per i miti greci, una vecchia macchina da scrivere, un pianoforte consegnato per errore nel posto sbagliato, una ragazza con le lentiggini che ama le corse ai cavalli, un padre che abbandona i suoi figli dopo la morte della madre – il nuovo romanzo di Zusak si legge con difficoltà: l’incipit è faticoso e la tentazione è quella di abbandonare dopo poche decine di pagine. La storia sembra non iniziare mai e le continue anticipazioni – che vorrebbero stuzzicare il lettore promettendo colpi di scena – ottengono alla lunga l’effetto contrario, ovvero di annoiarlo e stancarlo con promesse inutili.

«Se prima del principio (sulla carta almeno), c’erano una macchina da scrivere, un cane e un serpente, al principio - undici anni prima - c’erano un assassino, un mulo e Clay. Anche al principio tuttavia c’è qualcuno che deve partire per primo, e quel giorno poteva essere solo l’Assassino. In fondo, fu lui a mettere in moto tutto quanto, e a costringerci a guardarci indietro. E lo fece semplicemente arrivando. Alle sei in punto.»

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

La struttura de Il ponte d’argilla si sviluppa su piani temporali non propriamente alternati, ma tra continui rimandi e flashback che rendono la lettura poco scorrevole. Il rimbalzo tra diversi livelli temporali e narrativi – il presente dei fratelli Dunbar e il passato dei loro genitori e dei nonni – non pare ben congegnato e rende ostica la lettura. L’intera vicenda sembra far fatica a ingranare: le prime cento pagine – che dovrebbero agganciare il lettore e trascinarlo dentro la storia – lo mettono invece a dura prova. Colpa anche di una voce narrante – onnisciente in modo assai discutibile – che vuole essere dirompente e sarcastica, con risultati non sempre all’altezza. Anche se la voce è quella di un ragazzo - il maggiore dei Dunbar – la lingua usata è fin troppo costruita e inutilmente sopra le righe. Sarcasmo, frizzi e iperboli sono vezzi che pochi narratori possono concedersi di maneggiare e alla lunga perfino un vero Holden Caulfield può risultare stancante per chi non lo ama.

“Il ponte d’argilla”, Markus Zusak non si ripete

«Molti ci consideravano dei teppisti.

Dei selvaggi.

Per lo più avevano ragione.

Nostra madre era morta.

Nostro padre se l’era svignata.

Imprecavamo come dei bastardi, lottavamo tra di noi come avversari sul ring e ci stracciavamo a vicenda giocando a biliardo, a ping-pong (sempre su tavoli di terza o quarta mano, che piazzavamo spesso sul prato a gobbe del giardino sul retro), a Monopoli, a freccette, a football, a carte, e a qualunque cosa su cui mettevamo le mani.

Avevamo un pianoforte che non suonava nessuno.

Il televisore stava scontando una condanna all’ergastolo.

Il divano si era beccato vent’anni.»

“Il ponte d’argilla”, Markus Zusak non si ripete

Superate le difficoltà del primo centinaio di pagine, Il ponte di argilla di Markus Zusak entra finalmente nel vivo e le vicende dei fratelli Dunbar finiscono col coinvolgere ed emozionare. Il lettore entra nelle vite di ognuno dei cinque e ci si affeziona: resta la sensazione che succeda troppo in ritardo e che poteva accadere prima e meglio rinunciando a qualche velleità.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

L’impressione finale è che Markus Zusak abbia perso una buona occasione per dare al suo lettore quello che si aspettava: un page turner con i dovuti stereotipi, scritto con lingua veloce e scorrevole. A un libro facile si chiede di essere facile.


Per la prima foto, copyright: shubham sharma.

Per la terza foto, la fonte è Wikipedia.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.