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“Il nido delle cicale” di Anna Martellato. «Un passo alla volta» per «librarsi nell’aria»

“Il nido delle cicale” di Anna Martellato. «Un passo alla volta» per «librarsi nell’aria»Giunti Editore ci porta sulle splendide rive del Garda con Il nido delle cicale di Anna Martellato. Non è un arrivo bensì un amaro ritorno per Mia, protagonista dal cuore infranto, la quale, dopo una brutta delusione d’amore decide di tornare a casa e fare i conti con gli spettri del passato.

Di nuovo il passato che si mischia al presente, un segreto familiare e una giovane protagonista in quest’ultimo romanzo dell’autrice veronese che dopo la Zoe de La prima ora del giorno ci regala una nuova e interessante figura femminile.

Mia ha trentacinque anni, vive a Stoccarda con il compagno Alessio, architetto di successo, nel “Nido”, un’abitazione che sembra sospesa nell’aria, «un bozzolo di legno», «sinuoso e pieno» che Alessio ha costruito per lei. Vorrebbe dei figli da crescere in quel suo “nido” ma una terribile scoperta sconvolge la vita della protagonista. Si ritrova così a mettere in dubbio tutto ciò che ha costruito, la sua relazione con Alessio, i suoi progetti, la sua intera esistenza. Sale su un treno e torna a casa.

 

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Casa è un altro “nido”, è quello dell’infanzia. È una villa affacciata sul lago di Garda, un giardino rigoglioso di palme e cedri mossi dai venti Pelèr e Ora che soffiano mattina e sera, un luogo meraviglioso che però oggi conserva «la grazia appassita» del tempo che fu. Casa è mamma Vittoria, con il suo fare burbero, quasi scocciato nei confronti di una figlia con la quale non è mai andata troppo d’accordo, ma anche tata Efra, l’anziana balia, quasi una nonna. Casa è tuttavia anche un mausoleo eretto su una marea di ricordi che, nera come la notte, ingoia la gioia di vivere di chi annaspa per non sprofondare nello sconforto. In quelle stanze buie infatti il tempo si è fermato. Un tragico evento luttuoso ha creato una ferita mai rimarginata che ha dissanguato l’intera famiglia, distruggendola.

“Il nido delle cicale” di Anna Martellato. «Un passo alla volta» per «librarsi nell’aria»

Mia si trova così ad affrontare una dura prova sentimentale ma anche un passato doloroso dal quale è sempre scappata per non farsi travolgere e restare ancorata, come invece fa Vittoria, ai dolorosi ricordi. Con l’aiuto di Luca, un amore di gioventù che pure custodisce una «colpa» in fondo al cuore, riemersa «come una boa che si stacca dal fondo del lago e schizza in superficie» nell’attimo in cui incrocia lo sguardo di lei, scoprirà nuove verità su quel «grave trauma familiare». Il profumo delle colline in fiore, lo sciabordio delle acque del lago, le luci del tramonto contribuiranno a chiudere il cerchio e a far sì che Mia trovi il coraggio di guardarsi dentro e ricominciare a vivere «un passo alla volta» proprio come le cicale che danno il titolo al romanzo.

«Le cicale non hanno un nido. Sono loro stesse il loro nido. Ci mettono anni, lo sai? Restano sotto terra, rannicchiate, come morte. Per dieci lunghi anni l’oscurità e l’umidità della terra è tutto il loro mondo. Alcune specie impiegano anche di più. Ma le cicale non sono morte, è solo che per loro non è ancora arrivato il momento. Quando sono mature, le ninfe larvali iniziano a scavare nel terreno che le ha custodite per tutto il tempo. Scavano ed escono nella luce, per poi iniziare a trasformarsi. E alla fine, quando il loro nido diventa inospitale, le ninfe si evolvono, ed escono dalla loro crisalide. Il coraggio dimostrato ha fatto loro un dono: perché a differenza di prima hanno delle bellissime ali, per librarsi nell’aria.»

“Il nido delle cicale” di Anna Martellato. «Un passo alla volta» per «librarsi nell’aria»

Il nido delle cicale è un bel romanzo di caduta e rinascita, di riconciliazione con la vita e con gli affetti nonché di crescita interiore. La narrazione procede su due piani, alternando capitoli in cui capiamo volta per volta cos’è accaduto a Stoccarda tra Mia e Alessio ed altri in cui il presente del ritorno a casa è invece intervallato da flashback. È così che attraverso i ricordi suscitati da un profumo, da un rumore, da un semplice oggetto, che come una madeleineproustianaattiva un mondo di sensazioni e immagini, vive veniamo a conoscenza del passato.

 

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Se il cerchio, come già accennato si chiude, il finale de Il nido delle cicale di Anna Martellato fa ben sperare in un prosieguo della vicenda. «Un passo alla volta» presuppone che ce ne siano altri o almeno è ciò che il lettore si augura. Sarebbe bello vedere Mia volteggiare in aria dopo averla vista spiccare il volo.


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