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Il mistero della scomparsa di Agatha Christie

Il mistero della scomparsa di Agatha ChristieÈ il 3 dicembre del 1926, quando una donna visibilmente scossa scompare in circostanze alquanto misteriose dalla propria abitazione. La sua auto, una Morrison Crowley, viene poi ritrovata in folle e con i freni non inseriti, in fondo a un dirupo di circa trecento metri nel Surrey. Cosa ne è stato della donna? Si è trattato di un omicidio o di un suicidio? L’unico indiziato in questa enigmatica vicenda risulta essere il marito.

Il nome di questa donna è Agatha Christie, una delle più grandi scrittrici di romanzi gialli mai esistite, e questo episodio legato alla sua vita somiglia tanto a uno dei racconti descritti nei suoi libri. Una settimana dopo, Christie viene ritrovata nella stanza di un lussuoso hotel ad Harrogate nello Yorkshire intenta a leggere sui giornali i resoconti delle indagini sulla sua scomparsa avviate in tutto il Paese per poterla ritrovare.

 

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Perché quel giorno Agatha Christie decise di scomparire? Cosa avvenne di così sconvolgente da indurla a prendere tale decisione? Sono tanti gli interrogativi sollevati come un polverone dalla vicenda. Il marito, il colonello Archibald Christie fornì alla stampa la versione di un’amnesia dovuta alla recente morte della madre cui la scrittrice era molto legata. In realtà, le ragioni furono altre. Innanzitutto la separazione dal colonello, il quale l’aveva lasciata preferendole un’altra donna, Nancy Neele.

Il mistero della scomparsa di Agatha Christie

Jared Cade in Agatha Christie e il mistero della sua scomparsa (pubblicato da Giulio Perrone editore nella traduzione di Raffaella Ariganello), già nella prefazione ci svela che nessun lavoro approfondito sulla vita di Agatha Christie è stato finora in grado di portare completamente chiarezza sulle strane circostanze legate a tale vicenda e soprattutto sulle ragioni che si celavano dietro.

«Non appena ho iniziato le mie ricerche, ho scoperto che la maggior parte dei testi su Agatha Christie scrittrice, sono poco più che testi di critica letteraria. Gli autori di questi testi sono giunti tutti alla conclusione che Agatha abbia avuto una sorta di esaurimento nervoso e che la fama seguita alla scomparsa l’abbia ridotta alla reclusione».

 

In Gran Bretagna sono state scritte due biografie, entrambe supportate da accurate ricerche, nelle quali gli autori hanno ammesso di aver riscontrato serie difficoltà nel rintracciare testimonianze credibili. Gwen Robyns ha scritto nel 1978 una biografia non autorizzata dai familiari della scrittrice, in cui ha messo in dubbio le dichiarazioni ufficiali fornite dal marito; mentre Janet Morgan, nella biografia del 1984, addossa la responsabilità di quanto accaduto alla pressione della stampa. Entrambi i biografi sostengono che Agatha Christie, dopo essere stata ritrovata, non abbia più voluto far cenno all’accaduto, neppure nell’autobiografia da lei stessa scritta, poiché intendeva dimenticarla e lasciarsela completamente alle spalle. Eppure «quegli undici giorni della sua scomparsa la perseguiteranno per il resto dei suoi giorni».

Sono troppe le discrepanze nelle spiegazioni fornite sulla vicenda e quasi tutte poco credibili. Il libro di Jared Cade si differenzia dai precedenti lavori per diverse ragioni. Come lo stesso autore ci dice sempre nella prefazione al testo «l’idea di questo libro nasce dalla profonda curiosità che ho sempre provato verso la donna che si cela dietro ai gialli moralmente più avvincenti dei nostri tempi» e infatti Cade fornisce importanti aneddoti e tante curiosità riguardanti la vita privata della scrittricegià da prima che diventasse famosa, eventi che hanno finito col formare e determinare il suo carattere riservato e timido.

Il mistero della scomparsa di Agatha Christie

Agatha Christie era una donna che amava poco la notorietà e la vita mondana, era «una donna complessa che cercava ad ogni costo di nascondersi al pubblico». Scrivere era per lei una sorta di rifugio da un’esistenza che sentiva come deludente e non corrispondente alle proprie aspettative.

Cade ci narra pure dell’incontro con il colonello Christie, avvenuto il 12 ottobre del 1912, che Agatha da romantica e sognatrice aveva definito «l’uomo venuto dal mare», un uomo che avrebbe per sempre cambiato la sua vita, per poi spezzarle il cuore preferendole un’altra donna, della figlia avuta da lui, la quale accusò sempre la madre di non essere stata in grado di tenersi il marito.

Jared Cade pone in relazione tutte le vicende personali della scrittrice con le sue opere e attua una sorta di collegamento tra realtà e finzione narrativa nel tentativo di capire quanto di quell’episodio verificatosi il l3 dicembre del 1926 la Christie trascrisse successivamente nei propri romanzi.

 

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Grazie alle ricerche di Cade, alle testimonianze raccolte e alla possibilità da lui avuta di accedere a documenti esclusivi con l’autorizzazione dei familiari della donna, l’autore riesce a tracciare un’accurata e minuziosa opera di descrizione della via della Christie donna, non solo della scrittrice, consacrandola ulteriormente alla memoria storica.

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