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Il mistero dell’identità e il fascino pericoloso dei gemelli

Il mistero dell’identità e il fascino pericoloso dei gemelliGiocare con la propria identità può essere molto pericoloso, soprattutto se a farlo sono due gemelle identiche eppure così diverse tra loro. Sì, è proprio questo che fanno la silenziosa, gregaria e obbediente Ellie e la leader e quasi tirannica Hellen: decidono a un certo punto di scambiarsi i ruoli, assumendo ognuna la fisicità e il carattere dell’altra, al punto da riuscire a rendersi irriconoscibili persino alla madre. Ma non tutto fila liscio come avevano previste, perché Ellie è così presa dall’essere Hellen che si rifiuta di ritornare alla sua vera identità e da qui parte uno dei thriller psicologici più avvincenti del momento, La gemella sbagliata di Ann Morgan, edito da Piemme nella traduzione di Rachele Santoro.

Salutato dalla stampa inglese e americana come un vero capolavoro del genere, La gemella sbagliata segna l’esordio nella narrativa di Ann Morgan che ha deciso di rispondere a qualche nostra breve domanda.

 

Il tema delle gemelle che ha originato la trama di La gemella sbagliata le interessa per qualche ragione particolare? O forse lei stessa è una gemella?

No, non sono una gemella. È stata l’idea dello scambio di ruolo a intrigarmi; il fatto che il personaggio principale fosse una gemella era essenziale per far funzionare la storia. Più leggevo storie e articoli sui gemelli più realizzavo quanto fossero affascinanti. Per esempio, sapevate che i cani riescono a distinguere i gemelli dall’odore mentre, fino a poco tempo fa, distinguerli in modo scientifico era impossibile? È per questo che nel mio libro non ho messo un cagnolino accanto ad Ellie e ad Helen: lui non si sarebbe fatto ingannare... Inoltre, avendo un DNA pressoché identico, i gemelli sono una vera sfida anche per chi investiga sulla scena di un crimine. Tuttavia, pure quando sono fisicamente identici, tutti i gemelli che ho incontrato hanno personalità contrastanti.

Il mistero dell’identità e il fascino pericoloso dei gemelli

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Il suo romanzo fa molto riflettere su quanto la nostra identità sia plasmata sulla percezione che ne hanno gli altri: questo è evidente nei personaggi di Hellen ed Ellie. È uno spunto che aveva già in mente quando ha iniziato a scrivere il romanzo? Crede che il modo in cui ci vedono gli altri possa cambiare l’idea che abbiamo di noi stessi o la nostra stessa personalità?

Sì, l’identità è uno dei temi chiave che ho sempre voluto esplorare nel mio romanzo. Le persone sono uno strano mix di natura ed educazione. Ho voluto provare a capire se fosse possibile tracciare una linea tra le due cose. Siamo tutti diversi uno dall’altro anche per come le persone che abbiamo intorno ci permettono di essere, in qualche modo.

 

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Il mistero dell’identità e il fascino pericoloso dei gemelli

Nel libro non si arriva a scoprire il segreto nascosto nella famiglia di Helen e Ellie se non nelle ultime pagine e la rivelazione è sconvolgente. Secondo lei i segreti peggiori si nascondono tra le mura domestiche? E comunque, per quanto possiamo voler negare o dimenticare, quello che viviamo nella nostra infanzia plasma definitivamente la nostra personalità?

La famiglia ha un potere fortissimo su “chi” diventiamo (anche se non è il solo fattore a influenzarci). Penso che, con tutti i traumi e i problemi che viviamo, non possiamo davvero risolverli fino a quando non li affrontiamo a testa alta. Questo inevitabilmente ci cambierà anche se possiamo decidere se esserne influenzati in modo positivo o negativo. In quanto ai segreti chiusi in famiglia, non so se esserne certa, ma la famiglia è sicuramente la prima fonte di tensioni e problemi.


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