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Il miracolo della lettura. “Vite che sono la tua” di Paolo Di Paolo

Il miracolo della lettura. “Vite che sono la tua” di Paolo Di Paolo«Questo è stato leggere. Questo è. Fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che riusciremmo a incontrare per strada».

 

È un'opportunità quella che ci offre Vite che sono la tua di Paolo Di Paolo nel suo ultimo lavoro narrativo (edito da Laterza) a metà strada tra romanzo e saggio. Una riflessione, quella che ci propone il nostro autore, sulla lettura, sul piacere stesso di leggere, sul suo incidere nelle nostre vite che diventa, inevitabilmente, una visione quasi simmetrica di cosa significhi scrivere.

Un libro che riesce a parlare a tutti: al lettore consapevole e instancabile e a quello che il tempo ha reso disinteressato. Può incuriosire tanti ragazzi e studenti che oggi sempre di più sono lontani dal piacere, perchè di piacere si parla, di stringere tra le mani un libro: viverne i tempi, le attese, fare entrare altre vite nella propria. Vite, storie e personaggi nei quali ritrovarsi o dalle quali tenersi lontano ma che diventano sicuramente parte del proprio vissuto personale.

Di Paolo, giovane figlio di un medico, incontra la lettura grazie alla figlia di una paziente del padre. La donna, a cui il volume è dedicato, regala all'autore, ancora bambino, i classici della letteratura.

È grazie a lei che comincia a muoversi per i sentieri della narrativa e quelle letture diventano un suo personale “museo”. Ventisette libri, ventisette trame e personaggi che si trasformano in un'altra vita ed un altro protagonista: il lettore.

 

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Ventisette romanzi, che spaziano dalla letteratura per ragazzi di Mark Twain con Le avventure di Tom Sawyer a Canto di Natale di Charles Dickens, avventurandosi poi per altri testi come Il giovane Holden di Salinger o Il Barone rampante di Italo Calvino. Una geografia e la storia del suo «avere pensato, sentito, capito».

Ogni storia rappresenta per il lettore una prospettiva, un modo di osservare e di osservarsi. Una lente di ingrandimento che apre gli orizzonti e ci fa viaggiare senza pregiudizi, senza visioni precostituite.

Il miracolo della lettura. “Vite che sono la tua” di Paolo Di Paolo

I libri insomma non sono facili trofei da esporre per farci apparire più intelligenti, più colti ma «alimentano l'inquietudine che ci tieni vivi».: «Un romanzo se funziona, funziona come un viaggio. Un viaggio ci rende migliori o peggiori? Nessuna delle due cose. Diversi di sicuro da come siamo partiti».

Una conoscenza di qualcosa di nuovo, uno spaziare per la nostra immaginazione, un guardarsi anche allo specchio: così hanno operato le ventisette storie scelte dall'autore sulla sua vita.

Libri letti, amati, odiati, interrotti o lasciati a metà da altri lettori che qui possono condividere approcci, non ritrovarsi o magari avere un motivo in più per rileggere con una nuova consapevolezza.

 

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Per chi invece non si è mai accostato a questi testi, Di Paolo offre la sua personale visione. Ci racconta quel che gli hanno lasciato o fatto vedere in un determinato momento della sua vita personale. Qui sta proprio la spinta interna che vorrebbe far scattare il nostro autore in ciascuno: a leggere, a farsi leggere, a farsi cambiare ed attraversare, ciascuno in modo diverso e unico da queste come da altre milioni di storie.

Il miracolo della lettura. “Vite che sono la tua” di Paolo Di Paolo

Portandoci a spasso in questo mondo popolato di storie e personaggi, Di Paolo racconta la sua esperienza di lettore ma anche di scrittore. Parlando di Tonio Kröger di Thomas Mann dove ha «trovato tradotta in parole l'inspiegabile necessità di ogni vocazione», ecco raccontata la sua personale ”missione”. «Ho scritto per capire, per ricordare, per vedere le cose da un'altra prospettiva. Ho scritto soprattutto per ricostruire un mondo scomparso... ho scritto quasi sempre proprio per far rivivere qualcuno, persone del passato, anche del mio, o per me un me stesso che avevo lasciato per strada ad aspettare... ho scritto perché c'era una storia che valeva la pena raccontare... ho scritto per lasciare le domande aperte come porte spalancate...»

 

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Ecco che in questo brano lettura e scrittura si ricompongono in un rapporto circolare per il narratore nel suo sentire, ascoltare e raccontare storie e personaggi. Ma anche per ciascuno di noi: i libri letti o ancora da leggere, in qualche modo, anche inconsapevolmente, incideranno e scriveranno caratteri indelebili nella storia delle storie, nel nostro vissuto personale, così ancora si ripeterà il miracolo e quelle vite diventeranno in parte la tua.


Per la prima foto, copyright: Aaron Burden.

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