Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Il minimalismo in letteratura, ieri e oggi

Il minimalismo in letteratura, ieri e oggiPrendete un personaggio che incarna la classe media, magari un uomo sulla cinquantina che è appena tornato a casa sporco di grasso dopo una faticosa giornata di lavoro in officina. Ora mettete insieme a lui una donna, sua moglie, e cominciate a farli dialogare in maniera concisa e colloquiale circa un problema comune, un fatto assolutamente non eccezionale: potrebbe essersi rotto all’improvviso un elettrodomestico, oppure potrebbe essere arrivato il nuovo sollecito della bolletta del gas, l’ultimo, quello che intima di pagare altrimenti via, la fornitura verrà interrotta. Raccontate la storia senza molti orpelli, siate parsimoniosi con gli avverbi e rinunciate alle descrizioni dettagliate degli ambienti e dei protagonisti. Bandite infine le introspezioni psicologiche, eppure fate in modo che, attraverso un linguaggio essenziale, affiorino paure, dubbi, domande esistenziali. Concentrate il tutto nello spazio di qualche pagina, stando attenti a prendere una direzione precisa ma allo stesso tempo a non offrire tante risposte. Mettetevi ora dalla parte del lettore, che dovrà sentirsi catturato dalle singole frasi, anche se semplici, da parole che gli capita di sentire ogni giorno, da una narrazione scarna e diretta. Ecco, ciò che ne risulta potrebbe essere l’esempio di un racconto minimalista. E quando si parla di letteratura minimalista, il primo che viene in mente è senz’altro Raymond Carver, anche se lui non si sentì mai di inquadrare se stesso in quella particolare corrente letteraria. Anzi, come la moglie rivelò pochi anni fa in un’intervista, il risultato finale delle sue opere era spesso il frutto di tagli consistenti operati dagli editor, che riducevano gli scritti originali a quella sobrietà divenuta tipica di Carver negli anni a seguire.

Se già certe opere di Ezra Pound (nella poesia) e di Ernest Hemingway (nella narrativa) potevano considerarsi minimaliste, è proprio con Carver che questa etichetta comincia a essere utilizzata, per poi estendersi, durante gli anni 80, a scrittori come Jay McInerney (che esordì con Le mille luci di New York nel 1984) e Bret Easton Ellis (Meno di zero il primo romanzo del 1985, ma conosciuto soprattutto per American Psycho, 1991). Negli anni 90 invece è Chuck Palahniuk, grazie al suo stile dall’impatto immediato, quasi brutale nella sua crudezza, a imporsi all’attenzione generale con Fight club (1996).

Tra le protagoniste femminili, ricordiamo invece Ann Beattie (il suo romanzo d’esordio Gelide scene d’inverno, del 1976, è stato ristampato in Italia nel 2009), Grace Paley (non molto prolifica, perché di lei rimangono poco più di quaranta racconti, ma tutti ritenuti piccoli capolavori) e Amy Hempel (tutti i suoi racconti sono stati pubblicati nel nostro paese in un unico volume del 2009, dal titolo Ragioni per vivere).

E oggi? In che direzione sta andando il minimalismo nella letteratura? Analizzando la scrittura di molti nuovi autori di successo, sembra che la tendenza attuale si discosti in maniera decisa dai canoni minimalisti. Anzi, si è assistito a una sorta di rigetto nei confronti di quella corrente, proponendo linguaggi sempre meno essenziali, ricercati, talvolta impressionistici, tesi a causare un shock nel lettore. Infatti, se da un lato il minimalismo ha rappresentato una straordinaria innovazione in tutti i campi artistici, dall’altro ha dato adito in alcuni casi a un facile spirito di emulazione, oppure è stato sfruttato per celare incapacità produttive o crisi creative. Dopo l’ondata degli autori talentuosi appena citati, dotati di uno stile proprio e ben identificabile, pare dunque che il minimalismo sia stato spesso adottato più per la difficoltà a scrivere in altri modi che per una consapevole scelta stilistica. Forse oggi non è più tempo di minimalismo. O forse c’è soltanto bisogno di un altro Carver.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Gran bell'articolo. Bravi.
Tra tutti i nomi citati, non conosco Grace Paley. Me la segno e vedo di recuperare.
Aggiungerei invece alla lista anche i nomi di David Leavitt e Peter Cameron (quest'ultimo più che altro per la sua stupenda raccolta di racconti Paura della matematica).
Ciao!

Non ho molta simpatia per i linguaggi a effetto e giudico tuttora gradevole, quando lo ritrovo, un "buon" minimalismo.
Vorrei aggiungere all'elenco il celebre Beckhett e un meno noto francese, Oster, autore del "Mio grande appartamento".

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.