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Il lavoro è una priorità in Italia?

LavoroIl lavoro è la priorità? Quale lavoro, per chi, con quali garanzie? In Italia siamo di fronte a un bivio, o darci una prospettiva di sviluppo, o recedere e trasformare noi stessi in meri, semplici, ossificati consumatori.

C’è necessità di individuare delle priorità, che non siano soltanto orientate al consumo (gli ottanta euro, appunto) ma alla costruzione di un’idea di avvenire che, per dirla con Augé, sia dissimile dal presente e dal passato, ma ne sia una conseguenza logica, dentro la dialettica dei tempi e dei modi della globalizzazione. Serve, tuttavia, un’autocensura della Politica, perché incapace di avviare un processo di individuazione di una strategia industriale se non nel solco del già visto, del già fatto, del già sperimentato con grandi, tragici fallimenti.

In questa direzione, infatti, sono andate le politiche negli ultimi venti anni: un ventennio da dimenticare per sempre, da cancellare e derubricare dalla storia occupazionale e produttiva italiana. Siamo tornati miseramente in attesa che altri – l’Ue? Gli Usa? La Cina? – ci tendano la mano, ma la nostra gelida manina sfugge, scivola, aspersa di sapone e muffa. È questa la scommessa: lavarci le mani per ridar fiato alla produzione. In ogni settore, forse, o in pochi, purché lo si faccia.

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Sia l’Industria, sia la Cultura, sia l’Artigianato… ma sia qualcosa, non un nulla che azzera le speranze e terrifica il presente. Spaventati e rassegnati, gli italiani non reagiscono e i politici ne approfittano, costruendo narrazioni e retoriche fuori tempo massimo, senza sugo. Del resto, non possono far altro, allevati nella prima e nella seconda repubblica, blanditi da un sistema di garanzie assurdo e tutelati dalla menzogna dei loro galoppini.

Ecco dunque la necessità di dare una scossa forte e decisa al sistema produttivo anche per rilanciare la democrazia e le sue regole, per riconsegnare a ciascuno il proprio destino e la propria autonomia e identità. Farlo è complesso, certo, ma gratificante e utile: come esige questo tempo.

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