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Il lato oscuro dell’amore. “La pazienza della lucertola” di Adriana Capogrosso

Il lato oscuro dell’amore. “La pazienza della lucertola” di Adriana CapogrossoIl nuovo romanzo di Adriana Capogrosso, La pazienza della lucertola (LibroMania edizioni), si snoda fra sentimenti purissimi e le più perverse sfaccettature dell’amore.

Protagoniste due adolescenti, Jolie e Titina, incastonate in una Napoli degli ani Ottanta, magnifica e decadente che fa da sfondo vivo a tutta la storia. Le due giovani si incontrano fra i banchi di scuola, alle elementari: attratte una dall’altra, diventano prima amiche e poi inseparabili, affacciandosi insieme all’adolescenza, periodo che segnerà per sempre le loro vite.

Narrato con una prima persona intima e potente, la voce di Jolie bambina è da subito irresistibile, pungente, sagace; il linguaggio usato dall’autrice definisce una protagonista complicata, intelligente e combattiva fin dalla tenera età; allo stesso modo si percepisce il suo bisogno d’amore, l’innocenza che guida le sue scelte.

Quando per la prima volta incontra Concetta Liguori, Titina, la donna di cui si innamorerà perdutamente e per la quale sarà disposta a fare qualsiasi cosa, Jolie ne rimane incantata. Fra loro scocca subito l’attrazione inevitabile dell’amore, che l’autrice è bravissima a tradurre in parole: non solo descrive, ma fa toccare ai lettori la consistenza di un amore che è per prima cosa amicizia e comprensione mentale profonda; che è contatto fisico innocente ma già pregno di tutte le pulsioni dell’eros.

«Titina viene a casa quasi tutti i pomeriggi. All’inizio l’andavo a prendere io. Poi ha imparato la strada a memoria. Oggi mi ha chiesto se poteva rimanere a dormire. Io ho detto di sì, naturalmente. Mamma ci prepara due letti vicini. Le dico che basta uno perché́ dormiremo nello stesso letto. Allora lei sorride. È contenta di vedere Titina a casa. Sorride ed è più gentile del solito. Pensa che finalmente qualcuno mi vuole bene. Così non si deve preoccupare che lei non me ne vuole abbastanza. Mamma a volte è un po’ stupida perché́ non capisce che le cose sono semplici. Sono solo come ci appaiono. Non capisce che io voglio dormire con Titina perché́ l’amo. E la voglio baciare come ha fatto suo padre. Andiamo a letto presto. Abbraccio Titina e la stringo forte a me. Le stringo la vita dalle spalle. Poi lei si gira all’improvviso e con una mano mi accarezza i capelli.

«Se tu eri un maschio potevamo fare l’amore!»

«Sì, sarebbe bello. Però se tu eri un maschio, mia mamma non ci faceva dormire insieme!»

Ridiamo e ci mettiamo tutte e due la mano davanti alla bocca per non farci sentire.»

 

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Si è catapultati senza riserve nel mondo delle protagoniste, si vivono i loro sentimenti, senza capire a pieno le dinamiche che sono dietro la storia. Nella prima parte l’autrice punta il faro sulle emozioni, introducendo uno a uno gli ingredienti del romanzo, anche quelli più difficili che verranno trattati nelle pagine successive: la prostituzione, l’abuso di minore e lo stupro.

Il lato oscuro dell’amore. “La pazienza della lucertola” di Adriana Capogrosso

La pazienza della lucertola, un titolo insolito e riuscito, perché con pazienza l’autrice si addentra, pagina dopo pagina, nel mondo di Joséphine Moreau e Titina, senza mai abbandonare il grande tema di fondo che le lega: il loro amore. Che è poesia, arrendevolezza, innocenza; un amore messo alla prova da un’esistenza infame in una città retrograda e sessista, che sembra tenere le protagoniste e le loro famiglie intrappolate.

Con il procedere della storia si scoprono le ragioni che porteranno i due personaggi principali a prendersi e lasciarsi, rincorrersi e allontanarsi. Per primo la madre di Jolie, donna sola che si prostituisce in casa, per cercare di dare un’esistenza dignitosa alla figlia. Una figura che l’autrice tratteggia in maniera delicata e sensibile, una donna debole ma incredibilmente forte, malinconica ma anche capace di grande gioia. C’è poi il padre di Titina, uomo violento e introverso, che abusa regolarmente di lei e che gestisce un giro di prostitute.

Argomenti forti e certamente non facili da trattare, con il rischio di scadere nel luogo comune; cosa che non accade in questo libro, perché Adriana Capogrosso guarda i lati oscuri dell’amore dal punto di vista di Jolie prima adolescente e poi adulta, senza mai far sentire la sua penna.

Il lettore, immedesimandosi, subisce e vive il degrado e le violenze senza la presunzione di giudicare ma piuttosto osservare, vivere i sentimenti di Jolie; la voglia di fuggire ma anche di restare, di trovare una via che porti all’amore e ciò che rimane addosso sono i sentimenti e il dolore delle ferite.

Un romanzo famigliare, di formazione, ma anche una storia al femminile. Un testo che parla di donne, di emancipazione, di voglia di riscatto.

Le protagoniste e molti dei personaggi secondari sono donne con molte fragilità e tanta forza. I pochi personaggi maschili, in questa storia, non sono mai positivi. A partire dal padre della coprotagonista Titina, uomo violento e maschilista, fino ad arrivare a Marco, un ragazzo adolescente, compagno di classe delle due protagoniste.

«Volevo correre da te per dirti tutto ma all’improvviso entrò Marco. Chiuse la porta a chiave. Tirò fuori dalla tasca dei pantaloni una delle due mutandine che avevamo buttato nel suo zaino. E iniziò a sfottermi. A dire un sacco di cose schifose, che lui era un vero uomo, non come Maurizio che mi aveva mollata per una cosa brutta senza culo. Lui sì che mi poteva fare vedere veramente come si trattano le donne. Insomma, si sentiva forte e mi voleva spaventare. Io ti dico la verità, all’inizio pensai solo che mi voleva sfottere, così gli dissi di farmi uscire e di aprire la porta.»

 

Marco è un personaggio che affascina per la sua bruttezza e volgarità, l’autrice non si smentisce perché è capace di affrontarlo in maniera profonda, scavando nelle sue motivazioni e sentimenti. Sarà proprio Marco Auriemma a entrare nelle vite delle protagoniste quasi in punta di piedi e legarle a lui grazie a un inconfessabile segreto, tema centrale del romanzo, e che porterà, in seguito, a un epilogo inaspettato.

Il lato oscuro dell’amore. “La pazienza della lucertola” di Adriana Capogrosso

Un libro che, da metà in avanti, apre le porte alla tensione narrativa di un vero thriller; l’autrice tira le fila dall’alto disorientando il lettore e allo stesso modo facendolo sentire certo di avere capito come si evolveranno i fatti. 

Il risultato è che si vuole andare avanti a leggere, diventa un bisogno quasi carnale sfogliare le pagine e risolvere i vuoti che l’autrice deposita fra le righe.

«Vuole farmi male. Lui si diverte così. Io capisco le sue intenzioni. Non ho nulla con cui difendermi. Lui mi provoca. Vuole ridere della mia fragilità̀, della mia inferiorità̀ fisica. Sa che non posso difendermi. Sa che potrebbe violentare il mio corpo. Lo fa. Mi blocca le braccia e mi violenta. E gode e mentre gode urla di piacere. Io sento dolore. Lui ride, io piango. Il tempo passa ma per me il tempo è bloccato. Il dolore è il tempo. Le mie lacrime sono oziose. Il mio corpo è un altro corpo che non mi piace. Non posso cambiarlo. La mia anima è la mia coscienza: genera inutile pietà per se stessa.»

 

Ogni personaggio, in questo romanzo, ha un segreto che non può confidare a nessuno, nemmeno ai lettori; ferite che hanno segnato la vita e che lo spingono a mentire per sé stesso o per difendere e proteggere le persone a cui vuole bene.

Questi segreti vengono snocciolati con lentezza e di pari passo all’evolversi dei personaggi e rendono la storia credibile, verosimile, portando con forza il lettore verso il finale.

Un epilogo d’impatto, dai toni forti e dolci come il resto del libro, che non delude e che bene segue la caratterizzazione dei protagonisti.

 

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La pazienza della lucertola di Adriana Capogrosso è una storia che merita di essere letta, un romanzo ben costruito e pregno di sensazioni contrastanti, un libro che punta il faro sull’ermetico mondo degli adolescenti, che dovrebbero leggerlo, ma, per le tematiche trattate, l’amore nelle sue più oscure sfaccettature, adatto anche a un variegato pubblico adulto.


Per la prima foto, copyright: Adam McCoid su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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