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“Il karma del pinolo”, i racconti surreali di Luigi Cecchi

“Il karma del pinolo”, i racconti surreali di Luigi CecchiDel Vecchio Editore ci propone Il karma del pinolo, una raccolta di racconti scritti da Luigi Cecchi, autore già noto nel mondo italiano dei fumetti.  È infatti conosciuto e apprezzato da tempo per la striscia Drizzit, creata sul suo blog personale alla fine del 2010 e poi trasferita su una pagina Facebook e su un blog della piattaforma Shockdom, che racconta le avventure di un elfo parodiando i romanzi fantasy.

Altra sua creazione molto seguita è The Author, una striscia comica il cui protagonista è, appunto, l’autore stesso di Drizzit.

Luigi Cecchi è però anche scrittore di narrativa, e si è già fatto notare per lo stile molto personale dei suoi racconti. Il karma del pinolo ne contiene diciassette, che costituiscono un ampliamento di una precedente raccolta, intitolata Frammenti, che nel 2011 aveva ottenuto apprezzamenti e una segnalazione al Premio Calvino.

Lo stile di Cecchi è spesso spiazzante: anche quando un racconto sembra iniziare in tono realistico, accade che nel giro di poche pagine, se non di pochi paragrafi, il lettore si ritrovi immerso in un mondo del tutto surreale. È il caso, ad esempio, proprio della storia che apre Il karma del pinolo, intitolata Alla posta: un sacerdote si reca in un ufficio postale per pagare le sue bollette, incappa in una lunghissima coda, e fin qui non ci sarebbe nulla di strano (come penseranno immediatamente gli utenti abituali delle Poste Italiane), ma durante l’estenuante attesa il mondo intorno a lui inizia a modificarsi, per arrivare a un finale davvero imprevedibile.

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“Il karma del pinolo”, i racconti surreali di Luigi CecchiDel resto, proseguendo nella lettura del libro, capita d’incontrare personaggi sempre meno realistici, compresi angeli, diavoli e altre creature soprannaturali. Alcuni racconti possono strappare soprattutto un sorriso divertito, in quanto in essi Cecchi sembra giocare a mettere in evidenza i molti punti deboli e le manie più diffuse nella società attuale, mentre altri presentano fin dalle prime righe aspetti a dir poco inquietanti.

La filosofia dell’autore è espressa con molta efficacia nella premessa del libro:

«Si è liberi di immaginarsi in un mondo come si vuole, è proprio a questo che servono i generi fantastici: a dare la possibilità all’autore di modellare non solo la trama e i personaggi, ma anche il mondo stesso (ma tanti autori questa possibilità la sprecano giocando a inventarsi i nomi delle città e dei fiumi)».

 

Non si tratta, quindi, per Cecchi, di ambientare una storia nella realtà quotidiana e immediata che conosciamo tutti così bene, pur mascherandola attraverso modifiche poco incisive, ma di permettere alla fantasia di espandersi oltre la nostra esperienza del reale e del già noto. Di certo alcune situazioni descritte in questi racconti possono richiedere uno sforzo di adeguamento da parte del lettore: non ci si aspetterebbe, dopotutto, di assistere a un raduno di arcangeli, impacciati da ali troppo voluminose che non sanno proprio come sistemare senza intralcio, mentre chiacchierano tra loro fumandosi una Lucky Strike…

Non tutti i racconti, per quanto la loro lettura sia molto lieve e scorrevole, presentano un finale positivo. Uno dei pregi della raccolta sta però in un giusto equilibrio tra storie che ci conducono fino a un più o meno ortodosso lieto fine, e storie davvero spiazzanti, che possono anche lasciare un po’ d’amaro in bocca al lettore, ma che lo costringono al tempo stesso a riflettere sulle continue e numerose contraddizioni del mondo contemporaneo.

Un esordio, in definitiva, più che soddisfacente, questo di Luigi Cecchi che, con Il karma del pinolo, dimostra di poter essere uno scrittore in grado di catturare il pubblico, oltre che l’apprezzato fumettista che già in tanti hanno imparato a conoscere negli ultimi anni.

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