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“Il grimorio di Venezia” di Michelle Lovric

Il grimorio di VeneziaAppassionata di Venezia dove passa, beata lei, buona parte dell'anno dividendosi con Londra, e già autrice di narrativa e saggistica per adulti, l'autrice Michelle Lovric debutta nel nostro Paese con un romanzo per ragazzi, (traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo) Il grimorio di Venezia, titolo italiano evocativo del più prosaico originale The undrowned child, letteralmente La bambina non affogata, anche perché si parla di una bambina non affogata che trova in una vecchia libreria in un vicolo di Venezia un libro magico, capace di prendere vita e di trascinarla in un'avventura in una fine Ottocento sospesa fuori dal tempo e dalla storia attuale, ma con riferimenti al passato glorioso di quella che è stata una protagonista, nel bene e nel male, della storia del Mediterraneo.

Ci sono comunque libri magici ma inoltre non mancano altre amenità, quali vicoli bui, fantasmi che tornano in giardini incantati, sirene, maledizioni, esseri inanimati che diventano viventi, gatti magici sotto l'aspetto di tranquille signorine, e il tutto gira intorno ad una ragazzina di undici anni, Teodora Stampara, figlia adottiva di due scienziati napoletani, che si trova nella città lagunare per un convegno dei genitori e scopre di essere la pedina fondamentale di una storia cominciata secoli prima, che coinvolge il complotto che nel 1310 fu guidato da Bajamonte Tiepolo, e che sta per tornare in vita dalle profondità della laguna, con altri loschi figuri dell'antica e gloriosa repubblica marinara, come Biasio, serial killer veneziano del XV secolo. Accanto a Teodora, che ad un certo punto diventa invisibile ai genitori e agli adulti, ci sono Renzo, ragazzino locale, e Maria, figlia di colleghi dei genitori sedotta dal lato oscuro dei fatti che stanno avvenendo in Venezia, a compimento di un'antica maledizione.

Il grimorio di Veneziaè un romanzo tra fantasy, horror e storia, rivolto ad un pubblico di ragazzi, ma interessante anche per gli adulti, se non altro per chi, come l'autrice, è sedotto dal fascino senza tempo e decadente di Venezia e dalla sua storia, qui un po' reinventata, ma, come spiega anche Michelle Lovric, basata su fatti veri, anche sgradevoli, come il periodo della schiavitù, che qui torna come lato oscuro con l'attacco di Bajamonte Tiepolo. Una storia che avvince senza stancare, alternativa riuscita a quelli che ormai sono stereotipi della letteratura per ragazzi, parlando di magia ma senza copiare i successi degli ultimi anni (niente scuole di stregoneria e il cattivo non è il mago più malvagio di tutti i tempi) ma costruendo intorno un intreccio che mescola suggestioni già sentite ma che riesce ad essere originale, appassionante e divertente, oltre che un commosso ed appassionato omaggio ad una città eterna e fragile, bella e inquietante come Venezia.

In attesa che la Salani o altre case editrici propongano gli altri romanzi di Michelle Lovric, tra cui un altro per ragazzi, The mourning emporium, storia a se stante rispetto a Il grimorio di Venezia, e i titoli per adulti, è senz'altro piacevole scoprire una nuova penna, che propone un fantasy divertente e fuori dagli schemi, omaggiando un luogo magico di casa nostra e creando un'eroina che riprende personaggi come Pippi Calzelunghe, piccole donne intraprendenti non in attesa del  bel vampiro di turno pronte a prendere in mano l'avventura, per salvare Venezia da una minaccia che già tentò di ucciderla da bambina.

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