In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Il dramma delle donne schiavizzate dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale

Il dramma delle donne schiavizzate dai giapponesi durante la Seconda guerra mondialeStoria della nostra scomparsa (Fazi, 2020 – traduzione di Stefano Tummolini) è il primo romanzo di Jing-Jing Lee, scrittrice di Singapore trapiantata ad Amsterdam, finora autrice di poesie e racconti, che ispirandosi ai racconti di famiglia sul periodo della Seconda guerra mondiale, quando la sua patria venne invasa dai giapponesi, affronta un tema quantomai delicato: il destino delle cosiddette “donne di conforto”, cioè le migliaia di  donne, spesso quasi bambine o adolescenti, ma anche giovani madre di famiglia, che nel corso della brutale espansione dell’esercito giapponese in Oriente vennero strappate alle loro famiglie e rinchiuse in bordelli-prigioni per essere sempre a disposizione dei militari.

Molte di loro morirono nel corso della guerra a seguito delle sevizie subite, dei maltrattamenti continui, degli aborti, della malnutrizione e delle varie malattie; ma un destino forse ancora peggiore aspettava le sopravvissute, che molto spesso, tornando a casa, venivano ripudiate dalle famiglie e costrette a un’esistenza sottotono, quando non del tutto derelitta, nell’impossibilità di liberarsi da un marchio infamante. Solo in tempi recenti alcuni paesi, come la Corea del Sud, hanno cercato di mantenere vivo il ricordo del sacrificio di tutte queste donne rimaste per decenni nell’ombra, istituendo la Giornata mondiale per il ricordo delle “donne di conforto”, che è stata fissata il 14 agosto.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Protagonista di Storia della nostra scomparsa è dunque Wang Di, che ad appena sedici anni, mentre sta per sposarsi, viene strappata al suo villaggio, ai genitori e ai fratellini dai giapponesi appena sbarcati a Singapore. Viene quindi rinchiusa in una “stazione di conforto” dove rimane per tre anni, privata di tutto, a partire dal suo nome che viene sostituito da un nome giapponese, ma soprattutto della sua dignità di donna e perfino della volontà di sopravvivere. Assiste impotente alla morte delle amiche e si augura di fare la stessa fine, ma il suo destino si rivela differente: sopravvive alla guerra e riesce a rifarsi un’esistenza relativamente serena, per quanto sempre tormentata dai ricordi.

Il dramma delle donne schiavizzate dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale

La sua vicenda s’intreccia con altre due storie: quella di Chia Soon Wei, l’uomo che anni dopo la sposa, dopo aver perso i genitori, la giovanissima moglie e un figlio piccolo sotto un bombardamento giapponese; e quella di Kevin, un tredicenne curioso che, al principio del ventunesimo secolo, raccoglie una sibillina confessione dell’amatissima nonna moribonda. Le parole della donna lo porteranno a indagare con caparbietà sul passato, fino a chiarire un punto oscuro della storia familiare e a incrociare le vite di Wang Di e di Chia Soon Wei.

Il dramma delle donne schiavizzate dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale

Sappiamo ormai quasi tutto sui crimini di guerra commessi in Europa dai nazisti, grazie anche ad iniziative come il Giorno della memoria, mentre continuiamo a ignorare gran parte delle atrocità commesse dai giapponesi, che negli stessi anni manifestarono altrettanta crudeltà nei confronti delle popolazioni sottomesse nel corso della loro espansione e dei prigionieri di guerra: ancora oggi, del resto, in Cina, in Corea, a Singapore rimane nelle persone più anziane un forte rancore nei confronti del Giappone a causa delle sofferenze subite durante l’occupazione.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Il romanzo di Jing-Jing Lee rende omaggio a migliaia di vittime su cui è rimasto steso troppo a lungo il velo dell’oblio, intriso di vergogna e anche del desiderio di dimenticare una manifestazione così forte del livello a cui può giungere la crudeltà degli uomini: fra i molti libri che in questo periodo tornano a raccontarci episodi della Shoah, non sarebbe male riservare uno spazio a Storia della nostra scomparsa e alla tragedia delle “donne di conforto” ingiustamente dimenticate.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4 (4 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.