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Il diverso tra paura e curiosità. “La ragazza che levita” di Barbara Comyns

Il diverso tra paura e curiosità. “La ragazza che levita” di Barbara ComynsA ventisette anni dalla morte, la scrittrice inglese Barbara Comyns torna nelle nostre librerie con La ragazza che levita, pubblicato da Safarà Editore; nel 2018, la casa editrice aveva già pubblicato l’apprezzatissimo Chi è partito e chi è rimasto.

Barbara Comyns nasce nel 1907 a Warwickshire. Illustra e scrive storie fin da bambina, pubblica i suoi primi romanzi già quarantenne. Negli anni Cinquanta il mondo riconosce il talento della donna, che nel frattempo ha vissuto come fosse più donne in una: da imprenditrice a modella, da artista a mamma. Le opere di Comyns sono un connubio perfetto tra fantastico e grottesco.

La ragazza che levita (The Vet's Daughter) è il quarto romanzo di Comyns; scritto nel 1959, l’autrice si conferma una esponente di spicco della letteratura gotica contemporanea.L’opera, che rappresenta un classico della letteratura inglese, è una finestra che si affaccia sull’epoca eduardiana e sugli orrori del dilagante patriarcato dell’epoca.

 

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Un tetro e grigio sobborgo londinese. Primi anni del Novecento. Una famiglia, composta da padre veterinario, moglie costretta a letto malata e figlia timida e riservata, vive apparentemente tranquilla in una modesta casa verso la fine della strada. L’apparenza viene meno quasi subito, il padre incute in realtà una grande paura alle due donne con i suoi modi violenti, esercitando su di loro un enorme potere – sia fisico che psicologico. Quando la madre muore, la figlia – Alice – si ritrova sola con quell’uomo bestiale che non la tratta come una figlia ma certamente come qualcosa che gli appartiene, e con la nuova compagna del padre, subentrata immediatamente dopo il lutto nella vita dell’uomo e della ragazza. Ma, con il tempo, Alice scopre di avere un potere inimmaginabile, qualcosa che si rende poi conto di poter addirittura controllare, e questo cambierà per sempre la sua vita.

«Arrivò l’autunno, e mia madre continuava a morire nella sua stanza. C’era pace lassù, perché mio padre era terrorizzato dalla sua malattia e non andava mai a farle visita. Ogni lunedì mattina mi chiedeva la sua borsetta. Io gliela passavo, tutta nera e sottile e lisa. Allora lui vi infilava quattro sterline d’oro e quattro mezze corone, e la borsetta prendeva di nuovo vita. Riusciva a malapena a toccarla e subito dopo correva nell’ambulatorio a lavarsi le mani.»

Il diverso tra paura e curiosità. “La ragazza che levita” di Barbara Comyns

Sebbene ci siano continue denunce rivolte agli orrori del patriarcato, Alice impara infatti che non tutti gli uomini sono come suo padre; la ragazza fa la conoscenza di Mr. Peebles, un gentiluomo dai modi cordiali da sempre innamorato di lei. Alice non corrisponde i sentimenti del suo corteggiatore, ma si rende presto conto, con riluttanza, che l’uomo potrebbe essere la sua unica via di salvezza. Quando la giovane incomincerà ad accogliere l’idea di sposarlo per andarsene dagli orrori della sua casa, sarà troppo tardi.

Un altro tema che Comyns mette in risalto è la paura del diverso e le reazioni che il diverso scatena nelle persone. L’essere umano ha paura di ciò che non conosce o non sa spiegare, ma allo stesso tempo ne è affascinato. Va alla ricerca di ciò che non comprende, quando lo trova ha paura, ma non è in grado di fermarsi. La tendenza è quella di spettacolarizzare o deridere il diverso, utilizzarlo come intrattenimento, ma è sempre la paura a superare la curiosità.

«[…] ma se fossi riuscita a farlo, sarei stata marchiata come una bizzarra e separata per sempre dalle persone comuni. Sarei diventata merce da peep-show, un fenomeno da baraccone che viaggiava per il paese, e le persone si sarebbero ammucchiate vicino a me per guardarmi a bocca aperta.»

Il diverso tra paura e curiosità. “La ragazza che levita” di Barbara Comyns

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La narrazione scorre veloce, Comyns mantiene un perfetto equilibrio tra fluidità e una grande capacità descrittiva. Gli ambienti sono spenti, cupi, grigi. L’elemento gotico è presente pagina dopo pagina. L’autrice trascina il lettore in un universo dove la gioia è presente per “la ragazza che levita”, ma solo affinché le venga portata irrimediabilmente via. E tutto torna spento, cupo, grigio.


Per la prima foto, copyright: Lea Fabienne su Unsplash.

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