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Il difficile mondo dei trentenni. “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore” di Carla Fiorentino

Il difficile mondo dei trentenni. “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore” di Carla FiorentinoPuntata n. 50 della rubrica La bellezza nascosta

 

«A quel punto ero già scocciata e le dissi che, il giorno in cui si compiono trent’anni, i minuti erano più preziosi e non mi andava di sprecarli. Volevo tornare a contare le macchie sul muro. Le dissi proprio così, contare le macchie sul muro. Avrei potuto dire a girare il minestrone, stirare magliette, togliere i pidocchi dalla testa di mia sorella, ma decisi di essere sincera e, per tutta risposta, lei si innervosì. Purtroppo la gente ti costringe a mentire perché quello che a te piace veramente fare non va mai bene. Non è mai abbastanza importante. A nulla servì spiegarle che ogni anno, il giorno del mio compleanno, contavo le macchie sul muro della mia stanza in affitto che era la mia casa da quasi sette anni. Zanzare schiacciate, buchi di chiodi, nastro adesivo, ditate, umido, vino rosso. Sistematicamente ogni anno ne contavo dieci nuove e qualcuna in meno.»

 

I trent’anni sono quel luogo indefinito dove non ci si sente ancora adulti e dove ragazzi, di certo, non lo si è più. Ma oggi, avere trent’anni è anche un posto scomodo, un movimento difficile per colpa di una società che non ci offre possibilità di crescita né dal punto di vista lavorativo né dal punto di vista personale. Oggi, spesso, i trentenni sono ancora sui libri a studiare, o sono disoccupati e cercano il colpo di teatro, il modo per uscire fuori dall’immobilismo e inventare qualcosa che possa rimuovere la monotonia e le carenze economiche.

 

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C’è un sistema intorno a noi che sembra avere poteri decisionali sulle nostre vite e sui nostri tempi, lavori che ci obbligano a non vivere, uomini e donne che si vedono costretti a evadere da determinati meccanismi magari solamente un giorno a settimana, quel giorno di ferie da un lavoro, che quando c’è, è come una gabbia.

Carla Fiorentino vive a Roma, questo suo romanzo d’esordio Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore è stato pubblicato da Fandango libri.

Il difficile mondo dei trentenni. “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore” di Carla Fiorentino

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Siamo a Roma nei primi anni del 2000, un gruppo di amici si muove tra le difficoltà quotidiane, il lavoro, i problemi economici e qualche sogno che ormai appare irraggiungibile. Clementina resta per ore nella sua stanza a contare le macchie vicino al muro e si chiede da dove sono venute fuori quelle nuove macchie che l’anno precedente non c’erano; Flavia cura le pietre e Pusher dona fiducia ai libri, e poi c’è Porno che ha una cartella di film porno sullo schermo del computer per scappare dalla realtà e salvarsi; e poi c’è Clara che trascina i suoi trent’anni tra le aule dell’Università. Un giorno, Clara trova nella soffitta del padre appena deceduto dei quadri realizzati dal padre stesso, e ogni quadro rappresenta una vagina. Da qui viene fuori l’idea che forse vendendo quei quadri possa arricchirsi, idea che nasce nella mente di Clementina.

«Al principio il suo totale disinteresse per gli orari, il suo ritardo cronico, i suoi bagni interminabili, la sua lentezza nei preparativi, le telefonate senza fine e senza senso, mi mandavano in bestia. Mi arrabbiavo, mi offendevo, provavo a discutere ma era come lanciare un sasso nell’acqua. Qualche cerchio, qualche increspatura ma poi tutto tornava come prima. E a ogni lancio di pietra qualcosa dentro di me si smuoveva. Come pezzi di un domino allucinato. Le tessere si spostavano creando sempre nuove composizioni. Le possibilità di mutazione erano miliardi. Se credevo nell’esistenza di qualcosa di fondamentale da rincorrere, lo dovevo a Elettra.»

Il difficile mondo dei trentenni. “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore” di Carla Fiorentino

Carla Fiorentino ci parla dei nuovi giovani, quelli che si barcamenano tra orari di lavori assurdi e mancanza completa del lavoro, quelli che raggiunta la soglia dei trenta si sentono ancora adolescenti, perché sono vittime di una società che forse non li ha lasciati crescere, e ci racconta tutto questo senza tralasciare niente, portandoci nella testa dei suoi personaggi e rendendoci partecipi di tutto. In questo romanzo, la parola viene usata come meccanismo per disinnescare la realtà, un linguaggio e uno stile semplici e di impatto rendono le pagine al contempo leggere e piene di interessanti risvolti.

«Oltre una di quelle pareti di vetro, una signorina gemella della mia guida o un ragazzo gemello del Pusher che avevo visto poco prima, mostrava qualcosa sullo schermo a un uomo o a una donna. Speravo di vedere Pusher seduto dietro qualche scrivania ma non mi riusciva di identificarlo. Potevano essere tutti Pusher o nessuno. La mia guida continuava a camminare con un ritmo lesto e cadenzato. Quando arrivammo alla nostra cella, si voltò e mi fece un cenno. Un lieve movimento del collo che parve un ordine. Entrò, si fermò accanto alla porta, mi fece passare e la richiuse dietro alle mie spalle. Evidentemente tutto il visibile doveva essere manifesto, ma non le parole. Quello che ci saremmo dette sarebbe rimbalzato sui vetri tersi. La cosa mi rincuorò visto che non avevo la più pallida idea di quello che mi aspettava.»

Il difficile mondo dei trentenni. “Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore” di Carla Fiorentino

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Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore è un libro che racconta la verità assoluta senza tralasciare niente e affida alla lingua la parte scomoda di condurre a galla la sincerità. Un libro che porta inevitabilmente verso una serie di riflessioni sulla nostra contemporaneità e sui disagi che ci affogano e che ci lasciano respirare in maniera difficoltosa. Un lavoro, questo di Carla Fiorentino, che ci regala un’autrice frizzante e originale che corre il rischio di raccontare cose che potrebbero essere già viste e già sentite, ma che, narrate da lei, non lo sono affatto.


Per la prima foto, copyright: Danica Tanjutco.

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