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Il cupo mondo delle “Costellazioni del crepuscolo”

Il cupo mondo delle “Costellazioni del crepuscolo”Costellazioni del crepuscolo è il nuovo libro di Francesco Permunian, edito da Il Saggiatore. In realtà, il volume di circa 400 pagine è un sorta di scrigno nel quale sono contenuti diversi scritti (due romanzi e una serie di appunti preparatori) dell’autore di Cavarzere (Venezia), residente da tempo a Desenzano del Garda. Ad aprire il libro è un’interessante prefazione di Salvatore Nigro, il quale illumina come l’esperienza di lettura sarà un pellegrinaggio in compagnia di parole, personaggi e vicende che danno un quadro un po’ cupo dell’umanità.

Cronaca di un servo felice, romanzo uscito per la prima volta nel 1999 e qui ripreso con piccole modifiche, mantiene l’impianto narrativo fortemente sarcastico nei confronti della nobiltà e della sua completa crisi. Sì, perché la voce narrante, nonché protagonista attivo nella narrazione, è quella del servo Ermete Carafa dalla Spina che, lavorando per la vecchia contessa, può osservare da vicino la completa dissoluzione dell’aristocrazia. Ermete è un domestico, ha una moglie, tale Ortensia Pallavicino (donna dalla vita dissoluta) con la quale non vive un rapporto idilliaco, tant’è vero che l’uomo non solo è in attesa dell’annullamento dell’unione coniugale, ma sospetta pure che la loro figlioletta, morta a soli 11 anni dopo una caduta dal balcone, non sia sangue del suo sangue.

Ermete, come detto, è alla totale subordinazione della contessa Pallavicino, perché per lui l’anziana donna non è solo colei che gli permette di lavorare. Eh no! Per Carafa l’anziana scorbutica è la suocera! Lui è il servo di una nobildonna un po’ fuori di testa, abbarbicata in un vecchio palazzo decrepito e decadente come lei e ne è pure parente. Ermete, il servo che scorta noi esterni spettatori dentro il mondo della narrazione, è un uomo desideroso di sganciarsi dal mondo tetro nel quale vive, ma non ci riesce. Questa sua impossibilità a sradicarsi un po’ lo tormenta ma, allo stesso tempo, è quella che permette a lui – e a noi – di osservare da vicino le azioni, i caratteri e i comportamenti del mondo di strampalati personaggi che ruotano attorno alla contessa. Ed ecco comparire donne dissolute, vecchi preti di campagna e intellettuali non così dotti come cercano di far credere. Il tutto è una lunga carrellata di esseri viventi che ricordano le “macchiette” dei siparietti, più o meno comici, della televisione di quale tempo fa.

Il cupo mondo delle “Costellazioni del crepuscolo”

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Giunta a epilogo la storia di Ermete, il testo fa un breve intervallo di parole e appunti e passa a un altro romanzo di Permunian uscito nel 2001: Camminando nell’aria della sera. Protagonista tal Porfirio Papas, medico condotto residente sulle rive del lago di Garda. Tra le pagine della storia emergono i tanti ricordi di una vita vissuta, oltre al il fatto che lo studio del medico non è solo il posto dove i suoi pazienti vanno per trovare rimedi alle proprie malattie. Lo studio del dottor Papas si trasforma per lui in un sorta di osservatorio specialistico sul mondo che lo circonda. Uno sguardo sulla provincia lacustre che fa da sfondo a un’umanità sempre pronta a nascondere sfaccettature e aspetti comportamentali impensabili. Ed ecco alternarsi i malati di mente del vicino manicomio ai notabili e alle vecchie signore di paese, per passare poi agli intellettuali di turno e alle donne un tempo molto belle che, nel presente della narrazione, hanno deciso di uscire solo nelle ore buie per non mostrare agli altri i segni del tempo che passa sulla loro pelle. Un’umanità piena di ossessioni, paure, tic, segreti inconfessabili che evidenziano quanto possa essere ottusa la mente della specie homo sapiens.Basta citareAdelina Boncompagni, maestra con la passione per la scrittura di lettere d’amore indirizzate solo a se stessa e Amintore Medaglia, professore in fuga dalla caotica Milano, alle prese con la stramba combriccola di un’associazione culturale locale che lo ha preso di mira.

 

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L’intermezzo letterario al quale accennavo poco fa, quello innestato tra il romanzo del 1999 e quello del 2001 è il frammento Costellazioni del crepuscolo, un insieme di appunti e riflessioni raccolte dallo stesso Permunian durante il lavoro di scrittura di Cronaca di un servo felice. Parole importanti, che ci permettono di comprendere, da un lato, quanto lavoro si nasconda dietro la scrittura e la creazione narrativa dell’autore e, dall’altro, tali frammenti si sono amalgamati come gli ingredienti di una torta per sfociare in Camminando nell’aria della sera.

Il cupo mondo delle “Costellazioni del crepuscolo”

Il volume pubblicato da Il Saggiatore racchiude quindi due romanzi e il materiale che li ha generati, un accostamento che permette di identificare alcune somiglianze tra il servo Ermete e il dottor Porfirio, i quali, indipendentemente dal titolo di studio e dalla posizione sociale, sono gli attenti indagatori di un mondo provinciale sospeso nel tempo. In questa duplice dimensione narrativa i temi ricorrenti sono simili e tra di essi troviamo lo scorrere della vita, l’incombenza della morte, il corpo in disfacimento, il tempo che passa e modifica le cose.

 

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Costellazioni del crepuscolo è un viaggio interessante e acuto nella prima produzione dello scrittore veneziano, in mondi nei quali l’umanità raccontata con fermezza da Francesco Permunian è sì grottesca, caricaturale, tragicomica, come certe figure presenti nei dipinti di Bosch e di Bruegel, ma allo stesso tempo ci si rende conto che essa non è così lontana dalla realtà che ci circonda.


Per la prima foto, copyright: Ryan Loughlin.

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