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Il coraggio e la forza di esporsi. “Nel silenzio delle nostre parole” di Simona Sparaco

Il coraggio e la forza di esporsi. “Nel silenzio delle nostre parole” di Simona SparacoPer scrivere Nel silenzio delle nostre parole, Simona Sparaco, Premio DeAPlaneta 2019 (edito da DeAPlaneta Libri) si è ispirata all’incendio che nel 2017 distrusse la Grenfell Tower di Londra e nel quale morì anche una ragazza italiana, Gloria Trevisan.

Sono le 23.41 del 23 marzo, da un appartamento vuoto di un condominio del quartiere Kreuzberg a Berlino, a causa del cortocircuito del frigorifero le fiamme cominciano a distruggere tutto ciò che trovano e rapidamente si propagano lungo i quattro piani dell’edifico. L’incendio nella sua furia divorerà tutto, vite, speranze, sogni, rimpianti di chi abita lì.

In uno di quegli appartamenti c’è Alice, una giovane studentessa italiana che si trova a Berlino per l’Erasmus, che si è appena addormentata aspettando il ritorno di Matthias, un giovane artista dai capelli ossigenati che ama con una passione per lei nuova. A Tivoli vive la madre Silvana, vorrebbe sapere tutto di lei, cosa fa, chi incontra, cosa pensa. La cerca al telefono, le manda messaggi, ma la ragazza si nega, erigendo tra loro un muro di silenzi.

 

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In un altro c’è Naima, una donna che ha passato la sua infanzia in Algeria, ridotta ora in carrozzina per una grave malattia e che rimpiange il bambino che è stato il suo Bastien, ormai adulto, dal carattere duro e distante che mantiene un doloroso segreto che non riesce a rivelare alla madre.

C’è poi Polina, un’ex ballerina classica che vive la propria maternità come una sciagura che le ha stroncato la carriera. Non riesce ad accettare i cambiamenti del suo corpo dovuti alla gravidanza, il pianto del suo neonato, se stessa. In un negozio di fronte al palazzo, Hulya, giovane musulmana amante del rugby destinata a un uomo che non ama, sta pensando proprio a lei e intanto sogna di incontrarla, di parlarle, di farla sorridere, lei sempre così seria, così triste.

Il coraggio e la forza di esporsi. “Nel silenzio delle nostre parole” di Simona Sparaco

Intono a questo incendio, tra il prima e il dopo, Simona Sparaco costruisce la trama della sua storia attraverso le storie di questi personaggi e soprattutto attraverso l’analisi del rapporto tra genitori e figli. È questo un racconto sulla distanza, spesso incolmabile tra generazioni, tra passato e il futuro, in cui il presente per alcuni è fatto solo di silenzi, di parole non dette, di gesti trattenuti, di incomprensioni nate da distanze di diversa matrice. Ed è proprio la matrice il filo conduttore delle storie, matrice in senso di «madre», di «utero»: alla radice di tutto c’è infatti il rapporto con la propria madre. ‹«Il primo e l’ultimo nome» come afferma la Sparaco nelle note alla fine citando una poesia di Edmondo de Amicis, il primo nome che pronunciamo e l’ultimo nel quale la maggior parte di noi si rifugia un attimo prima di morire.

E in questo romanzo c’è la madre che non riesce a rompere quel guscio che ha creato una distanza non solo fisica, ma soprattutto comunicativa con la figlia. C’è chi non riesce ad amare il figlio che non ha voluto e che sembra distruggere tutti i suoi sogni, c’è chi non accetta che il figlio sia cambiato e si chiede continuamente dove abbia sbagliato per accorgersi poi che non ha fatto nessuno sbaglio. E c’è la madre che proietta i propri sogni sulla figlia, sperando per lei un amore che possa riscattare quello che lei non ha mai avuto. Le cicatrici che i personaggi portano addosso hanno ognuna una storia che vuole essere raccontata perché la parola è vita  che costruisce e unisce e Simona Sparaco è riuscita a costruire e a raccontare attraverso una scrittura intensa e una grandissima sensibilità storie di silenzi,  quei silenzi che allontanano.

Il coraggio e la forza di esporsi. “Nel silenzio delle nostre parole” di Simona Sparaco

Un monito per tutti noi che spesso rimandiamo ciò che dobbiamo dire e dimentichiamo che l’unico momento veramente nostro è il presente. Perché, come i protagonisti di questo libro, spesso ci sembra che le parole non siano quelle giuste, così come il momento per dirle non sia mai quello più adatto e rimangono lì, chiuse dentro di noi, a volte per sempre, a volte per trovare la loro strada in un altro momento. Spesso è più facile confidarsi con uno sconosciuto piuttosto che con chi si ama. Quelle parole, in questo libro però, trovano il modo di uscire anche se attraverso un quaderno, o le immagini di una cinepresa. Nel silenzio delle nostre parole è un libro commovente, intenso, poetico, moltissime sono le pagine di grande profondità, liriche senza ricorrere a toni tragici, delicate nelle immagini anche in quelle più dolorose. Tra questi personaggi qualcuno rinascerà a nuova vita, riuscendo a comprendere tutto ciò che resta e tutto ciò che non è stato detto assume un nuovo significato. Sarà infatti il fuoco a sciogliere la scorza dura che racchiude l’amore e a mettere i protagonisti del romanzo di fronte alle loro verità, costringendoli a compiere delle scelte estreme affinché le loro emozioni non rimangano per sempre nel silenzio.

 

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Un romanzo profondo e doloroso sulla forza e il coraggio, sul dolore e la rinascita attraverso di esso, sul ritrovarsi, sui legami forti, difficili ma insostituibili e necessari per poter vivere e completarsi.


Per la prima foto, copyright: Chris Karidis su Unsplash.

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