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Il coraggio delle proprie debolezze. “Mia sorella mi rompe le balle” di Damiano e Margherita Tercon

Il coraggio delle proprie debolezze. “Mia sorella mi rompe le balle” di Damiano e Margherita TerconÈ uscito edito da Mondadori il romanzo d'esordio Mia sorella mi rompe le balle scritto dai fratelli di Rimini, Damiano e Margherita Tercon.

Damiano e Margherita, protagonisti del loro stesso romanzo, si sono fatti conoscere grazie ai social fino ad arrivare, nel 2019, in semifinale alla trasmissione televisiva Italia's Got Talent, raggiungendo oltre 5 milioni di visualizzazioni online con il video della loro performance.

Il successo della loro esibizione, in cui Damiano autistico si esibiva come cantante lirico mentre la sorella gli dava fastidio, ha fatto breccia rovesciando con ironia i preconcetti e i luoghi comuni spesso legati ai “poveri disabili”. Da questo evento è nato il libro Mia sorella mi rompe le balle, condito della stessa ironia che fa da leitmotiv di tutte le vicende, per dirla in stile Damiano:

«E cosa insegna, il senso dell’umorismo? A non prendere quello che accade troppo sul serio, altrimenti sei condannato. E vittima. E io non sono una vittima. Io ci rido su.»

 

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Il romanzo ripercorre la vita e le varie disavventure dei due fratelli, ognuno inizialmente preso dalle proprie vicissitudini e dalle proprie passioni, anche se quella di Damiano prevale in modo assoluto:

«... per fortuna nel mondo ognuno ha il suo amore, ognuno ha il suo migliore amico, la sua passione, il suo sogno, la sua anima gemella, la sua modalità di espressione, la sua perversione che lo fa stare bene, il suo feticismo (o feticcio), il suo sfogo, la cosa che lo rende felice e che lo fa pensare ad altro quando ha bisogno di pensare ad altro, ognuno ha quella cosa nelle viscere. Ecco, nel mio caso, la mia metà della mela (e tutto ciò che ho precedentemente annunciato) è la musica.»

Il coraggio delle proprie debolezze. “Mia sorella mi rompe le balle” di Damiano e Margherita Tercon

Damiano è un ragazzo “speciale”, con una visione della vita tutta sua eppure caratterizzata da una logica imperturbabile, trascorre le giornate facendo cose non comuni come fissare la lavatrice che «gira, gira, gira...»o giocare rumorosamente con i coperchi dei tegami della nonna.

Poi c'è Margherita, anche lei in lotta con un mondo che fatica ad accettarla per quella che è:

«Incontriamo vari tipi di persone, nella nostra vita. Ci sono amicizie, quelle vere, piuttosto rare. Persone che capiscono quand’è il momento di giocare e quando è meglio restare in silenzio... Ci sono persone di passaggio, quelle con cui trascorriamo il tempo per comodità, per riempire dei vuoti, che siano nelle nostre giornate o dentro di noi. Ci sono quelle che se ne fregano di tutto, soprattutto di te. E quelle che fingono di fregarsene, perché non hanno il coraggio di ammettere a se stesse chi sono. Quelle che hanno paura di parlare, terrorizzate dal giudizio. C’è chi ha davvero bisogno di aiuto e chi finge di averne, solo perché deve attirare l’attenzione su di sé, per sentirsi meno solo.

 

C’è chi bisogna tenersi accanto come qualcosa di veramente prezioso e chi, in un modo o nell’altro, sarà capace di distruggere la nostra vita. Almeno in parte.»

Le aggressioni subite da Damiano, la sensazione di essere esclusi, l'emarginazione, la conferma nella diagnosi di soffrire di autismo vivono parallelamente ai problemi della sorella Margherita che, vittima del sistema sociale, ha disturbi alimentari e di realizzazione personale così tipici delle nostre generazioni. Ma il destino di Damiano e Margherita, giunti all'età adulta, è quello di legarsi sempre di più e intrecciare le loro esistenze come anime gemelle unendo le forze e perseguendo il sogno di Damiano: diventare un cantante lirico.

Il coraggio delle proprie debolezze. “Mia sorella mi rompe le balle” di Damiano e Margherita Tercon

Damiano è affetto da sindrome di Asperger, una forma di autismo che in realtà sembra manifestarsi nelle forti personalità, come racconta magistralmente anche Franco Faggiani nel suo romanzo La manutenzione dei sensi e il suo straordinario personaggio. Pare che da questa sindrome fossero colpiti personaggi quali Michelangelo, Mozart, Newton, Darwin, Einstein... Margherita ci crede e a un certo punto decide di aiutare il fratello a realizzare i suoi sogni, lo segue e lo accompagna alla sua esibizione lirica:

«Mia sorella mi rompe le balle! Tutti scoppiano a ridere. Damiano canta e man mano che va avanti, i nostri giudici si fanno sempre più entusiasti, sembrano capire il gioco.

Verso la fine della canzone, i loro sorrisi ci illuminano e mi passa un po’ la paura. La paura di non essere capiti, di venire giudicati male, la paura di essere stati poco sensibili, con queste parole, nei confronti dei ragazzi Asperger.»

 

Il successo è clamoroso. Perché? Perché siamo di fronte a persone che hanno avuto il coraggio di palesare le loro debolezze. Degli eroi contemporanei che hanno saputo mettere a nudo le proprie fragilità che assomigliano tanto a quelle di noi lettori. Una sorta di “antieroi” modernisti, improbabili, eppur vincenti, alla maniera dello Zeno Cosini di Italo Svevo.

 

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Mia sorella mi rompe le balle è un romanzo che evidenzia le possibilità intrinseche di ogni animo umano purché si sia disposto a crederci con forza. È un testo che genera coraggio e chiudo questa recensione con il potente messaggio che racchiude in sé lo spirito del libro: l'importanza della ricerca della felicità.

«...se lotti se credi se non ti arrendi se ti rialzi, allora puoi essere felice, che la felicità è una conquista che richiede tempo e lavoro e fatica e infiniti momenti di sconforto, ma arriva arriva e c’è ed esiste e ti rende soddisfatto e fa sì che tu riesca a fare del bene a te stesso e al prossimo e che quel giorno ci saranno duemilatrecento persone in teatro e su quel palco in cui Damiano riuscirà a dire a tutti quelli che l’hanno zittito e che gli hanno chiuso la bocca e che lo hanno preso in giro che lui c’è, esiste, è una persona con delle capacità che merita di avere un posto nel mondo un piccolo istante di felicità e lo griderà a chi lo voleva morto, a chi crede che si debba essere tutti uguali tutti grandi tutti riusciti tutti col conto in banca gonfio per essere persone vive nella vita, tutti arroganti tutti forti perché è essendo aggressivi che si guadagna un posto nel mondo quando in realtà basta così poco, basta così poco, basta credere nei propri sogni, basta la passione, basta l’amore ecco cosa serve, solo questo, serve solo questo. Un grande, eterno, enorme amore. Non serve altro, nella vita. Ecco cosa vince. L’amore vince sempre. E noi, qualunque cosa accadrà, noi, sì proprio noi, oggi abbiamo vinto.»


Per la prima e la terza foto, la fonte è qui.

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