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“Il bufalo della notte”, un noir che non dà tregua

“Il bufalo della notte”, un noir che non dà treguaIl bufalo della notte del messicano Guillermo Arriaga, pubblicato da Fazi Editore e tradotto dallo spagnolo da Stefano Tummolini, è un romanzo teso e laconico, decisamente noir ma a modo suo ovvero con uno stile latino ben lontano dai più noti giallisti statunitensi.

In una Città del Messico notturna e oscura, si incrociano le vite di tre personaggi intimamente legati tra loro: il suicida Gregorio, Manuel perseguitato dal fantasma dell'amico stesso e la sfuggente Tania amante di entrambi. Il romanzo si dipana tra la presenza costante dello schizofrenico Gregorio che a ventidue anni si toglie la vita e di chi resta, ovvero Manuel e Tania, entrambi tormentati dai ricordi e avvicendati nella loro storia di torbido e inquieto amore impossibilitato al felice epilogo.

Caratteristica dei romanzi di Arriaga è l'intrecciarsi parallelo di più storie, generalmente una triade di personaggi, che fanno lentamente confluire i destini dei personaggi in un punto di soluzione finale. Tutto questo avviene in un livello spazio-temporale piuttosto movimentato, dove si intersecano costantemente la gravità piena di pathos del paesaggio e l'incalzare della morte sempre aleggiante.

Temi costanti del lavoro dello scrittore sono le contraddizioni umane, il sangue inteso come elemento fisico, il potere esilarante del tempo presente come metafora di vita, la forza perturbante dell'amore e la costante e potente presenza della morte.

 

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Ne Il bufalo della notte, Gregorio, sempre evocato ma mai presente attivamente nel romanzo, ha un ruolo decisivo pur essendo morto:

«Il piano di Gregorio si rivelava fin troppo efficace. Solo la rabbia di un morto poteva essere così efficace.»

“Il bufalo della notte”, un noir che non dà tregua

Gregorio ha lasciato al suo migliore amico Manuel un’eredità pesante: la costante presenza del bufalo nella sua anima e nei suoi sogni:

«Quella notte, comunque, non dormii tranquillo. Mi risvegliai più volte con la sensazione che un animale grande e collerico mi respirasse accanto. Ne sentivo i rantoli, il caldo delle esalazioni, allora mi alzavo a sedere e aprivo gli occhi. I respiri si spegnevano nel buio. Non c'era nessuno nella stanza. Quell'animale respirava dentro di me. Sapevo che era solo un brutto sogno insinuato dalla follia di Gregorio, un banale allucinazione- o almeno così volevo credere.»

 

Si tratta di un animale metaforico che rappresenta il male di vivere e il senso di colpa, un fardello durissimo del quale Manuel non si libererà mai. Gregorio aveva convinto l'amico a tatuarsi un bufalo azzurro uguale al suo sul braccio, ma l'ossessione di Manuel lo porta a cancellarsi da solo il tatuaggio con un coltello che gli provocherà una ferita profonda. Il Bufalo scomparirà dal suo braccio ma non dalla sua mente.

«Gregorio pretendeva questa lealtà in ogni momento, anche quando sapeva che era fittizia. E la esigeva con l'inganno, il ricatto, la minaccia. Gregorio mi accerchiava lentamente, in silenzio. A poco a poco cominciò a controllare tutti i miei gesti quotidiani. La sua presenza- anche a distanza- mi soggiogava, mi imprigionava. Troppo tardi compresi che il senso del tatuaggio era quello di consolidare il suo assedio, di perseguitarmi fin dentro il mio corpo, attraverso il mio corpo stesso.»

 

Del maestro Arriaga colpiscono gli impliciti riferimenti letterari, si evince come alcuni scrittori quali ad esempio García Márquez, Hemingway, Joyce, Cortázar e anche Kafka, Borges e Kerouac, solo per citarne alcuni, gli abbiano offerto elementi per potersi ispirare nelle sue storie. Così come è sempre ben chiara la profonda conoscenza della psicologia freudiana attraverso la quale filtra il suo modo di concepire l'amore e il sesso.

“Il bufalo della notte”, un noir che non dà tregua

I personaggi di Arriga sono messicani come lui. Vivono al margine, hanno caratteri forti, inquieti e lo scrittore è il burattinaio delle angosce e delle solitudini che abitano i loro animi. Ne Il bufalo della notte i misteri si svelano con gradualità e la tensione permane fino all'ultima pagina tale da non lasciare tregua nemmeno a romanzo finito.

 

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Arriga dichiara: «Credo che l'obbligo del romanziere sia quello di recuperare il senso della morte per fare omaggio alla vita». Egli si avvicina al mondo del cinema più come scrittore che come sceneggiatore in quanto inventerà una forma di narratività cinematografica, una nuova architettura del tempo e la costruzione polifonica del film. Sarà come sceneggiatore che Arriga riceverà la fama internazionale. La sua collaborazione con il regista messicano A.G. Inarritu ha prodotto tre film che compongono la cosiddetta Trilogia della morte: Amores Perros (2000), 21 Grams (2003), Babel (2006), gli ultimi due interpretati da celebri attori quali S. Penn, N. Watts, B. Del Toro, B. Pitt, C. Blanchet.

A maggio 2018 il Festival Encuentro assieme a Bompiani porteranno alSalone del libro di Torino per la prima volta lo scrittore messicano Guillermo Arriagae sarà una ottima occasione di incontro e approfondimento del romanzo Il bufalo della notte e le altre produzioni dell'artista.


Per la prima foto, copyright: Jezael Melgoza.

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