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I più importanti blog letterari – Intervista ad Alfabeta2

I più importanti blog letterari – Intervista ad Alfabeta2Nell’ambito della nostra rubrica dedicata ai più importanti blog letterari, ospitiamo un’intervista ad Alfabeta2 con risposte di Maria Teresa Carbone.

 

Alfabeta2 ha da poco compiuto sei anni. Cos’è cambiato in questo periodo nel panorama dei blog e delle riviste letterarie?

Considerando l'impostazione di alfabeta2, forse – prima di parlare dei cambiamenti nel panorama dei blog e delle riviste letterarie – è il caso di chiedersi cosa è cambiato in questi anni in Italia e nel mondo. Quando è nata la nuova serie della storica Alfabeta, il clima politico e culturale del Paese era dominato dalla figura sempre vacillante ma apparentemente inossidabile di Berlusconi. Il clima era quindi al tempo stesso febbrile e stagnante, mentre in campo internazionale la recente elezione di Obama, le primavere arabe e i prodromi del movimento Occupy lasciavano presagire l'emergere di una nuova, più determinata e diffusa consapevolezza sociale. Oggi, sei anni dopo, la stella di Berlusconi sembra essersi definitivamente spenta ma – a dispetto degli annunci di rivoluzioni e rottamazioni – è difficile parlare di un vero cambiamento che non sia quello portato da una comprensibile e tuttavia disarticolatissima ribellione allo status quo. E dentro e fuori dall'Italia non solo molte speranze si sono rivelate infondate, ma l'opinione pubblica occidentale, di fronte ad accadimenti molto diversi fra loro, l'accentuarsi dei flussi migratori legati a guerre e catastrofi ambientali da un lato, diversi sanguinosi attacchi terroristici dall'altro, ha reagito chiudendosi in un ideale fortino assediato. In un contesto di questo tipo, mentre la forbice del divario economico continua ad allargarsi e le concentrazioni editoriali sono sempre più massicce, non c'è da stupirsi che la maggior parte dei blog e delle riviste letterarie appaiano ancora più residuali di un tempo: in particolare, le pagine e gli inserti culturali dei grandi quotidiani tendono a nutrirsi prevalentemente dei materiali proposti dagli uffici stampa di case editrici e di festival, le riviste letterarie cartacee, quando riescono a sopravvivere, si dibattono nella maggior parte dei casi fra accademia e marginalità (o entrambe le cose). Infine, i blog: qui sicuramente il paesaggio è più ampio e più vivo, rispetto a qualche anno fa, anche se la qualità varia molto e in casi innumerevoli si parla dei testi con l'impostazione del “sentiment”, per usare una parola assai in voga. Insomma, e paradossalmente visto che viviamo in tempi che richiederebbero strumenti ben affinati, la cultura (non parliamo poi della letteratura) è considerata come qualcosa di laterale e di accessorio, per cui ci si chiede pensosamente – e penosamente – se serve e a cosa serve.

 

Il sottotitolo di Alfabeta2 recita «mensile di intervento culturale». Cosa intendete con “intervento culturale”?

A differenza della prima serie di Alfabeta, dove il sottotitolo parlava di “informazione culturale”, si è scelta la parola “intervento”, proprio per sottolineare la precisa volontà della rivista – riuscita o no, non sta a noi giudicare – di non restare a osservare il mondo di lato, ma di entrarci dentro attraverso libri, spettacoli, arte, e in generale attraverso uno sguardo critico che di cultura si alimenta, anche a costo (come ci è successo, come del resto succede nella vita) di non presentare posizioni univoche, di contraddirci. Ma con la convinzione che in questa società, molto bellicosa nel fondo, ma spaventata di fronte all'idea stessa di conflitto, confronti – e scontri – culturali siano indispensabili per uscire da una situazione dove l'ideologia dominante non è neanche vista come tale ma come l'unica normalità possibile.

 

Dal cartaceo al web con un vero e proprio blog. Ci può illustrare il percorso decisionale che vi ha spinto verso il web?

Fin dal suo inizio nel 2010 Alfabeta2 aveva dichiarato il preciso intento di vedere nel web un territorio non secondario per i suoi interventi. In realtà, come tuttora succede quasi sempre quando carta e digitale coesistono, la prima per diverso tempo è stata prevalente sul secondo. Abbiamo però deciso di sperimentare, in parallelo con il mensile, una formula quotidiana e allora abbastanza inusuale in Italia, un articolo giornaliero da far viaggiare per email. Quando poi, per ragioni economiche, è stato compiuto il passaggio alla rete questo alfapiù quotidiano è diventato la spina dorsale della rivista, a cui si è poi aggiunto il settimanale alfadomenica. E dall'anno scorso, con un movimento inverso a quello precedente, siamo tornati sulla carta con un almanacco annuale, che contiene una sezione monografica di testi inediti e un’antologia degli articoli usciti nel corso dell'anno. L'uscita dell'almanacco n. 2 è prevista per novembre e il tema della parte monografica è “L'invasione degli alieni”, dove per alieni si parla di tutti coloro che, provenendo dall'esterno, turbano il nostro modus vivendi. Ma a novembre, insieme all'almanacco, contiamo anche di annunciare una nuova stagione alfabetica che, almeno nelle nostre intenzioni, esce dalla schematica contrapposizione fra cartaceo e digitale.

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I più importanti blog letterari – Intervista ad Alfabeta2Quale cambiamento di approccio ha comportato per Alfabeta2 questo nuovo mezzo?

Rispetto alla rivista mensile di carta, la cadenza di alfapiù, newsletter quotidiana in digitale, ha ovviamente un ritmo del tutto diverso: gli articoli sono – con alcune eccezioni – più brevi e si concentrano su un tema unico. Questo vuol dire che proponiamo molte recensioni, il che non ci dispiace affatto, visto che – come dicevo prima – analisi critiche e articolate di libri, film, mostre, spettacoli, sono oggi piuttosto rare. Ma non mancano ovviamente riflessioni e interventi su casi di attualità. E approfittiamo degli spazi “maggiorati” del sabato e della domenica per proporre anche testi lunghi, come – cito un solo esempio – l'intervista a Carlo Ginzburg, che ha riscosso un notevole successo, anche grazie ai numerosi rilanci sui social. Da questo punto di vista Alfabeta2 non vuole tirarsi indietro rispetto alle opportunità di incontro e di dibattito che offre la rete.

 

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Cosa significa, oggi, produrre e proporre cultura? Quali potrebbero essere i vantaggi e i rischi del web?

Posto che si produce e si propone cultura di continuo e anche, se non soprattutto, inconsapevolmente, nel caso di una testata che si vuole di “intervento culturale”, penso sia necessario scegliere i propri temi evitando da un lato la subordinazione alla logica del trendismo, dall'altro l'asserragliamento in una versione contemporanea della torre d'avorio. E fondamentale è anche il modo in cui si parla di questi temi, senza esoterismi e senza approssimazioni. Secondo uno stereotipo consolidato, la fruizione dei materiali in rete è sempre rapida e di conseguenza superficiale. In realtà soprattutto negli ultimi anni una quantità di riviste online in tutto il mondo ha dimostrato che si tratta, appunto, di uno stereotipo e che il web – nelle sue infinite articolazioni – si presta anche a una discussione ragionata e approfondita.

 

Come può un blog letterario indipendente acquisire autorevolezza? E quali ritiene possano essere i criteri più adeguati a determinare l'autorevolezza di un blog?

Nel caso di Alfabeta2 partiamo in vantaggio, perché alle spalle abbiamo una rivista come Alfabeta, la prima e la seconda, che hanno avuto un ruolo non secondario nel dibattito culturale italiano. L'autorevolezza però va mantenuta, e non solo, va ridefinita costantemente. I criteri di una pubblicazione accademica non sono gli stessi di quelli di un blog culturale, ma la circolazione nel flusso magmatico della rete rende per certi versi ancora più importante la serietà con cui si trattano i temi di cui si parla. Mi trovo d'accordo con il luogo comune secondo cui su Internet bisogna “parlare come si mangia”, nella misura in cui credo che sia fondamentale nutrirsi con gusto e con discernimento. 

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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