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I più importanti blog letterari – Intervista a Gli Amanti dei Libri

Gli Amanti dei LibriIl lit-blog Gli Amanti dei Libri: risposte del direttore responsabile Matteo Fontana.

Gli Amanti dei Libri: nomen omen, sembrerebbe il caso di dire. Ma cosa significa essere "amanti dei libri"?

Amare i libri per noi significa amare la vita in tutte le sue sfumature; in ogni libro che si legge, si trova sempre qualcosa che riguarda la propria vita. Per questo bisogna amare i libri, tutti, senza distinzione. Certo poi ci sono libri belli e libri meno belli, libri che piacciono e altri che non piacciono, ma il libro va sempre amato e tenuto caro, come fosse una persona, perché in fondo un po’ lo è. Trovo davvero difficile comprendere coloro che affermano di non leggere alcun libro; noi amanti non ce la faremmo a separarci dai nostri libri.

Una passione che peraltro ci piace condividere con gli altri, perché tenere per sé le emozioni e i sentimenti che un libro comunica sarebbe da egoisti e non da veri amanti.

A volte, veniamo chiamati per sbaglio “Amici dei libri” e correggiamo sempre coloro che ci definiscono tali, perché noi siamo più che amici, siamo proprio amanti dei libri.

 

Basta amare i libri per fare un buon blog? Quali sono, secondo lei, le caratteristiche di un blog letterario di qualità?

Non basta decisamente. Per fare un buon blog ci vuole anzitutto umiltà e grande rispetto per gli autori, perché sia gli esordienti che gli scrittori famosi vanno trattati alla stessa maniera, sia per le case editrici, sia quelle piccole che quelle grandi.

Il punto di riferimento deve essere sempre il lettore; sulla nostra testata, che dal 2011 è regolarmente registrata al Tribunale di Varese, nessuno di noi sale in cattedra a dispensare verità.

Ci piace metterci sullo stesso piano di chi ci legge, perché siamo amanti dei libri che si mettono a disposizione di altri amanti dei libri, per condividere insieme emozioni e punti di vista.

Condividere è la parola d’ordine; bisogna tenersi bene alla larga dall’autoreferenzialità.

 

Quale può essere l'incidenza dei blog letterari all'interno di un processo di promozione alla lettura che parta dal web?

La nostra testata, data la nostra passione per i libri, sarebbe probabilmente nata comunque, anche in assenza del web, che indubbiamente ci ha dato la possibilità di farci conoscere in tutta Italia.

Non vedo assolutamente in antitesi ciò che è rete e ciò che è cartaceo; vedo semmai complementarietà, cosi come possono integrarsi gli ebook con i libri cartacei.

Anzi, il web può essere uno strumento molto utile per avvicinare soprattutto le giovani generazioni alla lettura, per non correre il rischio un domani di non trovare più intere generazioni di lettori.

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I blog e il sistema editoriale: come vede lo sviluppo di questa relazione nei prossimi anni?

Credo che sarà una relazione sempre più stretta. Vero che stanno nascendo sempre più blog che si occupano di libri ed editoria, vero è anche che il mercato sa sempre distinguere un buon prodotto da uno che è invece improvvisato e poco curato.

Confesso che un qualche timore lo nutro sul futuro, perché purtroppo l’Italia è sempre fanalino di coda in Europa come numero di libri letti.

Non credo che da soli i blog letterari possano imprimere una svolta decisiva anche se hanno un ruolo molto importante ormai.

Bisogna tornare a investire sulla scuola, imparare a leggere. Butto lì una provocazione; ci vorrebbe forse qualche scuola di scrittura in meno e qualche scuola di lettura in più, perché in Italia gli scrittori non mancano ma i lettori sì.

 

Negli ultimi tempi, la critica che maggiormente si muove a chi scrive sui blog letterari è quella di essere aspiranti scrittori in cerca di visibilità o addetti stampa di case editrici. In entrambi i casi, a detta di molti, il rischio è di perdere di obiettività. Ritiene questo un fenomeno davvero problematico? E in che misura questo incide sull'autonomia di un blog che, ad esempio, si occupa di recensioni?

Come dicevo prima la qualità paga sempre e i lettori dei blog non hanno l'anello al naso e quindi riescono a distinguere certamente un blog "vero" da uno mascherato ma che in realtà è qualcosa d'altro. Non sono assolutamente contrario ai prodotti di parte, purché siano fatti bene e non vengano però spacciati per quello che non sono.

Gli Amanti dei Libri sono lettori al servizio di altri lettori con i quali il confronto è continuo; sappiamo di non avere la verità in tasca ma a nessuno dobbiamo rendere conto. Chiaro poi che ciascuno di noi ha il suo carattere e le sue emozioni e quindi l'obiettività non può essere assoluta; l'importante è essere corretti e appassionati.

 

Quali sono, secondo lei, i punti di forza e di debolezza dei blog letterari italiani?

Il punto di forza è la passione che io intravedo nei blog italiani ed anche il coraggio di affrontare un'avventura web in un settore comunque in difficoltà come quello dei libri.

Punti deboli sono l'autoreferenzialità, la boriosità e la superficialità.

Vorrei chiudere con una proposta per tutti i recensori del web e non solo: come fanno alcuni sommelier che per non essere influenzati nel loro giudizio coprono l'etichetta del vino, recensiamo i libri coprendo il nome della casa editrice e dell'autore.


Leggi le interviste agli altri blog letterari.

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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