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I paradossi del mondo del lavoro in un romanzo impietoso. “Robledo” di Daniele Zito

I paradossi del mondo del lavoro in un romanzo impietoso. “Robledo” di Daniele ZitoRobledo (Fazi, 2017) è il secondo romanzo di Daniele Zito, ricercatore informatico siciliano, che ci presenta una storia a più piani davvero sorprendente.

Il libro è strutturato come un saggio, corredato di abbondanti riferimenti ad articoli di giornali o ad altri saggi (tutti rigorosamente inventati), nel quale si ricostruisce la tormentata vicenda di Michele Robledo, giornalista sottopagato eternamente in cerca dello scoop che possa rendere meno precaria la sua esistenza, che anche sul piano personale non può certo dirsi soddisfacente: divorziato da Francesca, con la quale è sempre in lite per tutte le questioni riguardanti il figlio Samuele, convive con Veronica, una ragazza molto più giovane di lui, alla quale in realtà non può, e non sa, offrire molto.

 

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Un giorno però Robledo scopre l'esistenza di una particolare categoria di persone, che ribattezza ghost workers. Si tratta di disoccupati, a volte ancora alla ricerca del primo impiego, a volte reduci da un licenziamento, che pur di non lasciar trascorrere le loro giornate nella vana ricerca di un lavoro, fingono di averlo già trovato. Accade quindi che riescano a intrufolarsi in qualche modo nei grandi centri commerciali, o in altri luoghi dove il personale cambia con frequenza ed è facile che non tutti si conoscano tra loro, e infilandosi addosso una divisa riescano a passare per dipendenti, lavorando come tutti gli altri da mattino a sera. Non sono pagati, ufficialmente non esistono, eppure sono felici di lavorare tutto il giorno: ne hanno in realtà assoluto bisogno per sentirsi ancora vivi e vitali, per non soffrire di crisi d'astinenza come chi venga improvvisamente privato di qualcosa che contribuisce in modo insostituibile a costruire la personalità dell'individuo. Chi sei se non hai un lavoro, una collocazione concreta nel mondo?

 

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I paradossi del mondo del lavoro in un romanzo impietoso. “Robledo” di Daniele Zito

Robledo scrive un reportage, intitolato Ghost Class Heroes (trasparente allusione alla famosa canzone di John Lennon Working Class Hero) su questo fenomeno, che crea un discreto scalpore, ma soprattutto gli permette di verificare col tempo l'esistenza di una vera epropria organizzazione, chiamata LavoroPerLavoro o LPL, che si occupa di reclutare adepti da inserire qua e là di nascosto nelle aziende al solo scopo di farli lavorare gratis, almeno finché sono in grado di mantenersi dando fondo alle scarse risorse economiche di cui possono disporre Con quale risultato? Sta al lettore scoprirlo, addentrandosi nella lettura del romanzo, che si presenta come una raccolta di articoli e diari del protagonista, mescolati alle confessioni delle persone con cui entra in contatto nel corso della sua ricerca.

 

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Il risultato è un libro assolutamente spiazzante, che mette a nudo le infinite contraddizioni del mondo del lavoro contemporaneo.

I paradossi del mondo del lavoro in un romanzo impietoso. “Robledo” di Daniele Zito

Considerando gli anni di stage non pagati, o rimborsati in modo simbolico, a cui si sottopongono decine di migliaia di giovani alla ricerca del primo impiego, si rischia di non stupirsi nemmeno più all'idea che delle persone si adattino a lavorare gratis, ma questo significa anche avviarsi lungo una china sempre più scivolosa. Per quanto tempo potrà andare avanti una società come la nostra, in cui i lavoratori precari di ogni genere sono diventati una categoria imponente?

La precarietà genera insicurezza, spesso anche rinuncia a scelte di vita, come quella di acquistare una casa o addirittura di creare una famiglia, che fino a pochi anni fa erano date per scontate e alla portata di tutti. Su questo, e su molto altro ancora, si è obbligati a riflettere leggendo Robledo.


Per la prima foto, copyright: Jesse Orrico.

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