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I nomi di popoli: maiuscolo o minuscolo?

I nomi di popoli: maiuscolo o minuscolo?Come li scrivete i nomi di popoli? In maiuscolo o minuscolo? Bella domanda, a cui cercheremo di dare una risposta. In generale, i nomi dei popoli vanno scritti in maiuscolo se si tratta di popoli antichi (gli Etruschi, i Longobardi), mentre verrà utilizzata la grafia in minuscolo per specificare la nazionalità di popoli attualmente esistenti (gli italiani, i tedeschi, gli inglesi e via dicendo).

 

Una regola, quella sopra citata, che ci aiuta anche a compiere le dovute distinzioni, quando necessario: se scriviamo “i romani” ci riferiamo a coloro che oggi abitano nella città di Roma; con “i Romani”, invece, indicheremo l'antico popolo romano.

 

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Per gli aggettivi utilizzeremo la grafia in minuscolo: “le strade inglesi”, “le chiese francesi”, “il cibo italiano”. Nella Grammatica Italiana, leggiamo che è da privilegiare l'uso della maiuscola solo in caso di denominazioni ufficiali (“la Repubblica Popolare Cinese”) o di aggettivi utilizzati come sostantivi relativamente alla connessione geografica (“le industrie nel Milanese”).

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Per quanto riguarda le forme plurali, i nomi plurali di popoli possono essere scritti sia in minuscolo sia in maiuscolo. A tal proposito, citiamo l'esempio proposto dall'Accademia della Crusca: «E sì che i tedeschi non li batte nessuno in nulla» (Fenoglio); «i Tedeschi lo avevano preso in seguito alla spiata di un qualche delatore» (Morante). Personalmente, prediligo la forma in minuscolo, ma si tratta, appunto, di una preferenza del tutto soggettiva.

Il confine nell'uso delle maiuscole e delle minuscole è sempre piuttosto sottile, ma, nel nostro caso di oggi, ci sembra di aver individuato delle regole abbastanza condivisibili. Quindi, ricapitolando: i nomi di popoli esistenti in minuscolo; quelli di popoli antichi in maiuscolo; gli aggettivi riferiti a popoli in minuscolo (con le dovute eccezioni): infine, al plurale, i nomi di popoli possono essere scritti sia in minuscolo sia in maiuscolo.


Leggi tutte le nostre curiosità grammaticali.

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