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I lettori pensano in maniera diversa da chi non legge. Ecco perché

I lettori pensano in maniera diversa da chi non legge. Ecco perchéOggi vi parliamo di un nuovo studio sulla lettura e sui lettori. Condotto da David Kidd ed Emanuele Castano, della New School for Social Research di New York, lo studio ha convolto più di 1000 partecipanti monitorati per sei mesi. Il loro compito? Leggere ogni giorno e lasciarsi controllare dai ricercatori.

I risultati dell’indagine si possono condensare in una frase diretta e all’apparenza semplice: i lettori pensano in modo diverso rispetto ai non lettori. Può sembrare un’ovvietà, ce ne rendiamo conto, ma lo studio svela finalmente le ragioni scientifiche alla base di una tale affermazione. Proviamo a vederle da vicine:

 

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1. I lettori hanno più materia bianca nel cervello

La lettura migliora la salute del nostro cervello. Gli scienziati hanno scoperto che il volume di materia bianca (responsabile di condurre gli impulsi nervosi tra i neuroni) nell’area del cervello deputata al linguaggio ha subito un incremento. I ricercatori della Stanford University hanno inoltre scoperto che la lettura esercita molteplici funzioni cognitive complesse e accresce il flusso di sangue verso diverse aree del cervello. Con tutto quello che accade nella nostra mente, non c’è da stupirci che noi lettori pensiamo in maniera diversa rispetto a chi non legge.

 

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2. Viva l’empatia

Oltre a un rafforzamento delle funzioni cognitive, si è scoperto che i lettori dimostrano anche un più alto livello di empatia verso gli altri rispetto ai non lettori. La ricerca statunitense ha rivelato che la lettura di romanzi (in particolare di quelli con forti messaggi sociali) aiuta a migliorare la comprensione dei sentimenti, delle emozioni e delle esperienze degli altri. Se sei stato così assorbito da un libro al punto che i personaggi ti sembrano reali, allora adesso sai perché questo accade: in qualsiasi momento ti poni fuori da te stesso ed entri nelle esperienze degli altri, la tua capacità di provare compassione ed empatia è destinata a crescere, anche se quelle esperienze sono frutto di finzione letteraria.

 

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3. Gli amanti dei libri hanno intervalli di attenzione più lunghi

La ricerca ha mostrato che la struttura della storia (con inizio, sviluppo e parte finale) incoraggia i nostri cervelli a pensare secondo tale sequenza, o meglio insegna al cervello a pensare in un modo simile e dunque a cercare i legami di causa ed effetto. Più leggi, più il tuo cervello è in grado di migliorare la sua abilità di elaborare una struttura più lunga di causa/effetto, pertanto accresce gli intervalli temporali per i quali si estende la tua attenzione e migliora la tua capacità di restare concentrato per periodi di tempo più lunghi. Il che significa anche che puoi leggere di più. Insomma, un circolo virtuoso.

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4. I lettori prendono in considerazione anche la storia di sfondo

Oltre alla rafforzata capacità di provare empatia, i lettori mostrano anche di saper prendere in considerazione il contesto e lo sfondo prima di esprimere qualsiasi giudizio. Dopo aver trascorso così tanto tempo nei mondi letterari, dove sei al corrente non solo delle azioni dei personaggi ma anche dei loro pensieri intimi, sai che per ogni azione ci sono uno sfondo e un contesto complicati con cui relazionarsi. Questo può renderti un super ficcanaso perché vuoi sapere le ragioni profonde che ti hanno fatto diventare chi sei e per le quali fai determinati azioni o può farti diventare una persona super paziente perché presumi sempre che ci sia una ragione se ti stai comportando in un modo anziché in un altro.

 

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5. Libri o altro: il grande dibattito interiore dei lettori

A questo punto abbandoniamo un attimo la scienza e dedichiamoci a qualcosa di cui siamo stati testimoni diretti ma su cui non esistono ancora studi veri e propri (almeno per quanto ne sappiamo oggi). Se sei stato un avido lettore (o se lo sei ancora) allora sai che in genere i lettori sono pronti ad abbandonare qualsiasi altra cosa se c’è un buon libro da leggere. Questo si applica ad esempio a qualsiasi impegno con gli amici, agli appuntamenti amorosi, a quelli col dentista o con qualsiasi altro medico, a qualche festa in famiglia. Così, quando diciamo “libri o altro” non possiamo non ritenerlo come il più grande dibattito interiore dei lettori nel senso che in realtà è un non dibattito perché stai solo pensando a come dire a chi ti ha invitato che non andrai perché devi leggere. Qualsiasi piano futuro perde di importanza non appena hai preso in mano un libro.


Per la prima foto, copyright: Though Catalog.

Per la seconda foto, copyright: J. Zamora.

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