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I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i dati

I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i datiA breve si conoscerà l’entità dei finanziamenti diretti elargiti ai quotidiani per l’anno 2015 (la data di scadenza per la presentazione della richiesta era fissata al 31 marzo 2016). E siamo certi che, come ogni anno, i movimenti di indignazione non tarderanno a farsi sentire, insieme a chi dipingerà ritratti non poco lusinghieri della stampa italiana, come serva del potere e come dipendente esclusivamente dai finanziamenti pubblici, essendo impossibilitata a contare sulle vendite.

Ma qual è la situazione reale? Quanto vendono davvero i giornali italiani? Qual è la percentuale dei resi rispetto alla tiratura?

 

L’analisi dei dati del 2015, così come resi pubblici da ADS (Accertamenti Diffusione Stampa), rivela una situazione molto variegata e contribuisce a sfatare qualche mito.

 

Il dato complessivo

Sulle 61 testate di cui ADS ha monitorato i dati relativi alla tiratura media e ai resi risulta che mensilmente quasi il 33% delle copie stampate rimane invenduto o non ha nemmeno una distribuzione gratuita:

I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i dati

 

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I 10 quotidiani generalisti più virtuosi

Qui di seguito, mostriamo i 10 quotidiani generalisti (da cui escludiamo quelli sportivi, di cui parleremo in un paragrafo successivo) che presentano una più bassa percentuale di resa media mensile rispetto alla tiratura:

I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i dati

 

Colpisce il fatto che si tratti soprattutto di quotidiani a distribuzione regionale o locale, segno forse che, laddove il focus è più centrato su notizie e realtà legate alla quotidianità dei lettori, il tasso di acquisto riesce a posizionarsi su livelli migliori, sempre parlando in termini di rapporto percentuale.

 

I 10 quotidiani generalisti con la performance peggiore

La tabella che segue, invece, mostra i 10 quotidiani generalisti con una percentuale più alta della resa media mensile rispetto alla tiratura, cioè quei quotidiani per i quali il numero delle copie prodotte è di molto superiore a quello delle copie effettivamente vendute:

I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i dati

 

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In assoluto, il quotidiano con il risultato peggiore è «Il Manifesto» con il 73% di resa media mensile rispetto alla tiratura. Ben due giornali, «Il Fatto Quotidiano» e «Libero», invece, vedono almeno la metà delle copie ritornare al mittente, mentre il dato è leggermente migliore per «Corriere Umbria», «Italia Oggi» e «Quotidiano del Sud».

 

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Va segnalato come la performance peggiore sia registrata proprio da alcuni di quei quotidiani che adottano un atteggiamento più spinto, che si concretizza spesso nella scelta di titoli di apertura più shock o, comunque, maggiormente in grado di colpire il lettore, almeno nelle intenzioni.

 

Altri quotidiani ad alta tiratura

Si sarà senz’altro notato che, ad eccezione di «Il Fatto Quotidiano», «Libero» e «Il Giornale», in nessuna delle due tabelle evidenziate sopra sono presenti i quotidiani italiani con la tiratura più elevata. Abbiamo, dunque, pensato di elaborare un’apposita tabella che esprimesse i dati per questo specifico gruppo:

I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i dati

 

Dai dati appena presentati emerge che non esiste una relazione diretta tra l’alta tiratura e la percentuale dei resi. Anzi, ad esempio, il «Corriere della Sera», che presenta la tiratura più alta, ha una percentuale di resi inferiore a quella de «Il Secolo XIX», che invece ha una tiratura pari a un sesto di quella del «Corriere».

 

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I quotidiani sportivi: un mito da sfatare

Meritano un’analisi a parte i quotidiani sportivi, soprattutto perché vige un pregiudizio molto radicato: gli italiani leggerebbero pochi quotidiani, e tra questi quasi solo quelli sportivi. Ma guardiamo i dati da vicino:

I famosi giornali italiani che non vendono, vediamo i dati

 

Tutti i quotidiani sportivi monitorati da ADS presentano dati negativi, addirittura due di loro («Tuttosport» e «Corriere dello Sport», anche nelle edizioni del lunedì) hanno una percentuale di resi superiore al 50% della tiratura; «La Gazzetta dello Sport», nell’edizione del lunedì, invece, ha una percentuale di resi superiore alla media generale, mentre l’edizione settimanale si attesta su un dato di pochissimo inferiore alla media.

Possiamo, quindi, sfatare il mito che vorrebbe i quotidiani sportivi molto più acquistati rispetto agli altri quotidiani generalisti. La situazione, come abbiamo visto, è molto simile nella sua negatività.

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