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I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo IshiguroKazuo Ishiguro, da poco insignito del Premio Nobel per la Letteratura e autore di romanzi come Non lasciarmi e Il gigante sepolto, ha in varie occasioni dispensato alcuni consigli di lettura.

 

 

Raccolti da LitHub, i consigli di Ishiguro rappresentano un supporto interessante per tutti quanti si cimentano con la scrittura e, al tempo stesso, stravolgono alcuni principi ritenuti in genere validi.

 

Non scrivere di ciò che conosci

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

«Scrivi di ciò che conosci» è la cosa più stupida che abbia sentito. Incoraggia le persone a scrivere una noiosa autobiografia. È l’esatto opposto dell’accendere l’immaginazione e il potenziale degli scrittori.

Da un’intervista a ShortList.

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Lascia andare i confini di genere

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

È possibile che quelli che pensiamo come confini di genere siano cose che sono state create abbastanza di recente dall’industria editoriale? Vedo che c’è senz’altro un motivo per dire che ci sono determinati schemi, e tu puoi suddividere le storie secondo questi schermi, e questo forse è utile. Ma mi preoccupo quando i lettori e gli scrittori prendono questi confini troppo sul serio, e penso che quando li attraversi accade qualcosa di strano, e che dovresti pensarci su molto attentamente prima di farlo… Mi piace vedere molte di più cose che scompaginano. Credo che la mia posizione essenzialmente è che sono contrario a ogni forma di polizia dell’immaginazione, sia che provenga da ragioni di marketing sia che derivi da snobismo di classe.

Da una conversazione con Neil Gaiman in New Statesman

 

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Scrivi guardando alle emozioni, non alla morale

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

Non cerco una qualsiasi forma di morale, non lo faccio mai nei miei romanzi. Mi piace mettere in luce alcuni aspetti dell’essere umano. Non sto realmente cercando di dire di farlo o non farlo in assoluto. Sto dicendo che questo mi sembra adeguato per me. Le emozioni sono molto importanti per me in un romanzo.

Da un’intervista all’HuffPost

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Inizia con le relazioni

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

In genere pensavo in termini di personaggi, come sviluppare le loro eccentricità e le loro stranezze. Poi mi sono reso conto che è meglio concentrarsi sulle relazioni invece, e così i personaggi si sviluppano in maniera naturale.

Le relazioni devono essere naturali, devono essere degli autentici drammi umani. Guardo con un po’ di sospetto le storie che hanno un tema intellettuale attaccato addosso, quando i personaggi si fermano e si mettono a discutere prima di andare avanti.

Mi chiedo: cos’è una relazione interessante? La relazione è un viaggio? È uno standard, un cliché, o qualcosa di più profondo, sottile, sorprendente? Si parla di personaggi piatti o tridimensionali, allo stesso modo si può parlare delle relazioni.

Da un’intervista a Richard Beard

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Per eliminare le distrazioni, prova un “Crash”

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

Molta gente lavora per tante ore. Quando si tratta di scrivere romanzi, tuttavia, sembra generalmente accettato che più o meno dopo quattro ore di scrittura il rendimento inizi a diminuire. Ero più o meno in linea con questo punto di vista, ma con l’approssimarsi dell’estate del 1987 mi sono convinto che fosse necessario un approccio drastico. Lorna, mia moglie, era d’accordo… Così abbiamo pensato a un piano. Per un periodo di quattro settimane, avrei cancellato tutti gli impegni dalla mia agenda e ci saremmo dedicati a qualcosa che misteriosamente chiamavamo un “Crash”. Durante il Crash, non avrei fatto altro che scrivere dalle 9 alle 22.30, da lunedì a sabato. Avrei avuto solo un’ora per il pranzo e due per la cena. Non avrei guardato le email e non mi sarei avvicinato al telefono. Nessuno sarebbe venuto a casa. Lorna, nonostante i suoi impegni, per questo periodo avrebbe svolto la mia parte dei lavori domestici. In questo modo, speravo, non solo avrei completato più lavoro sul piano quantitativo, ma avrei raggiunto uno stato mentale in cui il mio mondo immaginario sarebbe stato più reale di quello concreto… Fondamentalmente, Quel che resta del giorno è stato scritto così. Durante il Crash, ho scritto liberamente, senza preoccuparmi dello stile o se qualcosa che avevo scritto nel pomeriggio contraddicesse qualcosa che avevo stabilito nella storia la mattina precedente. La priorità era semplicemente far emergere e crescere le idee. Frasi terribili, dialoghi idioti, scene che non andavano da nessuna parte, le ho lasciate e ci ho arato sopra.

Da Come ho scritto Quel che resta del giorno, pubblicato su The Guardian

 

LEGGI ANCHE – Chi è Kazuo Ishiguro, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2017

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Abbraccia la “brutta copia”

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

Ho due scrivanie. Una con uno scrittoio e l’altra con un computer. Il computer è del 1996. Non è connesso a Internet. Preferisco scrivere le bozze iniziali a penna sul mio scrittoio. Voglio che sia più o meno illeggibile per chiunque tranne che per me. La prima bozza è un grande pasticcio. Non presto attenzione a nulla che abbia a che fare con lo stile o la coerenza. Ho solo bisogno di buttare tutto giù sulla carta. Se all’improvviso sono colpito da una nuova idea che non è adeguata a quanto accaduto prima, la inserirò comunque. Prendo solo una nota per ricordarmi di tornare indietro e sistemare tutto dopo. Poi pianifico tutto da questo. Numero le sezioni e le sposto. Per quando dovrò scrivere la prossima bozza, ho un’idea più chiara di dove sto andando. E questa volta scrivo con molta più attenzione… Raramente vado oltre la terza bozza. Anche se devo dire che ci sono singoli passaggi che ho dovuto riscrivere più volte.

Da un’intervista a The Paris Review

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Proteggi la tua mente da influenze indesiderate

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

Quando scrivi, diventa quasi una battaglia mantenere intatto il tuo mondo immaginario. Per questo, quando scrivo, evito quasi deliberatamente qualsiasi cosa affine a ciò su cui sto lavorando. Ad esempio, mentre lavorato a Il gigante sepolto, non ho visto un solo episodio di Game of Thrones. L’intera faccenda è accaduta quando ero abbastanza preso dalla scrittura e ho pensato “Se guardo qualcosa come questo, potrebbe influenzare il modo in cui visualizzo una scena o manomettere il mondo che ho creato”.

Da un’intervista a Electric Literature 

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Fai scelte consapevoli

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

La maggior pare degli scrittori decide delle cose abbastanza consapevolmente, e altre meno. Nel mio caso, la scelta del narratore e dell’ambientazione è deliberata. Devi scegliere un’ambientazione con grande cura, perché dall’ambientazione derivano tutti i riverberi emotivi e storici. Ma oltre a questo mi lascio un’ampia area di improvvisazione.

Da un’intervista a Paris Review

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Stai attento alle tue allusioni

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

Non mi piace lavorare troppo con le allusioni letterarie. Non voglio mai trovarmi nella posizione di dover dire “Devi leggere molta altra roba” o “Devi avere una buona preparazione letteraria per apprezzare quello che faccio”… Davvero non mi piace lavorare con troppe allusioni letterarie. È come se ci fosse qualcosa di snob o di elitario in questo. Non mi piace da lettore, quando leggo qualcosa. Non è solo l’aspetto elitario; mi distrae dal modo in cui sto leggendo. Mi sono immerso nel mondo e poi quando la luce si accende dovrei fare una specie di paragone letterario con un altro testo. Sento che questo mi tira fuori dal mio genere di mondo immaginario, mi viene chiesto di usare il mio cervello in un modo diverso. Non mi piace.

Da un’intervista a Guernica

 

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Presta attenzione a ciò che inizi

I consigli di scrittura del Premio Nobel Kazuo Ishiguro

Tutto viene costruito sulla parte iniziale del processo. È importante prestare attenzione a quali progetti intraprendi, allo stesso modo in cui dovresti esaminare qualcuno che vuoi sposare. È diverso per ognuno: dovrebbe essere basato sulla tua esperienza, o scrivi meglio ponendo una maggiore distanza, scrivi meglio all’interno di un genere? Non prendere alla leggera un progetto creativo.

Da un’intervista a Richard Beard

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