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I consigli di Cristina Gabetti per vivere “A passo leggero”

Cristina Gabetti, A passo leggeroS’intitola A passo leggero il nuovo libro della giornalista Cristina Gabetti, pubblicato da Bompiani. Il sottotitolo recita Esercizi di introspezione e circospezione e definisce nella maniera più esaustiva possibile il senso di questa nuova pubblicazione dell’inviata di Striscia la Notizia e giornalista del «Corriere della Sera».

Non una mera summa di consigli e suggerimenti dispensati per casalinghe disperate, ma un tenero – e leggero, appunto – diario, arricchito dalle illustrazioni di Ramuntcho Matta, dove vengono annotate impressioni, sensazioni perdute. Il piacere di fare le scale a piedi e di trovare proseliti per questa “rischiosa” avventura, la gioia di bere l’acqua fresca che sgorga dal rubinetto (spesso molto buona, ma sottovalutata), la serenità in una nuotata notturna, sotto la luce della luna. Nessun anatema contro il “logorio della vita moderna”, come recitava un vecchio slogan pubblicitario, o contro i social network che rovinano le nostre esistenze, quanto piuttosto la volontà di vivere in maniera più consapevole e soprattutto più responsabile, rievocando un’etica dell’azione che tutti abbiamo accantonato.

Non c’è una disciplina, una teoria, un guru dietro questa operazione, né tantomeno a Gabetti, sempre attenta alle novità, interessa diventarlo. A passo leggero è un focus sui piccoli piaceri della vita – avete provato ad andare ad un appuntamento in anticipo? Ci si può godere la strada e il tragitto, scoprendo cose che andando di corsa e in ritardo non si riuscirebbero evidentemente a vedere – e sulla possibilità che ognuno di noi ha per rendere migliore la propria vita e quella dell’ambiente circostante, senza grossi sforzi o sacrifici, soltanto ponendo attenzione a quello che si fa e informandosi. Insomma, un invito a vivere le esperienze da un’altra prospettiva, con il corpo, la mente e l’anima nel nuovo libro di Cristina Gabetti A passo leggero.

 

Inquinamento, social network, frenesia da stress quotidiano caratterizzano questo nostro tempo: dove andremo a finire di questo passo?

Individualmente possiamo inquinare meno se lo vogliamo. Ci sono tanti modi per alleggerire la nostra impronta ecologica e l’impatto delle nostre scelte. Provarci apre nuovi orizzonti e porta l’attenzione verso le opportunità che abbiamo per essere in armonia con la natura. Anche in rete possiamo perderci, perdere tempo oppure decidere di nutrirci di cose buone e belle. Nel quotidiano, possiamo reagire alla frenesia oppure decidere di risparmiare energia per affrontare al meglio ciò che la giornata ci porta, o per avvicinare la nostra giornata verso gli obiettivi che ci siamo dati. Chi sceglie il passo leggero non può che fare bene a se stesso e agli altri. Che non significa prendere la vita alla leggera, ma cercare di celebrarla nelle sue infinite manifestazioni.

The calm just..., foto di José Manuel Ríos Valiente

 

Cristina Gabetti sembra avere una “ricetta” per ogni situazione: da dove nasce l'interesse e la passione per questa prospettiva che coniuga corpo e anima?

La passione che mi porta a ricercare, sperimentare e condividere soluzioni per allineare coscienza e conoscenza, corpo e anima, desiderio e azione, viene da un senso di responsabilità verso i miei figli, verso gli adulti di domani. Diventando madre ho capito quanto è grande il divario tra ciò che sappiamo e come viviamo, e mi sono tuffata in quella voragine per capire dov’era il problema. Ho visto l’ottusità e la miopia che impediscono alla grande società di evolversi e prima di perdermi in uno sconforto paralizzante, mi sono voltata per cercare la via d’uscita. La sorpresa è stata che non è una scalata impervia, bensì un balzo quantico in un’altra dimensione. C'è un’onda rigenerante che tocca ogni area dell’attività umana e surfarla è irresistibile. Godi, cadi, ti rialzi, col tempo migliori, poi c’è sempre l’onda che tradisce, e si riparte da capo ma diventi forte, resiliente, ti senti vivo. Io condivido esperienze per chi ama la vita sopra ogni cosa.

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Cristina Gabetti_ fotocredit  Rodolfo CaggianoLo stile di questo libro è proprio quello di un passo leggero, ma cadenzato, dolce eppure consapevole. C’è ancora qualcosa che intende scoprire e conoscere?

I miei passi sono cadenzati dal ritmo del cuore, che sa battere in mille modi. Ogni giorno mi rivela nuove emozioni e, riconoscendole, lascio che mi guidino verso nuove prospettive. Verso nuove ipotesi. Sempre.

 

Spesso nel libro si assiste a un “match” tra U.S.A e Italia, che rappresentano le sue due anime. Come riesce a coniugare due mondi così diversi? C’è qualcosa che vorrebbe “trasferire” dall’una all’altra?

Sono due universi complementari. Pragmatismo americano e passione italiana se la intendono benissimo. Poi, quanto alle società, hanno entrambe grandi pregi e difetti. Cerco di concentrarmi sui pregi.

 

Con questo libro lei sostiene Wikipedia, per un sapere libero e gratuito. Ci spiega perché è importante?

Sono molto fiera di questo. Chi non va su Wikipedia per fare ricerca? È uno strumento straordinario. La linfa del sapere deve scorrere abbondante. Manca poco al tempo in cui l’intera popolazione mondiale sarà in rete, e ci saranno tante realtà di cui vorremo essere informati.

Lost in thought, foto di Marina del Castell

L’ultima gioia quotidiana a cui le è capitato di assistere?

Stamattina. Ho visto i primi getti di sole sull’albero davanti alla mia finestra. Un mazzetto di foglie verdi, brillanti, giovani, sode, carnose. E subito dopo, ho pregato che non torni il freddo.


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