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I comunisti innamorati nel racconto di Luciana Castellina

I comunisti innamorati nel racconto di Luciana Castellina«C'è qualcuno che sa tutto delle piante

qualcuno tutto del pesce.

Io so tutto delle separazioni.»

 

Questi versi del poeta turco Nâzım Hikmet mettono in risalto l'elemento forse più determinante della vita privata di chi abbracciava il comunismo, anche laddove era vincente: saper rinunciare agli affetti, separarsi dalle persone care, a volte da tutte, salvo che nei casi più fortunati in cui la lotta, la resistenza erano condivise da qualcuno amato. Le tre storie raccontate da Luciana Castellina nel bel libro Amori comunisti (nottetempo) ne sono la testimonianza, ma prima di parlarne desidero muovere l'unica critica a quest'opera meritevole e molto interessante: il primo capitolo sul grande poeta turco è ricco di citazioni di sue poesie, i brani sono stati scelti con cura e illustrano bene il personaggio e la trama, ma non c'è mai il nome del traduttore. A pagina 152 e 153, Luciana Castellina stende una sorta di bibliografia e riassume le alterne e interessanti fortune editoriali italiane di Nâzım Hikmet, e in qualche pagina precedente fa più che un cenno al lavoro di mediazione poetica di Joyce Lussu, ma il lettore non viene informato delle fonti delle singole citazioni.

 

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Il prologo inquadra perfettamente l'opera: tre storie d'amore, o di amori, perché oltre alla cugina Münnever che gli ha dato l'unico figlio, Nâzım Hikmet di grandi amori ne ha avuti diversi, che Castellina ha chiamato «“amori comunisti' non solo perché questa era la fede dei loro protagonisti, ma perché, per chi si fa coinvolgere dalla Storia fino in fondo, la vita privata e quella pubblica sono così strettamente intrecciate che a volte si scambiano e si confondono.» Ne è la conferma lei stessa, con la sua vita spesa interamente al servizio dell'ideale comunista, che evoca nelle sue memorie raccolte nei volumi intitolati La scoperta del mondo e Siberiana, pubblicati anch'essi da nottetempo.

I comunisti innamorati nel racconto di Luciana Castellina

Amori comunisti ha anche il pregio del ripasso della Storia arricchito di molti particolari poco o per nulla noti ai più, perché ripercorre la storia del movimento comunista in Turchia, Grecia e negli Stati Uniti, patrimonio solo degli addetti ai lavori o dei non molti interessati. Raccontare gli eventi intrecciandoli a storie private è forse anche il modo più leggero e allo stesso tempo più efficace di insegnare la Storia.

Il capitolo più ricco e più personale è il primo, quello dedicato a Nâzım Hikmet che impariamo a conoscere da vicino, e che la complessità della Storia ci chiede di non giudicare. La faticosa ma necessaria astensione dal giudizio è una delle principali lezioni di questo libro, e riguarda pure le successive due storie. Nella seconda assistiamo con il fiato sospeso alla narrazione della vita fatta di estremi, per noi inimmaginabili sacrifici di una coppia di comunisti greci a Creta, dettati da una fede inconcepibile nelle nostre vite italiane del ventunesimo secolo. Sylvia Berman e Robert Thompson ci illustrano invece un mondo di cui qualche idea ce l'avevamo già: grazie alla tanta letteratura e cinematografia americana il maccartismo fa parte del nostro bagaglio di nozioni, ma anche la loro tormentata storia ci riserva più di una novità e scoperta.

I comunisti innamorati nel racconto di Luciana Castellina

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Grandi dolorosi mondi sommersi – le tre storie si concludono negli anni Sessanta – da non dimenticare, vite come non ce ne erano mai state prima e non ce ne potranno essere mai più, sono la quintessenza di questo prezioso contributo alla memoria collettiva di Luciana Castellina. Che spero vorrà continuare a scavare nella memoria per farci altri doni ancora.

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