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I carteggi di Vittorio Sereni nell’anno del centenario

Vittorio SereniIl 2013 è stato l’anno di Vittorio Sereni. Si è celebrato, infatti, nello scorso luglio, il centenario dalla nascita del poeta di Luino. Sereni è uno dei capostipiti della cosiddetta linea lombarda, una delle correnti più felici della seconda metà del Novecento. Il nome deriva da un’antologia curata da Luciano Anceschi. E proprio il carteggio tra Anceschi e Sereni è stato pubblicato qualche mese fa da Feltrinelli per la collana «Comete», Carteggio con Luciano Anceschi 1935-1983 con la curatela e le note di Beatrice Carletti e con un’introduzione di Niva Lorenzini, grandissima studiosa di letteratura italiana contemporanea, che fu allieva dello stesso Anceschi. Il volume, estremamente interessante non solo per gli studiosi, ma anche per i numerosi estimatori dell’opera di Sereni, contiene 257 documenti epistolari che vanno dal periodo che precede la Seconda Guerra Mondiale in cui Sereni si preparava alla redazione della raccolta d’esordio, pubblicata poi nel 1941 con il titolo Frontiera, fino al 1983, anno della prematura scomparsa del poeta di Luino.

Ancora più recente è, invece, la pubblicazione, da parte delle Edizioni L’Obliquo di Brescia, di un altro carteggio tra due massimi esponenti della poesia del XX secolo, ovvero Vittorio Sereni e Paul Celan. Il volume, intitolato Carteggio 1962-1967, è curato da Giovanna Cordibella. Raccoglie le lettere che i due poeti si scambiarono in un lasso di tempo tutto sommato abbastanza breve e contiene in appendice un piccolo scambio epistolare avvenuto tra Sereni e un altro grande gigante della poesia italiana del Novecento, Andrea Zanzotto.

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Entrambi i volumi rappresentano per gli appassionati di poesia non tanto uno strumento per conoscere e interpretare l’opera del poeta di Luino, quanto piuttosto uno specchio in cui osservare riflesso uno dei periodi più floridi per la poesia italiana contemporanea. 

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