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I 5 comportamenti che ci rendono infelici

I 5 comportamenti che ci rendono infeliciNonostante spesso ci arrendiamo a comportamenti infelici, in realtà tutti vogliamo essere felici, tutti desideriamo liberarci da uno stato d’infelicità che, più o meno temporaneamente, ci attanaglia.

Eppure finiamo spesso ad adottare comportamenti che non solo non ci rendono felici, ma aumentano ancora di più la nostra infelicità perché rimandano a strategie che non ci liberano di ciò che ci rende infelici, anzi.

Come riconoscere questi comportamenti? Come liberarcene? Ce ne parla Caterina Ferraresi ne L’elogio del barista (Corbaccio, 2017).

In particolare nella prima parte, la psicoterapeuta bolognese disegna i cinque modelli di comportamento assolutamente da evitare, o almeno da correggere, se davvero vogliamo cominciare a essere felici.

I 5 comportamenti che ci rendono infelici

Vediamo allora da vicino quali sono:

 

Modello Catalano o della non accettazione

I 5 comportamenti che ci rendono infelici

No, non c’entra nulla la Catalogna. Il vero ispiratore di questo modello di comportamento che ci rende infelici in eterno è Massimo Catalano, comico noto negli anni Ottanta e diventato famoso grazie alle trasmissioni televisive di Renzo Arbore. Catalano aveva il grande talento di rifugiarsi nelle banalità, accarezzarle con l’aria rassicurante di chi sta distillando una grande verità.

Nel nostro caso, secondo Caterina Ferraresi, servono a nascondere «la non accettazione della propria storia. Perché a me? Perché ora? Perché io? Perché lui? In sostanza tutto quello che si raggruppa sotto la voce “domande inutili”» in quanto non aiutano ad accettare la propria vita e a ripartire da qui per la ricostruzione del proprio futuro.

 

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Modello Pasquale, questa vita non è la mia

I 5 comportamenti che ci rendono infelici

Chi è Pasquale? Vi ricordate di Totò? In una famosa scena, veniva preso a schiaffi ma rispondeva ridendo perché: «E che me ne frega a me, che so’ Pasquale, io?».

Per Ferraresi, questo è l’atteggiamento di tutti quelli che, anziché prendere in mano la propria vita,

«la mettono lì come un pacchetto e aspettano che io faccia qualcosa. […] Spesso alla fine della seduta sono costretta a prendere il loro pacchetto, incartarlo bene e riconsegnarglielo».

 

Insomma: attendere che qualcuno ci tolga d’impaccio non fa che aumentare ancora di più la nostra infelicità. Perché? Semplice, la vita è nostra e sta a noi prendercene cura.

 

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Modello Principe Azzurro, o della non volontà

I 5 comportamenti che ci rendono infelici

No, non vogliamo dire che siete il Principe Azzurro, ma nell’analisi di Ferraresi è come se viveste nell’attesa dell’uomo delle favole che venga a salvarvi. «Qualcosa succederà, qualcuno mi raccoglierà» è il vostro mantra preferito. Ma «la brutta notizia è che, di solito, non arriva nessuno». Sta a voi diventare il Principe Azzurro di voi stesso, riprendere in mano tutto e imparare a essere felici, risolvendo da soli i vostri momenti d’infelicità anziché trascinarceli dietro nell’attesa che qualcuno ce li faccia passare.

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Modello Cinese, o del rancore

I 5 comportamenti che ci rendono infelici

Sì, lo sappiamo che tutti, ogni volta che qualcuno vi rende infelici, avete pensato alla frase: «Siediti sulla sponda del fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico». E ogni volta che la pronunciamo siamo molto lontani dallo spirito orientale, ma la nostra attesa è di chi aspetta il momento giusto per vendicarsi. Il problema però è che questo comportamento non risolve nessun problema né ci fa stare meglio, bensì ci rende schiavi del nostro stesso rancore.

 

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«Allora meglio un ceffone a caldo, ora e subito, quando il sangue pulsa dalla rabbia. Se proprio non se ne può fare a meno. Poi, lasciare andare. Riconciliarsi con i torti subiti, sedersi sulla riva del fiume e lasciarli andare. Rabbia, rancori, odi, lasciarli scorrere via, non nutrirli. Lasciare che il fiume se li porti».

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Modello Elefante, o della memoria

I 5 comportamenti che ci rendono infelici

Chi ha detto che ricordare è sempre una cosa positiva? «La memoria è sopravvalutata» e aiuta a essere infelici. Perché ricordare tutte le angherie subite, dall’infanzia fino all’età adulta, non ci rende migliori né ci aiuta a essere felici. Sforzarsi di dimenticare, di non pesare più con sé il brutto che ci capita è il primo passo per iniziare a liberarsi dell’infelicità.

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Che ne dite? Ci proviamo ad abbandonare questi modelli di comportamento che ci rendono infelici per provare finalmente a praticare la strada della felicità?

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Commenti

Sono dei comportamenti che nascondono dettagli di realtà interiori più complesse che possono generare infelicità.
Due sono i punti che sottolineerei in base al mio modo di sentire.
Mai delegare ad altra persona la propria felicità: né a un ipotetico principe azzurro, né ad altra situazione o
persona fuori da noi.
Liberarsi da emozioni negative che non fanno altro che ritorcersi contro di noi e il nostro benessere, guardando
con distacco quello che ci accade. Noi siamo gli osservatori di una realtà che accade.

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