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Gli ultimi mesi di Lady Diana raccontati da Antonio Caprarica

Gli ultimi mesi di Lady Diana raccontati da Antonio CapraricaEx corrispondente della Rai da Londra e giornalista universalmente apprezzato, Antonio Caprarica è il massimo esperto di cose britanniche. Dalle sue parole traspare sempre grande ardore e ammirazione per Londra, a cui ha dedicato più di un libro, e per le controverse vicende di Corte, sia frutto della storia moderna come i Windsor, sia anche delle generazioni passate.

Dopo aver parlato a tutto tondo della dinastia Reale ne Il romanzo dei Windsor nel quale ha lambito anche le oscure vicende degli anni Ottanta e Novanta che hanno avuto come protagonista Lady Diana, con L’ultima estate di Diana (Sperling & Kupfer) Caprarica si immerge a tutto tondo nella vicenda, così come insieme a Mohamed Al-Fayed lei si immergeva nelle acque di Cala Volpe in quella calda estate del 1997 che segnò il tramonto di una Principessa e forse di un’epoca così breve ma così intensa. Caprarica si trovava casualmente in Sardegna proprio nei giorni in cui lo Jonikal, lo yacht di proprietà della famiglia egiziana che tentava di farsi largo nell’alta società britannica, era ormeggiato con a bordo l’ex moglie di Carlo d’Inghilterra e il suo nuovo amante o presunto tale. Caprarica presenta quelle calde settimane come un tentativo di “Dodi” di concupire la principessa.

Scanzonata e irriverente, il che appariva un paradosso dinnanzi alla sua palese timidezza in pubblico, Lady Diana è stata l’icona della Cool Britannia e l’antitesi della compostezza e della regalità della monarchia. Caprarica non ne fa una biografia, ma piuttosto ne fotografa i mesi di luglio e agosto, i suoi due ultimi di vita, nei quali pare passi davanti agli occhi del lettore tutta la vita della “Principessa del popolo”, così come la definì Tony Blair nei giorni seguenti alla sua scomparsa. Un rimbalzare da costa a costa, da città a città, sparire dentro lo Jonikal o su jet privati, per poi riapparire nelle mondane vie di Saint-Tropez o di Parigi. Sempre con i fotografi alle calcagna, sempre con questo smodato utilizzo dei media che ha anticipato l’indigestione digitale di oggi, con i social network e i profili hackerati.

 

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Gli ultimi mesi di Lady Diana raccontati da Antonio Caprarica

Un tempo erano i tabloid a fare faville e a rappresentare l’arena dove si combatteva una battaglia, quella tra le celebrità e i giornalisti, che nel caso di Diana aveva raggiunto acredini e risvolti mai visti prima. Appostati dovunque, i paparazzi hanno dato la caccia a Lady D sino all’ultimo respiro, prendendosi una denuncia per omissione di soccorso quando il 31 agosto 1997 a Parigi il tunnel dell’Alma ha inghiottito la Mercedes con a bordo Diana e i suoi trentasei anni. Arrivata al culmine di una storia che era da chiudere, quel passato burrascoso dentro una relazione sbagliata che più sbagliata non si potesse, la donna più fotografata d’Inghilterra pareva aver trovato una via d’uscita e un progressivo distaccamento dalla casa Reale che probabilmente l’avrebbe portata a stabilirsi definitivamente all’estero e a curare soprattutto i suoi benefici affari e le sue relazioni nuove, fresche e meno convenzionali di quelle richieste a Palazzo.

Caprarica ci racconta la Diana tormentata e isterica dei giorni cupi dopo il matrimonio con Carlo, ma soprattutto una Diana ammiccante e disinvolta che con quei paparazzi sapeva giocare al gatto col topo e di cui faceva sovente uso quando più le conveniva. Era la Diana dell’estate ’97, in procinto di sbocciare come donna matura che aveva ripreso le redini della sua vita dopo che quella ragazzina spaurita e inesperta del 1981, a soli vent’anni, aveva preso non solo la mano di Carlo dentro la chiesa di Saint Paul, ma anche abbracciato obblighi e protocolli ai quali non era assolutamente preparata.

Leggere L’ultima estate di Diana è come leggere un romanzo rosa o un thriller, fate voi: in ogni pagina del libro si avverte, sinistro, il destino che sta per compiersi. Ogni momento raccontato dall’autore può essere oggi centellinato, conoscendo quale fu il triste epilogo della vicenda, e rivisto. Caprarica non crede all’ipotesi del complotto, a suo dire si trattò di un incidente duro e puro, seppur riveli un episodio curioso sconosciuto ai più: dentro quell’estate, Diana aveva incontrato una maga di fiducia in tutta urgenza, atterrando in un punto sperduto dell’Inghilterra una sera in elicottero. La stessa, le aveva predetto di una Mercedes, di un corso d’acqua e di un pericolo imminente.

Gli ultimi mesi di Lady Diana raccontati da Antonio Caprarica

Il 31 agosto del 2017 sono ricorsi i vent’anni dalla scomparsa di Diana, e il popolo che aveva sistemato, ai piedi dei cancelli di Buckingham Palace, centinaia di fiori, palloncini e bigliettini nel quale sfogava tutta la rabbia contro la famiglia reale, mai così vicina a perdere la Corona dalla testa, pare essersi più o meno dileguato. Diana riposa ad Althorp, la tenuta di famiglia nel Northamptonshire. La regina Elisabetta, come allora, ha preferito mantenere silenzio e riserbo lasciando a William e Harry, i figli che hanno vissuto la loro madre solo per pochi anni, il momento del cordoglio privato, sobrio e personale, come da peculiarità degli inglesi.

 

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La memoria l’ha resa incancellabile e indimenticabile, ma la vittoria più grande di Diana potrebbe essere quella di vedere una monarchia come la voleva lei: con il figlio William prossimo al trono, secondo in linea di successione dopo il padre Carlo, la “ditta” come la chiamano gli stessi Reali, potrebbe oltremodo accorciare o del tutto annullare la distanza seriosa e solenne che li separa dal popolo, che nel terzo millennio gradirebbe fosse portato a compimento quanto Diana aveva provato a portare alla luce, ossia un rapporto più popular e friendly con i propri sudditi.

Gli ultimi mesi di Lady Diana raccontati da Antonio Caprarica

E proprio all’inizio de L’ultima estate di Diana lo evidenzia in modo nudo e crudo l’autore, riprendendo una missiva che Diana riserva al suo maggiordomo ed eterno amico Paul Burrell circa un anno prima di morire: «Desidero solo abbracciare mia suocera e dirle quanto profondamente capisco ciò che le ribolle dentro. Sento il suo disappunto e la sua confusione. Voglio così tanto che la monarchia sopravviva e realizzi i cambiamenti in grado di mettere lo ‘spettacolo’ su un binario nuovo e sicuro».Come sempre, sarà la storia a dare il verdetto.

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