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Gli ultimi anni di vita di Gustav Mahler raccontati da Paola Capriolo

Gli ultimi anni di vita di Gustav Mahler raccontati da Paola CaprioloPaola Capriolo è tornata nelle librerie con Marie e il signor Mahler (Bompiani, 2019), ultimo capitolo di una carriera letteraria molto eclettica, fatta non solo di romanzi, ma anche di saggi, traduzioni e libri per bambini.

Questo nuovo romanzo ci trasporta nell'impero austro-ungarico tra il 1908 e il 1911, per raccontarci gli ultimi tre anni di vita del grande musicista Gustav Mahler, compositore e direttore d'orchestra che si muove tra Vienna e gli Stati Uniti, dove è stato chiamato a dirigere la New York Philarmonic. Le estati però torna a trascorrerle in Europa, in un maso nell'Alta Val Pusteria, dove si trasferisce con la bellissima moglie Alma e la figlioletta Anna, sopravvissuta qualche anno prima alla difterite che ha ucciso la sorellina maggiore. Gustav non ha mai superato il lutto per la morte della figlia, che ha influenzato negativamente anche il legame con Alma, ed è gravemente malato di cuore (morirà infatti appena cinquantenne nella primavera del 1911). Tra i boschi tirolesi cerca la pace e l'ispirazione per portare a termine le sue ultime composizioni e sembra trovare un particolare sollievo nella compagnia di Marie, la nipote quindicenne del proprietario del maso che ha affittato. Marie è una ragazza semplice, che non ha mai lasciato la valle in cui è nata e che conosce appena i rudimenti della musica, eppure si dimostra in grado di sostenere un dialogo profondo con quell'uomo tanto più vecchio e più colto di lei, a cui far conoscere le bellezze della natura e la possibilità di trovarvi rifugio nei momenti critici.

Marie e il signor Mahler è un romanzo non solo sulla musica, ma anche sull'incontro tra generazioni e sull'amicizia come dono reciproco: ne abbiamo parlato con Paola Capriolo.

 

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Lei ha sempre scritto libri in cui la musica aveva un ruolo importante. Perché questa volta ha scelto di raccontare un musicista complesso e tormentato come Mahler?

Appunto perché è una figura così complessa e tormentata, quella che più di ogni altra incarna nel campo della musica la grande crisi spirituale tra Ottocento e Novecento. È un tema che mi ha sempre affascinata, soprattutto nella sua declinazione viennese; come mi ha sempre affascinata la musica di Mahler, che ascolto sin dall’infanzia.

Gli ultimi anni di vita di Gustav Mahler raccontati da Paola Capriolo

Accostare il musicista a una persona completamente diversa da lui come Marie, semplice ragazza montanara, era l'unico modo per presentarlo ai lettori in modo diverso e meno convenzionale?

L’unico non credo, ma certamente è quello che mi si è imposto sin dall’inizio come una scelta necessaria. Lo sguardo infantile, ingenuo, di un personaggio-testimone come Marie mi consentiva da un lato di sfuggire al rischio di scrivere una sorta di saggio mascherato da romanzo, dall’altro di rendere giustizia a quel che in Mahler stesso e nel suo mondo poetico c’è di profondamente “infantile”, refrattario a qualsiasi intellettualismo. È come se certe cose di se stesso un uomo simile potesse confidarle soltanto all’orecchio di una fanciulla: forse i suoi sogni più alti, più puri.

 

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Come mai ha scelto di lasciare in secondo piano il personaggio di Alma, la moglie di Mahler, che pure è stata così importante nella vita del musicista?

In secondo piano non direi; vero è che viene sempre osservata dall’esterno, con gli occhi di Mahler o con quelli di Marie. Alma è un personaggio ambiguo, controverso; sotto certi aspetti è l’esatto contrario di Mahler, si trova del tutto a suo agio in quel mondo al quale lui, attraverso la sua musica, ha sempre tentato di sfuggire. Nel romanzo svolge un ruolo molto importante, ma essenzialmente negativo; come credo l’abbia svolto davvero in quegli ultimi anni della vita di Mahler. La vicenda dell’«adulterio» è stata soltanto l’acme di una crisi più profonda, il segno di un’incompatibilità tra le loro nature. E il fatto che Mahler, nonostante tutto questo, abbia continuato a farla oggetto di un amore assoluto, è forse l’aspetto più propriamente tragico del suo destino.

 

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Nel romanzo Mahler ha cinquant'anni, ma il suo destino appare già segnato dalla malattia che lo porterà a una morte precoce, mentre Marie è giovanissima, alle soglie della vita da adulta. Questo contrasto tra l'inizio e la fine della vita è stato voluto fin dal principio oppure è nato per caso? Marie poteva avere un'altra età?

Nel romanzo, una vita che declina si trova a intrecciarsi con una vita che sboccia. Senza Marie, o con una Marie adulta, niente avrebbe potuto fare da contrappeso alla disperazione profonda che Mahler esprime nelle sue ultime opere e che in quegli anni, dopo la morte della figlia, la diagnosi della malattia e l’incrinarsi del rapporto con Alma, rappresentava davvero la sua condizione esistenziale. Marie diventa donna confrontandosi con quella disperazione; e Mahler (il “mio” Mahler) trova nel rapporto con lei l’estremo e forse più intenso contatto con la vita che lo sta abbandonando.

Gli ultimi anni di vita di Gustav Mahler raccontati da Paola Capriolo

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Qual è la difficoltà maggiore che deve affrontare uno scrittore quando decide di mescolare nello stesso romanzo personaggi reali e personaggi di fantasia?

Nel momento in cui entra a far parte di un romanzo, anche il personaggio reale diventa un personaggio di fantasia: il che rende tra l’altro possibile quell’apparente ossimoro che è il “romanzo storico”. Marie e il signor Mahler non appartiene a quel genere, anche se ovviamente non avrei potuto scriverlo senza documentarmi in modo accurato sulle vicende reali del mio protagonista. Non solo: molte delle frasi che gli attribuisco nei suoi dialoghi con Marie sono state effettivamente pronunciate o scritte dal Mahler “storico”.

Ad attrarmi era appunto questo gioco, questo intreccio tra verità e finzione: una sfida che in questo libro ho tentato per la prima volta. La difficoltà consiste nella trasfigurazione artistica, narrativa: nel far sì che personaggi appartenenti a due mondi diversi, la realtà e l’immaginazione letteraria, trovassero una dimensione comune nella quale convivere con assoluta naturalezza.

 

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Al di là del suo protagonista, il romanzo è intriso di musicalità: c'è il pianoforte di Mahler, ma ci sono anche gli strumenti dei contadini alla festa del paese, la cetra di Marie, soprattutto la continua colonna sonora formata dai suoni della natura. Cos'è per lei la musica?

È il linguaggio della verità: l’unico, tra quelli umani, in grado di esprimerla con precisa evidenza, anche se è un’evidenza sfuggente, non traducibile sul piano razionale.


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