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“Gli invincibili” di Marco Franzoso: la "semplice" storia di un padre e di un figlio

Marco Franzoso, Gli invincibiliGli invincibili è il titolo dell’ultimo romanzo che Marco Franzoso ha recentemente pubblicato per la casa editrice Einaudi. Nell’intervista rilasciata a Morgan Palmas, che Sul Romanzo ha riportato solo qualche settimana fa, il noto scrittore veneto dichiara: «Il mio protagonista si cibava di superfluo. La vicinanza col figlio gli insegna a distinguere e a dare un giusto valore alle cose».Una frase che, in poche parole, custodisce la vera essenza di questo volume: una storia semplice, ma che coinvolge il lettore come pochi altri. Sarà per l’evoluzione che l’autore fa compiere ai personaggi, sarà per il linguaggio limpido e privo di fronzoli, o sarà per la verità che si respira leggendo l’esiguo numero di pagine (112) che lo compongono, sta di fatto che Gli invincibili lascia una strano sapore in bocca, un retrogusto amaro, come quello di una storia fatta di vita quotidiana, una storia come tante, ma raccontata con estrema franchezza e senza ricorrere ad artifizi letterari complessi. Mentre si leggono le gesta del protagonista, infatti, ci si rispecchia vivamente in quella che è stata, che è o che potrebbe essere la nostra vita tra qualche anno.

Il personaggio principale del romanzo di Franzoso è un padre: un giovane imprenditore pieno d’impegni che tenta con tutti i mezzi di far conciliare la sua vita di genitore con quella professionale. Ha un figlio, un neonato da svezzare e da accudire, ma è solo perché la madre li ha lasciati entrambi. Non è facile, almeno all’inizio, poi pian piano tutto migliora e l’uomo che non sa cambiare un pannolino o scaldare un omogeneizzato diventa un bravo padre, capace di stare vicino al figlio in ogni momento ed essere per lui una guida sicura. All’inizio c’è la paura di sbagliare, l'improvvisazione, poi sopraggiungono l’esperienza e il coraggio. Compie, in sostanza, un percorso evolutivo per tutto l’arco della storia, una crescita ricca di gratificazioni ed emozioni.

 

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Marco Franzoso

Un giorno, il primo giorno di scuola per l’esattezza, si rifà viva la donna che tanti anni prima li aveva abbandonati al loro destino, la madre del bambino. Qualcosa cambia, e sopraggiunge così il finale della storia, un finale del tutto inaspettato e carico di sentimenti. Un colpo di scena che lo stesso Franzoso spiega nell’intervista di cui sopra: «[…] Mentre scrivevo non avevo chiaro il finale. Sapevo come sarebbe stata costruita l’ultima scena, sapevo quando e dove l’avrei ambientata, sapevo chi avrei dovuto inserirci, ma non sapevo chiaramente cosa sarebbe successo. Conoscevo perfettamente gli ingredienti ma non sapevo ancora bene come li avrei preparati. Sono stato ad ascoltare la storia. Sono stato ad ascoltare i singoli personaggi e ho cercato di non dare un significato morale a quest’ultima scena che, sì, lo posso comprendere, è un bel colpo di scena e sembra rovesciare il senso di quanto è successo prima. Ma se andiamo a leggere tra le righe, forse, è proprio il finale che la storia mi chiedeva. Mi chiedeva di evitare i luoghi comuni come avevo fatto fino a quel momento. E di non dare giudizi, affinché fosse il lettore a farlo».

Questo romanzo non ha un target ben definito, ma riesce a suscitare delle emozioni semplicemente raccontando la verità della vita quotidiana: giorni pieni di sofferenza e allegria, paure e gioie. È un testo vero, carico di significati e coraggio. Come già scritto, la trama non ha nulla d’eccezionale e gli intrecci letterari sono quasi del tutto assenti. Il protagonista, che in prima persona racconta la sua storia, è un uomo comune, come tanti, con i suoi dubbi, i suoi impegni e la sua voglia di sopravvivere alle avversità dell’esistenza.  È un eroe moderno, un eroe che non combatte contro i draghi delle fiabe, ma affronta con determinazione ogni ostacolo e intralcio procuratogli dalla quotidianità. Emozionante e conciso, delicato e toccante, Gli invincibili è senz’altro un libro che merita di essere letto.

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