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Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbiCon i suoi quasi 12 mila follower, Erika (in arte eri_gibbi), è la nuova ospite della nostra rubrica dedicata agli influencer dei libri su Instagram.

 

Con lei abbiamo parlato del presente di Instagram e dei social in genere, così come del loro futuro, della loro importanza per la promozione della lettura e del loro potenziale ruolo nell’avvicinamento dei non lettori al mondo dei libri.

 

Un tempo c’erano i blog letterari, poi arrivò Facebook, da qualche tempo Instagram sta veicolando molto della comunicazione sui libri. All’interno di questa evoluzione ‒ semplificata ma non così lontana dalla realtà ‒, tu cosa pensi del rapporto fra Instagram e libri?

Al giorno d’oggi (e più andremo avanti più sarà così) i social hanno un ruolo fondamentale nel riuscire a comunicare con più persone diverse per fascia d’età, per regione, per lavoro. Instagram (come qualsiasi social) permette di arrivare a milioni di persone, permette di creare un collegamento altrimenti impossibile nella vita reale e trovo che sia fantastico riuscire a parlare di cultura tramite un social. Spesso si crede che i social siano una via di perdizione, la negatività della nostra società, e se per certi versi è vero, per altri credo che i social abbiano ottime potenzialità, l’importante è saperle sfruttare e sfruttarle al meglio. In casa sono sempre stata l’unica lettrice, non avevo amici che leggevano, non potevo parlare mai con nessuno dei libri che leggevo, Instagram me ne ha dato la possibilità. E considerando che l’Italia è uno dei Paesi europei che legge di meno io non posso che essere orgogliosa e felice di sapere che tutte le persone che mi seguono lo fanno perché amano i libri o addirittura c’è chi mi ha detto che grazie a me si è appassionato alla lettura, cosa dapprima impensabile. Come si può criticare questo? Se la passione per la lettura aumenta, se la vendita di libri aumenta è indubbiamente anche grazie a chi, come me, parla di libri sui social, Instagram in questo caso.

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

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Ti piace molto essere presente nelle fotografie che pubblichi, spesso in maniera autoironica. Hai un calendario preciso o segui l’istinto?

Non ho mai amato apparire nelle foto, non sono fotogenica, tanto meno se mi metto in posa. Col tempo ho capito che le persone che mi seguono apprezzano particolarmente le mie facce buffe, le mie imperfezioni, la mia spontaneità. Ho cominciato quindi ad apparire in qualche foto, non mi sono mai presa sul serio e mai lo farò, non ce la faccio proprio, è più forte di me. Posso anche scattare venti foto (minimo) prima di trovare quella che mi soddisfa, ma so che la mia presenza sulla foto seppur imperfetta verrà apprezzata di più di una foto perfetta senza il mio volto. In ogni caso non ho un calendario preciso, nonostante sia un’organizzatrice sotto ogni aspetto. Dipende dal momento, e soprattutto dal libro. Ci sono titoli o storie che mi dicono “Erika, qua è richiesta per forza la tua presenza”. Ok, detta così sembro pazza, ma è veramente qualcosa che decide il libro. Io mi lascio trascinare dalle parole, dallo stato d’animo, dall’immaginazione e dalla fantasia (sempre troppo poche).

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

Quali mezzi (cellulare o macchina fotografica) e tecniche usi per arrivare alla foto definitiva?

Uso principalmente il cellulare perché la mia macchina fotografica (pur essendo molto buona) non mi permette di vedermi mentre scatto e per la messa a fuoco c’è da impazzire (non mi piace usare l’autofocus). Mi rendo conto, rispetto ad altri profili, che le mie foto non sono professionali, anche in termini di risoluzione (comunque non mi posso lamentare) ma avere un’attrezzatura professionale richiede soldi e poi è anche inutile avere chissà quale strumento se poi non lo si sa usare. A volte sfrutto il mio fidanzato, ci sono casi in cui mi è impossibile scattarmi delle foto da sola, anche se ho il comando a distanza per scattare. In ogni caso, oltre ad avere un cellulare valido è richiesta anche molta, molta pazienza. Non si può pensare di scattare la foto “perfetta” al primo colpo, credo non mi sia mai successo.

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Instagram è un hobby che ti diverte oppure ti piacerebbe farlo diventare un’attività lavorativa?

Per me Instagram è entrambe le cose. Un hobby presuppone la passione, il lavoro non la esclude. Dedico quasi tutto il giorno a produrre argomenti, foto e post per i vari social che utilizzo (tutti dedicati ai libri). Non guardo i giorni festivi, i giorni in cui tutti sono in vacanza o spaparanzati sul divano senza pensieri. Se so che devo (e voglio) postare tutti i giorni almeno una cosa, per restare sempre in contatto con chi mi segue, mi impegno tutti i giorni e in qualsiasi ora. Ecco perché dico che per me è un lavoro. Non mi permette di pagare le bollette, ma il tempo che ci dedico è quello e così pure l’impegno. Se mai ci sarà un giorno in cui la mia attività sui social mi permetta anche di pagare luce e gas, be’ ben venga.

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

Hai collaborazioni attive in questo momento con editori e aziende grazie al tuo profilo?

Sì. Ho iniziato quando ancora non sapevo come muovermi (non che ora sia sempre così sicura di quello che faccio). All’inizio ero piccolissima (in termini di numeri) e lo facevo per gioco, postavo una volta a settimana quando andava bene. Ho sempre pensato: “Se in casa sono l’unica che legge, se nessuno dei miei amici legge, chissà quante poche persone potranno essere interessate alla lettura, è inutile che ne parli, chi vuoi che mi consideri?”. Poi me ne sono infischiata. Ho capito che mi piaceva scrivere e parlare dei libri che leggevo, di quello che mi faceva battere il cuore e di quello che mi faceva innervosire e arrabbiare. Ho iniziato con il mio blog, poi ho collegato la mia pagina Facebook, poi ho aperto un canale su Youtube e poi è arrivato Instagram. Ora porto avanti tutti questi social (e altri) con costanza. Ho cominciato così a chiedere a delle piccole case editrici se potevano essere interessate a collaborare con me. Ho ricevuto porte in faccia (purtroppo è importante la quantità e non la qualità) ma anche persone ben felici di collaborare con chi ama il mondo dei libri. Poi nel corso del tempo, quando sono cresciuta (sia come persona sia in termini di follower) ho capito che non dovevo accettare collaborazioni da destra e a manca. Ho cominciato ad essere selettiva, a contattare solo le case editrici con cui realmente mi interessava lavorare e incredibilmente sono stata contattata io da alcune case editrici, anche grandi. Fino ad un anno fa mi sembrava una cosa impensabile, un miraggio, un’utopia, ora tutto mi sembra possibile, basta porsi di volta in volta un piccolo obiettivo che si sa si potrà raggiungere prima o poi. Quando lo si raggiunge si avrà una soddisfazione immensa.

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

Quale rapporto hai con i lettori? Sei una persona che vive il mezzo in maniera biunivoca vagando su altri profili e commentando o tendi a concentrarti su quanto pubblichi?

Amo comunicare con chi mi segue. Sono una persona timida (non sembra, lo so, ma sono terribilmente timida in realtà) e con un’autostima quasi inesistente quindi ho proprio bisogno, necessità di sapere cosa pensa chi mi segue dei miei post, dei miei pensieri, delle mie foto. Ma allo stesso tempo voglio sapere loro cosa pensano, cosa amano leggere, cos’hanno odiato di un certo libro. Per quanto riguarda gli altri profili, un mi piace lo lascio sempre, non appena vedo la foto. Non lascio molti commenti, dipende dal post, se ci sono domande rivolte ai lettori, se so che la persona dall’altra parte mi risponderà (ci sono profili che non rispondono, in quei casi non metto né un mi piace né un commento perché trovo altamente irrispettoso non rispondere a chi ti segue, a chi dimostra di apprezzarti), poi dipende se l’argomento mi interessa, se ho realmente qualcosa da dire. Credo che come a me faccia piacere un complimento o un commento inerente l’argomento di cui sto parlando, anche gli altri possano apprezzare la stessa cosa e quindi commento principalmente quando ho qualcosa da dire. C’è chi lo fa solo per attirare l’attenzione sul proprio profilo, sperando che se qualcuno vede il commento poi passi a vedere chi l’ha scritto e magari si iscriva al suo profilo (nella speranza poi di ricevere un ricambio di follower); questi sono commenti che non hanno senso, che non ho intenzione di lasciare sui post degli altri e che non voglio vedere sotto ai miei post.

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

Fra i tuoi colleghi, chi ti piace seguire?

Ce ne sono tantissimi che seguo anche se rispetto a certi miei colleghi mi rendo conto che non seguo poi così tante persone. Faccio un’accurata selezione e ogni mese vado a controllare chi seguo per vedere se è ancora un profilo attivo, se mi piacciono ancora i contenuti (in termini di foto e in termini di argomenti) e puntualmente ogni mese elimino qualcuno. Nominerò solo profili italiani (preparatevi perché sono tanti): valerytikappa, Antonio Lombardi, Loris Insinna, Martina Mezzadri, coquigna, nebuladaphne, mhannodettodifareunblog, chibiistheway, pieradeglispiriti, glinda_izabel, internostorie, bibliorosy, ire_chan_, frencarlin, libretto_reviews, libridimarmo, simonascarioni, luna_lovebook, manumomelibri, gessie_may, lilyj2202, libriamociblog. Di sicuro me ne sarò dimenticato qualcuno per strada, chiedo già perdono in anticipo. Ve li consiglio tutti comunque, ottime foto, ottimi argomenti di discussione, ottimi libri (diversissimi tra loro, di sicuro tra questi potrete trovare quello che più si adatta al vostro genere).

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Erika – eri_gibbi

Si sta molto parlando dei profili noti che pubblicizzano prodotti in cambio di denaro senza però palesare l’accordo commerciale. Che cosa pensi di questo argomento?

Penso che in Italia si facciano sempre troppe discussioni e polemiche solo per il gusto di farlo. Non c’è legge che dica che l’influncer sia obbligato ad esplicitare la collaborazione. In ogni caso a me in generale non dà fastidio quando si sponsorizza un prodotto, l’importante è farlo bene. Ho smesso di seguire certi bookblogger/booktuber/bookstagrammer perché hanno iniziato a sponsorizzare prodotti a destra e a manca che non c’entravano nulla con gli argomenti. Ci sono persone che ad un certo punto smettono di pubblicare contenuti e pubblicano solo prodotti sponsorizzati, questo mi dà fastidio, a prescindere che l’accordo commerciale sia esplicitato o meno. E poi c’è da considerare che nessuno è stupido, nessuno è privo di capacità di giudizio. È facilmente riconoscibile chi sponsorizza un prodotto solo per prendere soldi, e lo fa senza conoscere il brand, senza averlo provato, o nel caso dei libri, senza aver letto il libro. Lì la cosa è sempre palese. Chi ci segue sa dare fiducia così come la sa togliere. C’è chi sottovaluta il potere e l’intelligenza di chi ci segue e questo è un grosso, grossissimo errore.

 

Leggi tutte le interviste dello speciale Gli influencer dei libri su Instagram – #InstaBooks

 

Immagina di precipitare nel 2023, fra cinque anni, come ti immagini il futuro di Instagram sulla comunicazione dei libri?

Spero che sia migliore di adesso. Instagram sta degenerando. Sta dando importanza ai profili che acquistano falsi follower e ai profili che sponsorizzano i propri post. Ancora una volta si rischia di oscurare chi fa il proprio “lavoro” con passione, chi arriva a “poche” persone solo perché decide di tenersi i soldi in tasca (o di spenderli in libri) piuttosto che acquistare pubblicità. Spero che Instagram torni com’era prima, che dia la stessa visibilità a tutti, democraticamente. Le disuguaglianze ci sono già nella vita reale, purtroppo, mi sembra pessimo far sì che ci siano anche nei social. Ovviamente spero in tutto questo, ma credo che, visto come stanno andando avanti le cose, non si possa che andare in peggio, come sempre. L’uomo ha la strabiliante capacità di rovinare qualsiasi cosa, creata o già presente in natura. Si è sempre convinti di apportare miglioramenti, non si ascolta l’opinione di chi usufruisce dell’oggetto, di chi realmente ti può dire “questa cosa fatta così non funziona”. C’è anche da considerare però che nel 2023 Instagram potrebbe essere benissimo sostituito da qualche altro social, mi aspetto di tutto da qua a cinque a anni.

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