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Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Chiara e Matteo – libriamociblog

Gli influencer dei libri su Instagram – Intervista a Chiara e Matteo – libriamociblog«Il nostro desiderio era quello di dare vita ad un luogo dedicato alla lettura e ai libri che potesse offrire un punto di vista nuovo, fresco e decisamente poco ingessato sul panorama librario ed editoriale.» Così Chiara & Matteo presentano il loro Libriamoci, che è insieme blog, pagina Facebook e profilo Instagram che conta oltre 21 mila follower.

Sono proprio loro gli ospiti di questa terza puntata di #InstaBooks, la nostra rubrica settimanale in cui ogni mercoledì intervistiamo un influencer del mondo dei libri su Instagram per conoscerli da vicino e per capire come la loro attività social possa inserirsi nel mondo editoriale e nel difficile compito di promozione della lettura.

 

Un tempo c’erano i blog letterari, poi arrivò Facebook, da qualche tempo Instagram sta veicolando molto della comunicazione sui libri. All’interno di questa evoluzione ‒ semplificata ma non così lontana dalla realtà ‒, voi cosa pensate del rapporto fra Instagram e libri?

C/M – In primis ci pare giusto sottolineare che il successo di Instagram non è solo legato al mondo dei libri, il successo di questo social, ovviamente, è da imputarsi a una svolta sempre più visual della comunicazione. Questo ha consentito anche un rapido sviluppo di profili che trattano di libri e di lettura. Instagram ha offerto e continua a offrire la possibilità di parlare anche di argomenti “alti”, in modo semplice e diretto, partendo proprio dalle immagini che, dal punto di vista comunicativo, sono quanto di più immediato esista. Argomenti di carattere letterario, approcciati attraverso un'immagine, risultano senz'altro più fruibili rispetto a quando i canali di trattazione erano più tradizionali e ingessati. In più, leggere significa navigare in un fiume di emozioni e nulla meglio di un’immagine è in grado di trasmetterle. In più, oltre alle caratteristiche proprie di questo social network, vi sono tutti gli aspetti di immediatezza e di penetrabilità offerti dal web.

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Il vostro profilo cerca l’equilibrio fra le parti in ogni fotografia, con una spruzzata di creatività. Quanto tempo impiegate mediamente di lavoro preparatorio?

C/M – Ogni foto è pensata, mai lasciata al caso. Questo non significa affatto, però, che siano prive di spontaneità. È difficile quantificare il tempo del lavoro preparatorio. La parte che assorbe maggior tempo è quella relativa al confronto tra noi su “cosa pubblicare”. Poi, una volta fatta la scelta, vi sono foto che richiedono poco tempo per essere scattate perché magari si riesce a beneficiare di una location di forte impatto per caratteristiche proprie (per esempio foto scattate all'aria aperta, davanti a paesaggi o con una luce naturale particolarmente accattivante) e foto che invece richiedono più tempo per poter montare un “piccolo set” in grado di rendere al meglio ciò che vogliamo comunicare rispetto al libro fotografato. In sintesi, è difficile fare una stima, possiamo dire che nel nostro profilo ci sono foto di grande successo scattate in pochi secondi e foto che, per essere realizzate, hanno richiesto più tempo.

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Quali mezzi (cellulare o macchina fotografica) e tecniche usate per arrivare alla foto definitiva?

C/M – Tutte le nostre foto sono scattate con i nostri Iphone 6S (abbiamo lo stesso telefono). È una scelta precisa dettata da diversi fattori: il primo è quello relativo alla qualità delle immagini che il telefono garantisce; in secondo luogo utilizziamo il telefono perché riteniamo che Instagram abbia una peculiarità di grande immediatezza nella condivisione delle immagini, aspetto che il cellulare garantisce in modo più genuino. Generalmente scattiamo foto molto luminose che, per essere realizzate, non necessitano delle caratteristiche di una macchina fotografica. Vi è anche un aspetto di praticità: è molto più comodo (e immediato) scattare con il cellulare e caricare la foto sul profilo. Ormai, gli smartphone consentono di poter eseguire operazioni di creazione di contenuti con testo e immagine con una facilità impressionante e con qualità pari a quella di strumenti più tradizionali.

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Instagram è un hobby che vi diverte oppure vi piacerebbe farlo diventare un’attività lavorativa?

C/M – Libriamoci non è solo Instagram, è una piattaforma multicanale costituita, oltre che da un profilo Instagram, anche da una pagina Facebook e da un sito web che è il suo cuore pulsante. Instagram, innegabilmente, è il canale che è cresciuto in modo più rapido e che ci diverte di più. Per quanto riguarda il fatto che sia un hobby in grado di diventare un lavoro..., è giusto dire che, considerati gli attuali numeri di Libriamoci, il confine è sottilissimo. Come si sul dire: se nella vita fai un lavoro che ti piace, ti accorgerai di non lavorare nemmeno un giorno; è difficile dire se questo sia diventato, stia diventando o diventerà un lavoro vero e proprio, possiamo però affermare che è un'attività molto, molto, molto impegnativa, che richiede tempo e una notevole capacità organizzativa a cui deve essere affiancata una cospicua dose di serietà, nei confronti sia dei lettori sia delle case editrici che ci richiedono collaborazioni.

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Avete collaborazioni attive in questo momento con editori e aziende grazie al vostro profilo?

C/M – Si, abbiamo diverse collaborazioni con case editrici. Non vogliamo (e non sappiamo se possiamo farlo in questa sede) fare nomi: diciamo che recensiamo libri di case editrici molto quotate nel panorama nazionale e coltiviamo collaborazioni con qualche realtà più piccola, che cura titoli di grande qualità. Ecco, possiamo dire che tra case editrici “major” e realtà più piccole, il comune denominatore che ricerchiamo è sempre quello della qualità e dell'attenzione posta nei titoli.

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Quale rapporto avete con i lettori? Siete persone che vivono il mezzo in maniera biunivoca vagando su altri profili e commentando o tendete a concentrarvi su quanto pubblicate?

C/M – Utilizziamo il nostro profilo in modo biunivoco, interagendo il più possibile con i nostri follower, in modo molto semplice e diretto, elemento che, forse, ha contribuito in misura maggiore a raggiungere un pubblico vasto (attualmente abbiamo poco più di 20 mila follower). Raccontiamo di libri con immagini e testi e raccontiamo del nostro rapporto con la lettura dei titoli che proponiamo, in modo semplice, provando a porre in luce alcuni aspetti dei contenuti che, magari, non sarebbe facile far emergere attraverso una trattazione soltanto scritta. Sfruttiamo (Chiara con maggiore intensità) anche le potenzialità video offerte da Instagram e questo ci consente di accorciare ulteriormente la distanza che intercorre con chi ci segue. Poi, se vi sono contenuti che apprezziamo tra i profili che seguiamo a nostra volta, commentiamo senza problemi e non ci sottraiamo a portare contributi ai dibattiti che a volte nascono all'interno del canale.

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Si sta molto parlando dei profili noti che pubblicizzano prodotti in cambio di denaro senza però palesare l’accordo commerciale. Che cosa pensate di questo argomento?

C/M – È un argomento molto più complesso di quanto possa apparire. Noi parliamo solo di libri e non di altri prodotti. Parliamo di libri e di lettura di titoli che ci vengono piacevolmente inviati dalle case editrici ma anche di titoli di libri che ci colpiscono e che, come ogni comune lettore, compriamo in libreria.

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Immaginate di precipitare nel 2023, fra cinque anni, come vi immaginate il futuro di Instagram sulla comunicazione dei libri?

C/M – La comunicazione è materia che evolve con una tale rapidità che rende difficile fare una previsione. Il 2023 è un tempo relativamente breve ma, considerando proprio la rapidità dell'evoluzione della comunicazione e del mondo di Internet, sembra quasi un'era geologica. L'auspicio è quello che, anche nel 2023, si possa continuare a parlare di libri e di promozione della lettura con facilità e riuscendo a raggiungere un pubblico ampio con mezzi relativamente semplici. In un mondo sempre più digitale e con piena coscienza degli immensi benefici (comunicativi e non solo) portati dalla digitalizzazione, noi però facciamo ancora il tifo e continueremo a farlo, per il tradizionale libro cartaceo che mantiene un fascino inalterato nel tempo, diventando sempre più prezioso con il trascorrere degli anni che lasciano un segno sulle pagine e nei cuori di chi le legge.

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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