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Gli Eletti della letteratura. Conrad e Joyce per Alter Ego

Gli Eletti della letteratura. Conrad e Joyce per Alter Ego«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»: così scriveva Italo Calvino. E ai classici è dedicata la collana Eletti di Alter Ego edizioni, alla loro riscoperta e valorizzazione. L’editore ha scelto di riproporre al grande pubblico i capolavori della letteratura italiana e internazionale, in formato economico e tascabile, dal 2012, affidando la consulenza letteraria a Dario Pontuale: con l’intento di offrire le pietre miliari che mai dovrebbero mancare nella libreria di un lettore, tra gli Eletti figurano titoli come Alice nel paese delle meraviglie, La sirenetta, Canto di Natale.

Ma non solo. Ai libri più noti, si affiancano le Gemme, perle dimenticate o introvabili delle grandi penne del passato. Nel catalogo compaiono I racconti di viaggio di Dickens, La cucina futurista di Marinetti, i racconti di Maupassant, Stevenson, Balzac, Poe, Capuano, e molti altri.

Per i veri cultori della letteratura, ma anche per i più giovani, talvolta intimoriti dai grandi nomi, in una grafica ricercata gli Eletti sono presentati in traduzioni inedite, uniche.

 

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Nel mese di giugno, Alter Ego ha dato alla luce due grandi capolavori. Il primo è L’informatore di Joseph Conrad (traduzione di Veronica Teobaldi). Lo scritto, comparso nel 1906 sulle pagine di «Harper’s Magazine» con il sottotitolo Un racconto ironico, ha al centro un personaggio di cui sappiamo poco e nulla.

Gli Eletti della letteratura. Conrad e Joyce per Alter Ego

«Il mondo conosce X come uno scrittore rivoluzionario, la cui feroce ironia ha messo a nudo il marciume delle più rispettabili istituzioni»: è in questo modo che Conrad introduce Mr X.

Il gentiluomo misterioso dell’Inghilterra vittoriana, che il narratore conosce nel momento in cui lo conosce il lettore, è ricondotto, come si legge nell’Introduzione, a caratteristiche del famoso anarchico Parmeggiani, dello scrittore francese Georges Darien e del rivoluzionario scozzese Cunninghame Graham.

Non serve attendere molto per rinvenire nel testo i primi ironici commenti sulle tendenze anarchiche dell’uomo. Il pretesto dell’incontro tra il narratore e Mr X è un interesse dichiarato del secondo alla collezione di bronzi e porcellane del primo: a ogni cena in cui si incontrano, il narratore ne osserva cautamente l’aspetto e i comportamenti, descrivendoli con lingua tagliente, e inizia a farsene un’idea tutta propria. Ne scopre così le idee, il passato.

Da una parte, Mister X non risparmia una critica nemmeno troppo sottile alla plebe, abituata a erigere i propri idoli incurante del fatto che spesso loro sono gli artefici delle proprie disgrazie. Per loro «è tutto divertimento e sentimento», dice. Dall’altra, il narratore apprende vicende sporche e intricate su un gruppo di anarchici londinesi e su una presunta spia, che ne sabota sistematicamente i piani; il narratore tesse la sua trama sottesa: confondere il lettore, irretirlo, senza offrirgli la comprensione delle parti coinvolte né la veridicità dei fatti.

Il risultato è un racconto impregnato di luoghi comuni, colpi di scena, momenti melodrammatici, che spiazzano perché – appunto – non si riesce a prenderli sul serio e perché sono messi lì apposta dall’autore. In fondo è un racconto ironico.

L’altra penna autorevole è quella di James Joyce, con il più noto raccontoI morti (traduzione di Cristina Mosca). A chiusura di Gente di Dublino, il racconto racchiude quell’epifania che contraddistingue l’intera raccolta. In una Dublino innevata, i coniugi Conroy sono ospiti a cena dalle signorine Morkan: la cugina Mary Jane e le ospitali zie Julia e Kate,assieme ad altri invitati, che tra chiacchiere che alternano il serio al faceto si intrattengono vicendevolmente.

Gli Eletti della letteratura. Conrad e Joyce per Alter Ego

Gabriel Conroy, preso da se stesso, dal suo ruolo di superiorità rispetto a gente che considera a tutti gli effetti inadatta alla propria cultura, trascura completamente Gretta, sua moglie, per riscoprirla soltanto al termine della cena con rivelazioni che possiamo ritenere simboliche. L’immagine della donna in penombra, in cima ad una scala, è il momento epifanico, rivelatore, che svela ciò che era rimasto taciuto.

 

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Entra così in gioco il tema principale, quello dei morti, di ciò che rappresentano nella vita dei vivi, al di là delle convinzioni talvolta frivole che sembrano occupare l’intera esistenza degli individui.

Con Conrad e Joyce, gli Eletti si arricchiscono di due racconti indimenticabili.


Per la prima foto, copyright: Siora Photography su Unsplash.

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