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“Gli effetti collaterali delle fiabe”, un romance fuori dagli schemi

“Gli effetti collaterali delle fiabe”, un romance fuori dagli schemiÈ appena uscito per Piemme Gli effetti collaterali delle fiabe, il primo romanzo di Anna Nicoletto, giovane autrice padovana, che ha attirato l'attenzione della casa editrice dopo un fortunato esordio tra i libri autopubblicati.

La storia è quella, molto contemporanea, di Melissa, ingegnere informatico che si barcamena tra lavori precari in attesa di tempi migliori, dopo che per colpa dell'ex fidanzato ha perso l'opportunità di assicurarsi un prestigioso dottorato a Londra. Finita del tutto casualmente in una grande festa aziendale attraverso un invito giratole all'ultimo momento, Melissa s'imbatte in Stefano, brillante e carismatico mago della programmazione. Quello che scoprirà è che, oltre a digitare codici con grande bravura, Stefano è un ricco figlio di papà, erede di una famiglia potente, anche se non troppo affiatata, e potrebbe farle ottenere il lavoro che sogna da sempre.

Si tratta soltanto di trovare un punto di equilibrio tra attrazione fisica, sentimenti e desiderio di ottenere un giusto riconoscimento della propria preparazione, dimostrando sul campo di essere una brava programmatrice, ed è questa la sfida che attende Melissa, costretta a imparare che la vita ti può proiettare all'improvviso in un mondo da fiaba, ma che persino le fiabe possono contenere imprevisti "effetti collaterali".

Gli effetti collaterali delle fiabe è un romanzo spigliato e spesso venato d'ironia, che riesce a raccontare una storia sentimentale evitando molti dei cliché della letteratura di genere.

Abbiamo intervistato l'autrice bevendo succhi di frutta in un caldo pomeriggio milanese.

 

Da dove è nata questa storia?

L'incipit è venuto da un sogno: ho sognato una ragazza che s'imbucava a una festa, dove però non era adeguata al contesto. Ho continuato a pensarci mentre vivevo un periodo particolare al lavoro e ho scritto le prime venticinque pagine, che poi ho messo da parte per molto tempo. Quando ho capito come continuare la storia sono andata avanti, unendo esperienze personali e passioni. Di solito pianifico abbastanza mentre scrivo, ma non sono mai troppo rigida: a volte, sviluppando il personaggio ti allontani dalla traccia iniziale.

“Gli effetti collaterali delle fiabe”, un romance fuori dagli schemi

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La protagonista in fondo non ha bisogno di un uomo, perché si basta da sola: quando s'innamora, è per scelta. Questa è una delle grandi possibilità della donna di oggi? Quanto di lei c'è in questa protagonista molto geek?

Sicuramente è un privilegio della nostra epoca poter scegliere di stare da sole, cinquant'anni fa era molto più difficile. Io tra l'altro, fino a qualche anno fa lavoravo con persone molto anziane e con loro parlavo moltissimo dei rapporti di coppia e dell'amore. Una persona che non sceglieva un compagno si giustificava dicendo di aver avuto problemi o di essersi dovuto occupare della famiglia. Adesso, noi donne possiamo liberarci da quel doverci giustificare se siamo sole.

Riguardo alla protagonista geek ho saputo fin dall'inizio che sarebbe stata un ingegnere informatico, perché conosco abbastanza il settore grazie a mio marito e a diversi amici: sono circondata dalla tecnologia! Ci sono tanti pregiudizi in questo ambito nei confronti delle donne, ma anche tanti siti che ne parlano a livello mondiale e portano avanti una battaglia per la parità di genere nella tecnologia. Sono contenta di non averle dato una delle classiche professioni da romanzo rosa: gallerista, commessa, esperta in comunicazione o fiorista, tempo fa c'è stato anche il boom delle produttrici di cup cakes... È difficile che un'appassionata di tecnologia non diventi anche una nerd e non si appassioni a fantascienza, videogiochi, fumetti. Io non so programmare, però amo tutto quello che piace ai nerd, come le serie tv e certi fumetti.

 

Pur appartenendo al genere rosa, il romanzo ha due protagonisti che non sono affatto sdolcinati ma con caratteristiche "normali", soprattutto quello maschile non è il solito superuomo che fa svenire la protagonista non appena le si avvicina, ma è un uomo con difetti e debolezze. Si è ispirata a qualcuno per questo personaggio maschile?

No, è di pura fantasia. È quasi obbligato nei romanzi rosa che il protagonista sia sempre superfigo, ma io ho voluto dargli un aspetto più umano, oltre che dei problemi familiari, perché non apparisse come il classico uomo tutto d'un pezzo, anche se magari la prima impressione rimane quella.

 

Però non è nemmeno il classico maschio tormentato da un passato oscuro...

Quelle persone mi fanno paura nella vita reale, quindi non le metterei mai in un romanzo.

I personaggi nascono tutti nella mia testa, ma non darei mai a dei personaggi che devono essere positivi della caratteristiche che la mia etica considera negative: nessuno stalker, nessuna prepotenza verso le donne. Io non vorrei innamorarmi di qualcuno che mi tratta male, perciò non voglio che succeda alle mie protagoniste.

 

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“Gli effetti collaterali delle fiabe”, un romance fuori dagli schemi

Nel libro, a partire dal titolo, c'è questo richiamo alle fiabe come speranza e come sogno. Lei a che fiaba si sente più legata dal punto di vista dell'amore?

La bella e la bestia! La Disney adesso sta producendo storie che sono davvero molto femministe, Mulan, Brave, Frozen, Oceania ... Per fortuna i modelli femminili si stanno riscattando dalle vecchie Biancaneve e Cenerentola formato Disney.

 

Quindi è una mamma che racconta le fiabe ai bambini?

Sì, certamente. Leggo già molte storie di tutti i generi a mia figlia. A quell'età, per fortuna, non ci sono ancora distinzioni di genere.

 

Scrive storie per lei?

No, per scrivere storie destinate alla fascia prescolastica secondo me ci vuole un'esperienza particolare, per cui io mi limito a leggere.

 

Segue le serie televisive come Melissa?

Sì, credo di aver visto tutte le serie che cito nel libro. La serialità televisiva, secondo me, offre molti spunti per la costruzione di una storia e la preferisco anche ai film, perché se conosci un personaggio e ti piace, poi hai ore e ore per creare un legame con lui, seguendo le sue vicende.

 

Ho una curiosità: esiste davvero il "giardino notturno" che compare ad un certo punto del libro?

Esistono davvero dei luoghi così, anche se io non ci sono mai andata e mi piacerebbe farlo. Mi sono documentata su come vengono costruiti, scegliendo piante che diventano luminescenti alla luce della luna.

 

C'è qualcosa che avrebbe voluto trasmettere alle lettrici attraverso il libro?

Non sono del tutto convinta che la letteratura d'intrattenimento debba per forza contenere un messaggio. A volte, però, anche i libri che ti propongono solo di divertirti e di passare dei bei momenti ti possono lasciare qualcosa, o almeno a me è successo leggendo certi romance. Forse il messaggio è che ci si può salvare da sole senza aspettare di essere salvate da un uomo.

 

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Cos'ha provato quando ha pubblicato il suo libro su Amazon?

Le emozioni che Melissa prova nel romanzo quando riesce a far partire un suo progetto sono le stesse che ho provato io: elettrizzata e atterrita al tempo stesso. Con una casa editrice alle spalle ti senti più sicura, ma per decidere di pubblicare da sola devi crederci veramente.

 

Ha già in mente un altro romanzo?

In realtà ne ho già scritto uno, derivato da questo, con la storia di Caterina Marte, un personaggio secondario che mi piaceva molto, sempre un po' sopra le righe, ed è venuta fuori una storia molto diversa rispetto a Gli effetti collaterali delle fiabe: è un po' più introspettiva, anche se io tendo a scrivere in modo spesso ironico. Il personaggio è più sentimentale perché se Melissa, in fondo, non ha grandi problemi, è una donna compiuta anche se deve crescere professionalmente, Caterina viene da una famiglia disfunzionale e ha bisogni differenti. Ho finito la prima stesura e aspetto di lavorare con l'editor.

 

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Come gestisce la scrittura avendo due figli piccoli?

In qualche modo ce la facciamo ... Quando c'è quel raro essere mitologico chiamato "silenzio domestico" ,posso anche scrivere. Adesso sono in maternità e riesco a trovare un po' di tempo extra, ma sempre lottando. Mia figlia ha due anni e mezzo e mio figlio cinque mesi, per fortuna ho un marito molto collaborativo.

 

Suo marito cosa pensa dell'attività di scrittrice?

Ci crede molto e m'incentiva, cerca anche di lasciarmi lo spazio per farlo quando è possibile, in un continuo compromesso di tempi e momenti.

“Gli effetti collaterali delle fiabe”, un romance fuori dagli schemi

Cosa le offre la scrittura?

Scrivevo da qualche anno prima di pubblicare e mi domandavo spesso se ne valesse la pena, ma quando penso di smettere mi sento male, per cui capisco che devo continuare. Non riesco a immaginarmi senza, non ce la farei proprio. Mi piace immaginare storie, anche quando non ho tempo di scriverle, segnandomi le idee dove capita.

 

Cosa le ha dato in più il fatto di arrivare in libreria dopo aver sperimentato con successo l'autopubblicazione?

A questa domanda forse potrò rispondere tra qualche settimana, perché il libro esce oggi. Tra l'altro il periodo di autopubblicazione è stato breve: il file era uscito a luglio, ma già a settembre l'ho ritirato perché era stato scelto dall'editor di Piemme. Lavorare con una casa editrice comporta senz'altro una grande differenza, anche se io prima di autopubblicarmi mi ero rivolta a un editor per conto mio, per mandare su Amazon un testo migliore.

 

Scrittore e scrittrice preferiti?

È difficilissimo rispondere a questa domanda. La Rowling, naturalmente, per Harry Potter, ma più che autori preferiti io ho libri singoli che mi rimangono dentro per molto tempo, come 1984 di Orwell, uno dei miei preferiti anche se è un po' angosciante, ma anche tutto Stefano Benni, che mi ha avvicinato alla lettura quand'ero ragazzina, e molto romance, soprattutto i romanzi di Susan Elizabeth Phillips.


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Per la prima foto, copyright: Elizabeth Tsung.

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