Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

“Gli anni al contrario” di Nadia Terranova: la fatica di diventare adulti

Nadia Terranova, Gli anni al contrarioQuesto romanzo di Nadia Terranova, edito da Einaudi, è suggestivo fin dal titolo. Gli anni al contrario è la storia di due giovani vite, che si incontrano e si intrecciano quasi inconsapevolmente sotto il segno dell’illusione di chi non ha ancora esperienza, quella entro cui si ci sente forti e in grado di cambiare la realtà.

Messina 1977. Ancora prima che il destino incroci le loro strade, Giovanni e Aurora sono uniti dalle stesse aspirazioni: prendere le distanze dalla propria famiglia e trasformare la società in un “luogo” migliore in cui vivere. Così Aurora gioca il ruolo della ragazza emancipata, pronta a esplorare nuovi modi di concepire la vita, lontani dall’educazione cattolica che le è stata imposta durante l’infanzia e l’adolescenza. Negli anni dell’università partecipa con entusiasmo a dibattiti e manifestazioni, senza perdere comunque di vista lo studio, che per lei rappresenta da sempre la possibilità di raggiungere l’indipendenza rispetto al padre, uomo culturalmente limitato e convinto sostenitore dell’ideologia fascista. Giovanni, dal canto suo, è un testardo e rivela fin da bambino una certa insofferenza alle regole. Scopre attraverso il padre, un avvocato animato solo tiepidamente dai principi comunisti, la propria passione per la politica, soprattutto per quella di sinistra. La stessa passione non lo accompagna nello studio, tanto da vedersi costretto a farsi dare ripetizioni dalla studentessa più brava del suo corso.

Aurora e Giovanni si conoscono grazie a quelle differenze, che sembrano legarsi alla perfezione nella prima fase del loro rapporto; disciplinata e tenace lei, controcorrente e intraprendente lui. Si nutrono di progetti futuri, mettono a confronto le proprie idee divorandole insieme ai libri da studiare per gli esami. Il mondo si dispiega davanti ai loro occhi giovani e innamorati, come opportunità da sfruttare fino in fondo, anche quando, pochi mesi dopo il loro primo incontro, Aurora scopre di essere incinta. La dipendenza economica dai propri genitori è una preoccupazione che passa in secondo piano, rispetto a ciò che il nascituro rappresenta: l’affermazione di quella libertà che è concessa solo agli adulti. Con il sorriso sulle labbra si sposano e vanno a vivere insieme.

Kissing, pic by Sascha Kohlmann

La nascita di Mara non coincide, però, con l’inizio di una nuova famiglia, in cui è possibile creare un proprio sistema di regole. Il personaggio della figlia, infatti, costituisce un autentico punto di contatto tra i due e la realtà, oltre che tra loro stessi, che si guardano per la prima volta alla luce di quanto li differenzia caratterialmente. Aurora rinuncia alla partecipazione politica, si prende cura della bambina e concilia con grande sacrificio studio e lavoro. Giovanni, invece, divorato da un credo politico sempre più cieco e degenerante, perde il controllo della propria vita, riducendosi come padre e marito a una figura assente e inaffidabile. Ben presto le insicurezze, mai avvertite prima, affiorano numerose e quelli che una volta erano sogni e speranze adesso si chiamano delusioni.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Cosa significa vivere gli anni al contrario? Gli anni scorrono sempre verso un’unica direzione, e anche se questo è un dato di fatto, spesso si ha la sensazione che la fine di un percorso dovrebbe esserne l’inizio e che di conseguenza nell’andamento naturale del tempo ci sia qualcosa di sbagliato. Si guarda al passato come a una chance mancata, o ancora come a una serie di eventi necessari, che non possono più essere ripresi e rivissuti con la consapevolezza acquisita nel presente. Aurora e Giovanni si muovono in questa dinamica controversa, scoprendo troppo tardi la fragilità del loro rapporto e non riuscendo a recuperare quel poco che ne è rimasto. Si rivela anche fragile la relazione tra la vita pratica e gli ideali in cui hanno creduto, messi fuori gioco ogni volta dalle diverse esigenze quotidiane. Il senso di onnipotenza, che trovava sfogo negli incontri con i “compagni”, si traduce così in una frustrazione da consumare in solitudine.

C'eravamo tanto amati, pic by Cristiano Sabbatini

Giovanni e Aurora potrebbero essere due giovani del nostro tempo, che percorrono la crisi attuale con le mani legate, posti di fronte a un mondo che non coincide con le loro aspettative. Gli anni ‘70 e ‘80 raccontati da Nadia Terranova non sono quelli mitici, cui si rapportano nostalgicamente anche coloro i quali non li hanno vissuti in prima persona. Qui non ci sono eroi da contrapporre ai comuni mortali di oggi, ma le tensioni che caratterizzano da sempre il rapporto tra l’uomo e il processo storico. A rendere universale questa esperienza particolare, è soprattutto il modo in cui è raccontata. Nadia Terranova sembra eclissarsi lasciando al proprio ruolo di narratore il compito di presentare le cose nella loro essenza. Nessuna parola sembra essere superflua e nessuna scena è inserita per compiacere il lettore, che può affidarsi a un proprio senso critico e non a ciò che gli viene suggerito implicitamente. Ci si sente veramente adulti e responsabili nel leggere questo romanzo, in cui i protagonisti faticano a crescere e a mettersi in linea con quanto la società richiede loro.

Nadia Terranova

Questi sono gli anni al contrario di Nadia Terranova, quelli che si lasciano vivere tutti d’un fiato dalla prima all’ultima pagina.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.