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Glenn Cooper, tra stimmate e Santo Graal ne “Il segno della croce”

Glenn Cooper, tra stimmate e Santo Graal ne “Il segno della croce”Con Il segno della croce (Nord, 2016 – traduzione di Monica Bottini) Glenn Cooper torna a parlarci delle vere o presunte reliquie della passione di Cristo, di cui si era già occupato in uno dei suoi romanzi precedenti, Il calice della vita (Nord, 2013 – traduzione di Roberta Zuppet) che ruotava attorno al Sacro Graal, il calice utilizzato durante l'Ultima Cena.

Anche questa volta, la trama del romanzo mescola abilmente verità storiche e finzione narrativa per condurci in un mondo oscuro, popolato da nostalgici del nazismo e mistici religiosi, tra i quali il professor Cal Donovan dovrà chiarire due misteri in apparenza inspiegabili: perché un giovane sacerdote italiano si ritrova sui polsi delle piaghe che ricordano le stimmate? E perché qualcuno sembra interessatissimo a raccogliere le reliquie della passione di Cristo sparse per il mondo?

Cooper, che è laureato in archeologia e medicina, possiede una solida base culturale sia umanistica, sia scientifica, e questo lo porta a non barare per quanto riguarda l'inquadramento storico in cui costruire i suoi fantathriller. In questo caso, l'indiscutibile punto di partenza sta nel valore attribuito da una parte dei gerarchi hitleriani, capitanati da Himmler, ad alcuni simboli della mitologia cristiana come l'inafferrabile Sacro Graal e la lancia di Longino (con cui sarebbe stato colpito il costato di Cristo per verificarne la morte), la cui ricerca diventa un obiettivo anche per chi, dopo la caduta di Hitler, ha passato la vita a preservarne in qualche modo la perversa ideologia, sognando un improbabile ritorno di una grande Germania dominatrice del mondo intero.

 

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Glenn Cooper, tra stimmate e Santo Graal ne “Il segno della croce”

Come d'abitudine, Glenn Cooper è venuto a presentare il nuovo romanzo ai suoi fedelissimi lettori italiani, che non solo costituiscono in assoluto il nucleo più numeroso in Europa, ma sono addirittura superiori a quelli che lo scrittore conta negli Stati Uniti.

Lo abbiamo quindi intervistato prima di uno dei suoi interventi a Bookcity Milano, che vertevano sui temi ricorrenti nei suoi libri: religione e mistero.

 

Lei è stato talvolta definito il Woody Allen della letteratura americana: come i film del grande regista, i suoi libri sembrano piacere molto di più agli europei che agli americani. Lei che spiegazioni darebbe per questa particolarità?

In realtà, Woody Allen è molto popolare pure in America, ma anche se non sono del tutto d'accordo con l'analogia, è un dato di fatto che i miei libri sono venduti di più in Europa, e me ne sono spesso chiesto il perché nel corso degli anni. Cerco sempre di scomporre, destrutturare i miei libri per cercare di capire quello che piace e non piace, ma le mie possono essere solo delle ipotesi. Secondo me, i lettori europei, e in particolare quelli dell'Europa meridionale, hanno più interesse per gli argomenti e sono più disposti a leggere romanzi complessi, mentre il lettore tipo americano vuole una bella dose di semplicità e non è disposto a impegnarsi troppo. La sua è una lettura più passiva, insomma, mentre i miei libri richiedono una certa dose di attenzione, perché si svolgono su piani temporali diversi e trattano temi come la fede, la religione, la spiritualità, che esigono impegno. Sembra curioso, ma più è cattolico un Paese e più i miei libri piacciono.

Glenn Cooper, tra stimmate e Santo Graal ne “Il segno della croce”

Questo può dipendere anche dal fatto che forse negli Stati Uniti si studia meno bene la storia, per cui il lettore medio può avere difficoltà a cogliere i riferimenti storici presenti nei suoi romanzi?

Sicuramente sì, anche questo conta. Attualmente i programmi scolastici negli Stati Uniti sono molto peggiorati perché hanno sottratto spazio alle materie umanistiche, quindi alla fine i ragazzi hanno conoscenze storiche e geografiche molto, molto limitate. Acquisiscono nozioni da Internet, ma senza coerenza.

 

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Perché il nazismo esercita ancora così tanto fascino su scrittori, sceneggiatori, registi, persone che in realtà hanno convinzioni politiche lontanissime dal nazismo?

Questo, in realtà, sarà il mio unico libro in cui troverete i nazisti, perché non si tratta di un argomento che mi attira particolarmente; tuttavia, in questo caso erano perfetti per la storia, riguardo alla ricerca delle reliquie sante.

Esiste un forte interesse per le ambientazioni durante la seconda guerra mondiale, per quanto riguarda soprattutto le storie di spionaggio e i thriller, però non è il mio caso specifico. Il fatto che adesso movimenti neonazisti stiano prendendo piede in varie parti del mondo è importante, per cui spero che gli scrittori non ignorino questo fenomeno e ne parlino nei loro libri.

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In Italia l'uscita del Codice da Vinci di Dan Brown aveva scatenato l'ira della Chiesa, che l'aveva bollato come un libro pericoloso, dimenticando che si trattava di un'invenzione letteraria e non di un saggio storico. Lei pensa che questo suo romanzo, in cui affronta un tema così delicato come quello delle stimmate, parlando anche della vita di Padre Pio, potrebbe diventare oggetto di qualche polemica?

No, non credo, perché penso di aver affrontato il tema delle stimmate di Padre Pio in modo molto rispettoso. Non ho romanzato la sua vita, che è molto documentata, per cui quello che ho detto nel romanzo corrisponde ai fatti storici, quindi non credo che susciterà controversie. Forse quello che potrebbe offendere qualcuno è il fatto che ho dato una base scientifica, facendo ricorso alla fisica quantistica, per spiegare il fenomeno delle stimmate, che sono qualcosa di assolutamente spirituale, però questa è una sottigliezza filosofica rispetto alla premessa molto più audace del Codice da Vinci.

 

Lei, che ha una formazione scientifica, che rapporto personale ha col misticismo, con tutto ciò che appare inspiegabile?

Sono interessato ai grandi interrogativi della vita, che interessano tutti noi. Affronto tutti questi temi attraverso un genere molto popolare, che è quello del thriller, tuttavia mi piace interrogarmi sulle questioni importanti: perché siamo qui, dove andiamo, come sarà la vita dopo la morte, siamo noi che controlliamo il nostro destino oppure esiste una forza superiore che lo controlla, il rapporto tra bene e male... tutti questi temi mi appassionano molto.

Glenn Cooper, tra stimmate e Santo Graal ne “Il segno della croce”

Nella società di oggi, che appare molto secolarizzata e sempre meno religiosa, non si sviluppa forse una forma di misticismo per compensazione?

Non vedo molto la differenza tra misticismo e religione, se non su un piano semantico. In realtà, il fatto di cercare delle risposte a quesiti a cui non è possibile rispondere, sia che si faccia attraverso la religione tradizionale oppure scegliendo forme alternative, esprime sempre un bisogno di ricerca profondo e personale.

 

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Papa Celestino, che compare nel romanzo, ha evidenti affinità con Papa Francesco. Lei nutre delle simpatie per il Papa attuale? Pensa che potrà davvero operare un rinnovamento all'interno della Chiesa cattolica?

Sì, di certo! Trovo che Papa Francesco sia una figura molto empatica e che stia cercando di lasciare un segno importante nella Chiesa. Se ci riuscirà  o meno vedremo, perché dipenderà anche dalla sua longevità e per quanto tempo potrà restare in carica.

La cosa importante è che lui è riuscito comunque a mettere ai vertici del Vaticano delle persone che condividono la sua filosofia: per cercare di cambiare la Chiesa è fondamentale avere determinate persone nei ruoli chiave. Attraverso il personaggio di Celestino ho voluto esplorare proprio la filosofia personale di Francesco, ed è per questo che ritroveremo Papa Celestino anche nei prossimi libri.

 

Con questo libro ha creato il personaggio di Cal Donovan che è molto interessante. Sarà protagonista anche dei suoi romanzi successivi?

Sì, sarà al centro dei miei prossimi libri. Mi piace molto perché ha tutte le qualità necessarie per il genere di libri che scrivo, mi piace la sua personalità e quindi resterà con me ancora per un po'.


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