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Giovani e adulti tra amore e amicizia. Intervista a Marzia Sicignano

Giovani e adulti tra amore e amicizia. Intervista a Marzia SicignanoEsce per Mondadori il nuovo libro di Marzia Sicignano, la giovane scrittrice che riesce a stimolare il desiderio di lettura proprio di quella fascia di età che, avviluppata dalla tecnologia, pare sia meno interessata alla lettura. Marzia Sicignano conosce le parole giuste per coinvolgere il suo pubblico in un viaggio fatto di sentimenti, di dubbi, di opportunità di crescita.

S’intitola Ovunque sia, saremo insieme, ed è la storia di un’amicizia, ma anche quella di due amori e di un percorso interiore che, dopo la caduta, permette di rialzarsi.

È una fotografia quella che ci restituisce Sicignano, un’istantanea scattata sopra quella parte della società, di mondo, che è sempre più inaccessibile a chi non ne fa parte. Restano un enigma, i giovani visti da fuori: incompresi e incomprensibili, all’apparenza vuoti, senza più i grandi valori che hanno contraddistinto le generazioni passate. Sono chiusi in una bolla, ed è difficile penetrarla, come è difficile ricordare quello che si provava allora, per aprire così lo spazio di una possibile empatia. 

C’è un mondo, invece, che brulica di emozioni e sentimenti, di paure, di prove di coraggio, di scelte difficili ma indispensabili. È questo il mondo delle due amiche, Sara e Marta.

 

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Con l’autrice, in occasione dell’uscita, abbiamo parlato proprio dei temi centrali del romanzo, ma anche di alcune sfumature che colpiscono il lettore, come per esempio l’importanza di essere capiti e i pregiudizi che gli adulti serbano nei confronti dei giovani.

 

Prima di addentrarci nella storia, vorrei chiederle com’è nato Ovunque sia, saremo insieme.

Ho iniziato a pensarlo a ottobre o novembre dell’anno scorso quando ho capito che volevo parlare di amicizia. In verità, c’è sempre uno spazio, vuoto direi, tra un libro e l’altro, in cui rifletto su cosa scrivere. Più precisamente, è uno spazio in cui permetto alla storia di trovarmi. Il libro si ispira a un rapporto reale di amicizia. Volevo raccontare qualcosa che mi apparteneva. Naturalmente, è una storia romanzata, ma l’elemento autobiografico è importante.

Giovani e adulti tra amore e amicizia. Intervista a Marzia Sicignano

Oltre all’amicizia, si parla di amore, dell’amore come cosa per cui vale la pena lottare. Sara e Marta, le due amiche, riflettono sulla straordinaria sincronicità di emozioni, desideri, sentimenti che sta alla base dell’amore e come questo processo non sia affatto scontato. Eppure, visti da fuori, i giovani ci appaiono poco inclini a sentimenti così complessi e complicati. È difficile sospendere il pregiudizio quando si guarda il mondo dei giovani…

È una cosa contro la quale lotto da anni. I giovani vengono accusati senza ragione. È un rapporto a due, da un lato i giovani, dall’altro il mondo degli adulti, e credo che entrambi questi mondi sbaglino nel modo in cui si approcciano l’uno all’altro. Intendo dire che l’incomprensione nasce da un dialogo difficile al quale contribuiscono entrambe le parti.

Gli adolescenti stupiscono quando si rivelano profondi, eppure è lì che si sviluppa la profondità che forse poi si perde.

Per quanto riguarda il pensiero che citava, devo dire che è nato spontaneamente. Ci ragionavo da tanto, però, e mi sono resa conto che effettivamente è così: l’amore è un miracolo. Infatti, non è alla mercé di tutti.

Ovunque tu sia, saremo insieme, oltre a raccontare la storia di una grande amicizia, racconta la storia di due forme di amore, di due stili, se vogliamo, entrambi però un’occasione per crescere. Uno è contraddistinto dal tira e molla continuo, l’altro è un amore adolescenziale, romantico. C’è una certa dose di tossicità in entrambe le forme.

L’amore diventa un modo per perdere e trovare la propria strada.

 

Amore e amicizia: sono i due grandi temi del libro. Se per il mondo adulto la risposta è semplice, per i giovani mi rendo conto che non è altrettanto scontato: come destreggiarsi tra queste due grandi forze? Cosa scegliere: amicizia o amore?

Infatti, con la maturità ci si rende conto che le due cose possono coesistere. È un tema però con il quale mi sono confrontata spesso e può diventare un problema serio il fatto di dover essere messo davanti a una scelta. Secondo me, la cosa migliore da fare è evitare il problema: non scegliere.

È ovvio, però, che l’amore è qualcosa di nuovo per i giovani, quindi preferiranno l’amore all’amicizia, forse anche per questa ragione, ma quello che credo non sia giusto è rinunciare all’amicizia perché ti è stato chiesto di farlo. C’è già una dose di tossicità in un rapporto che ammette questo tipo di imposizioni.

Giovani e adulti tra amore e amicizia. Intervista a Marzia Sicignano

L’essere capiti, quasi un mal comune mezzo gaudio, di entrambi i mondi, sia quello giovane sia quello adulto. La differenza, forse, sta nel fatto che il secondo ci ha rinunciato o ne è stato inghiottito. Ecco, questo è un dettaglio del suo libro che mi ha fatto riflettere. Parla del desiderio di essere capiti come di qualcosa di così forte che rischia di scatenare desideri autodistruttivi se non soddisfatto…

Credo che voler essere capiti sia una costante nel periodo adolescenziale e con il tempo si perda la voglia di spiegarsi. È l’amicizia che diventa lo spazio in cui puoi farti ascoltare e capire.

Se non puoi essere mai te stesso, arrivi al punto di fingere, e quando sembra non ci sia nessuno a capirti, l’amico ti permette di spogliarti da tutti gli strati di finzione ed essere te stesso. Certe volte anche di più.

C’è un passaggio nel libro in cui le due amiche parlano di sesso occasionale, e l’una sorprende l’altra dicendole che lo sapeva già. Lo sapeva perché la vedeva, la capiva.

 

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Quello del divorzio dei genitori, del genitore che se ne va, è un altro argomento di cui tratta in Ovunque tu sia, saremo insieme. Un argomento complesso…

È iniziato tutto dal fatto che uno dei personaggi è caratterizzato da molti abbandoni, anzi questi abbandoni la rendono ciò che è. Direi che con il padre che se ne va si apre il cerchio.

Il punto è questo: certe ferite o scelte o eventi che accadono nella nostra adolescenza lasciano tracce dentro di noi, anche se non ce ne rendiamo conto. Non vanno mai sottovalutati.

 

Per tornare alla fotografia che scatta sul mondo dei giovani e il confronto con quello degli adulti, c’è un altro elemento che sembra dividere i due, o almeno differenziarli. Un tempo, chi scriveva era uno «sfigato», o giù di lì. Insomma, scrivere non portava molta popolarità. È ancora così?

Oggi sono in tanti a scrivere. Molti di quelli che mi seguono mi dicono che inseguono questo sogno. Secondo me, però, la scrittura è qualcosa che fai per te stesso. Infatti, è questo il mio consiglio, scrivere per se stessi, senza aspettative, dicendo la verità. Ma soprattutto bisogna comprendere quanto è serio il desiderio di scrivere.

Oggi, scrivere è una moda, specie sui social, che è diventato un modo anche questo per emergere. Lo scopo, però, non dovrebbe essere quello di emergere, che tra l’altro è pure difficile con la scrittura, ma, come dicevo, quello di seguire un forte desiderio interiore, scrivendo per se stessi, con onestà.


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