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"Giallo Venezia", indagine in laguna per il commissario Fellini

"Giallo Venezia", indagine in laguna per il commissario FelliniGiallo Venezia (Fratelli Frilli Editori, 2019) di Nathan Marchetti segna il debutto nella narrativa di genere di un nuovo personaggio seriale, il commissario Enzo Fellini, romagnolo trapiantato a Venezia, città che tende spesso a rubargli la scena come coprotagonista del romanzo.

Muovendosi tra calli e campielli, il commissario deve trovare un feroce assassino, soprannominato l'Osservatore, che semina morti a ripetizione, anche senza un motivo apparente, utilizzando con grande abilità tutta una serie di ritrovati tecnologici per tenere sotto controllo la situazione. Fellini deve ovviamente trovarlo al più presto possibile, ma al tempo stesso deve gestire un pessimo rapporto con il questore ed è costretto a difendersi da una campagna diffamatoria organizzata nei suoi confronti dal quotidiano «Venezia Notizie», il cui rampante direttore è a caccia di scoop scandalistici per incrementare le vendite del giornale.

 

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Come se non bastasse, Fellini trova anche il modo di complicarsi la vita sentimentale, forse memore della giovinezza vissuta brillantemente a Rimini, ma riuscirà comunque a penetrare nella trama all’apparenza perfetta costruita dall'assassino e trovare il punto debole dove colpire per arrivare alla soluzione del mistero.

Nathan Marchetti è un personaggio eclettico, che vanta differenti esperienze musicali e artistiche, oltre a lavorare da molti anni in ambito editoriale. Questo suo romanzo d'esordio nasce già come primo volume di un percorso seriale: in effetti, il personaggio del commissario Fellini presenta tutte le caratteristiche che ormai siamo abituati a incontrare nella maggior parte delle opere di questo genere.

Qualche cliché utilizzato dall'autore appare un po' stucchevole, come la macchietta del questore imbecille che ormai risulta davvero un po' troppo abusata nei romanzi di questi ultimi anni (a quando una class action dei questori italiani contro gli autori di polizieschi?), ma nel complesso Giallo Venezia ha diversi elementi interessanti.

Il primo è, senza dubbio, l'ambientazione veneziana, che presenta al lettore la città dal punto di vista di chi ci vive e ci lavora, offrendone un ritratto ben diverso da quello tradizionale che viene proposto alle masse di turisti che invadono ogni giorno la laguna.

"Giallo Venezia", indagine in laguna per il commissario Fellini

Il secondo è il linguaggio utilizzato, che mescola in continuazione lingua italiana e dialetto veneziano, compresi i divertenti tentativi di parlarlo da parte di chi proprio veneziano non è, ma cerca di adeguarsi all'ambiente che lo circonda.

Il terzo è un utilizzo particolare dei caratteri tipografici del corsivo, come ci spiega lo stesso Marchetti in una nota posta in apertura del volume: Nei romanzi della Serie "Commissario Enzo Fellini, Venezia" i caratteri inclinati vengono utilizzati per esprimere sussurri, bisbigli appena udibili. Mezze voci e mormorii hanno un ruolo importante a Venezia. E, a dire il vero, non solo a Venezia.

"Giallo Venezia", indagine in laguna per il commissario Fellini

Questa scelta tipografica si accompagna a un continuo cambio del punto di vista narrativo da un capitolo all'altro: si passa dalla narrazione classica in terza persona a quella in prima persona, affidata di volta in volta al commissario o all'assassino, coinvolgendo a fondo il lettore negli sviluppi della vicenda.

 

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Per tutte queste caratteristiche, Giallo Venezia si presenta sia come un buon romanzo di genere, sia come una storia che può piacere in modo particolare agli amanti della città lagunare e delle sue specialissime e irripetibili atmosfere.


Per la prima foto, copyright: Candré Mandawe su Unsplash.

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