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Gay no gay sì, due gay no due gay sì: l’identità e l’amore

Gay no gay sì, due gay no due gay sì: l’identità e l’amoreIl tema è molto attuale in Italia, d’altronde la comunicazione della campagna politica si sta basando anche su ipotesi normative che possano o meno permettere a due persone omosessuali di legarsi in maniera ufficiale di fronte alle istituzioni. È noto, senza inutili polemiche, che il nostro Paese accusa un certo ritardo normativo rispetto alla maggior parte degli Stati europei per una forte e capillare presenza di cattolici contrari alle unioni omosessuali: sentiamo spesso affermare che il matrimonio deve essere costituito da un uomo e una donna, prendendo a prestito – più o meno legittimamente – le ragioni bibliche, naturali, apocalittiche.

 

Gli studi di genere, non è un caso, sono deboli nelle università italiane, quasi a marcare la distinzione fra noi, della vecchia guardia in difesa del matrimonio tradizionale, e gli altri, paesi nei quali le aperture o i dibattiti sono ritenuti fondamento di sviluppo democratico quando, se non fosse ancora purtroppo necessario sostenerlo, si parla di diritti per i cittadini indipendentemente dall’orientamento sessuale.

 

L’omofobia convinta o le posizioni più lievi, ma altrettanto omofobe, tendono a sovraccaricare, quando invece le trasparenze e le componenti marciano nella selva variegata, il concetto di confine: o di qua o di là, nero e bianco. Non sono previsti i grigi. Visioni manichee che non approfondiscono, bensì accertano la brevità del giudizio, che si cerca lapidario, conclusivo, definitivo, senza considerare che un’indagine seria concerne ricerca di dettagli, abbandono di pregiudizi, sintesi composite, valorizzazione del particolare, e, non ultimo, il desiderio di valutare sulla base di studi scientifici e non di ideologie.

 

Nell’orientamento sessuale i confini sono così netti?

iO Tillett Wright, un’artista di New York, di recente è stata invitata alle conferenze di TED per parlare di questi temi.

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