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Gabriele D’Annunzio: ricostruito il suo Dna

Gabriele D'AnnunzioPer ricostruire il Dna di Gabriele D'Annunzio, i Carabinieri del Ris di Cagliari sono partiti da tracce di liquido seminale rinvenute su un fazzoletto donato dal Vate a una delle sue amanti. Come è stato sottolineato ieri a Milano, nel corso della conferenza stampa per presentare il risultato di questa straordinaria ricerca, si è trattato di un lavoro durato mesi, che ha portato il Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Cagliari, in collaborazione con la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, a provare che le tracce organiche presenti su un fazzoletto conservato per anni dalla nobildonna Olga Levi Brunner sono proprio di Gabriele D'Annunzio.

Il fazzoletto “incriminato” fu regalato nel 1916 alla Brunner dal Vate, in ricordo di una notte d'amore, assieme a un bigliettino che riportava “a Venturina”, come D'Annunzio era solito chiamare Olga nell'intimità, e che ora pare certo sia stato scritto dal famoso poeta. Olga Levi Brunner conservò gelosamente l'adorata stoffa per anni, sino a quando, tra il 1959 e il 1960 donò le oltre mille lettere ricevute da D'Annunzio al Vittoriale con la clausola che una parte di esse (le più scabrose, con espliciti riferimenti carnali) non venissero lette prima di 10 anni. La Brunner morì nel 1961, le lettere più intime furono visionate per la prima volta nel 1970, e tra esse venne rinvenuto il fazzoletto.

Olga Levi Brunner

E si giunge all'oggi, con i Carabinieri del Ris al lavoro su quel quadrato di stoffa così prezioso. Per provare che le tracce organiche erano proprio quelle del Vate occorreva individuare un discendente diretto, maschio, motivo per cui si è scelta la collaborazione di Federico D'Annunzio, nipote di Veniero D'Annunzio, terzo figlio del poeta. Grazie a lui è arrivata la conferma scientifica: le tracce di liquido seminale presenti sul fazzoletto sono proprio di Gabriele D'Annunzio. Lo assicurano i 16 marcatori del Dna che risultano identici tra le tracce risalenti a 99 anni fa e la saliva del cinquantenne Federico D'Annunzio.

Fazzoletto D'Annunzio

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Un traguardo del quale forse è presto per capire la portata, se mai ce ne sarà una che va oltre questo risultato. Di certo, ha assicurato il Presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri, «non abbiamo intenzione di clonare il Vate, ma nessuno può sapere quali saranno le evoluzioni della scienza e della società: è bene che quel Dna sia stato rilevato».

Lettera inedita di D'Annunzio

Per ora resta la soddisfazione di un grande risultato, con la risoluzione di quello che è stato definito un “cold case”, risalente a quasi un secolo prima delle indagini. Resta la soddisfazione per un lavoro importante, svolto con rigore e tecniche d'avanguardia.

Vittoriale degli Italiani

E resta la soddisfazione, seppur postuma, di Gabriele D'Annunzio: il Vate infatte morì col dubbio che Veniero non fosse suo figlio, ma frutto di un tradimento della moglie, Maria di Gallese, con Vincenzo Morello Rastignac. Ora c'è la certezza che tra i coniugi D'Annunzio la più fedele era la moglie, lo dicono i Carabinieri, che da un fazzoletto inviato a un'altra donna hanno ricostruito il Dna di Gabriele.

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