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Franceschini: il MIBACT deve puntare al turismo digitale

Turismo digitaleIl 9 maggio presso il Collegio Romano si è insediato il Laboratorio del turismo digitale (TDLAB) del MIBACT, che ha il compito di «definire e favorire l’attuazione della strategia digitale per il turismo in Italia». Il ministro Franceschini ritiene determinante per la crescita e lo sviluppo economico puntare «sulla digitalizzazione e sull’integrazione tra cultura e turismo». Sottolinea, inoltre, la necessità di porre rimedio al forte ritardo italiano. «Le classifiche internazionali ci dimostrano che siamo ancora molto indietro e vista la velocità di questo settore e la forte competizione degli altri paesi non abbiamo tempo da perdere».

Secondo il Rapporto di Assinform 2014, mentre l’ICT (Information and Communication Technology) mondiale cresce, quello italiano cala. Nel 2013 è stata registrata una perdita del 4,4% rispetto all’anno precedente. Elio Catania, presidente uscente di Assinform, ha così commentato i risultati dello studio sull’hi-tech in Italia «La progressiva riduzione degli investimenti ICT in Italia preoccupa fortemente. […] Vi è uno stretto legame tra investimenti in tecnologie digitali, produttività e crescita per le imprese. Anche in Italia l’affermarsi di questa dinamica nel tessuto produttivo, in particolare nelle piccole e medie imprese, nel manifatturiero e nelle pubbliche amministrazioni, diventa fattore strutturale per ritrovare la via della crescita e di nuove opportunità occupazionali». Il ministro Franceschini sembra aver recepito in toto le indicazioni del presidente di Assinform.

Sempre facendo riferimento al Rapporto di Assinform 2014, è sintomatico leggere i dati relativi all’interazione digitale tra cittadini e Pubblica Amministrazione. La media europea si attesta sul 42%, mentre quella italiana è ferma al 22%, nonostante in Italia abbiamo il 69% di abitazioni con accesso a internet e il 61% di utenti fruitori del sistema. Franceschini, nel già citato discorso tenuto in occasione dell’apertura dei lavori del Laboratorio del turismo digitale, prospettava «l’impegno di indicare entro sei mesi modalità concrete di intervento per colmare il ritardo digitale del settore turistico italiano e integrare i troppi livelli digitali della pubblica amministrazione». Allo scopo precipuo di porre in essere quanto prima dette finalità, il TDLAB ha deciso di aprire immediatamente un’attività di comunicazione online al fine di coinvolgere gli operatori del settore nella definizione delle priorità e raccogliere dalla rete suggerimenti e proposte.

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Il Laboratorio del turismo digitale è composto da rappresentanti del Touring Club, dell’Agenzia per l’Italia digitale, dell’Enit, dell’Aci, dell’Expo 2015, di Trentorise. Per il prossimo incontro, che si terrà a Roma il 16 giugno, dal MIBACT anticipano l’estensione dell’invito anche a rappresentanti delle Regioni. Il TDLAB inoltre vede la partecipazione di «autorevoli esperti in materia di turismo ed innovazione digitale», come Euro Beinat, Roberta Milano, Edoardo Colombo, Rodolfo Baggio, Cristiano Radaelli.

Come si legge nella nota informativa diffusa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Laboratorio del turismo digitale svolge attività di ricognizione:

- Dei sistemi di ricerca e analisi dei dati digitali.

- Dei progetti e delle iniziative di digitalizzazione della filiera turistica.

- Degli standard digitali internazionali.

- Dei modelli di business sostenibili.

E definisce:

- Le strategie digitali di ricerca, informazione, comunicazione, promozione e commercializzazione dei servizi turistici e dei prodotti tipici e artigianali in Italia e all’estero.

- I progetti e le attività di interoperabilità e integrazione dei dati e dei processi digitali relativi ai differenti componenti del prodotto turistico.

- L’eventuale realizzazione di banche dati per i soggetti e le imprese del settore turistico.

- I soggetti, le modalità, i tempi e le risorse necessarie allo sviluppo dell’economia digitale nel turismo e per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Il ministro Dario Franceschini, nel comunicato stampa ufficiale, lanciato per notificare la firma online del decreto che istituisce il Laboratorio del turismo digitale del MIBACT, dichiara che «Le classifiche internazionali ci dimostrano che siamo ancora molto indietro: al 26° posto in quanto a competitività del settore turistico, al 101° posto per l’uso delle ICT nel comparto turistico. Questi sono dati che proprio non ci piacciono: l’Italia può e deve fare di più e di meglio». Afferma inoltre che «il funzionamento del Laboratorio non comporta oneri aggiuntivi per la finanza pubblica e la relativa partecipazione è a titolo gratuito». Se lo augurano tutti i cittadini i quali, oltre a dover pagare lo scotto del ritardo tecnologico e digitale del comparto turistico italiano e non solo, non vorrebbero mai doversi accollare anche gli oneri dei tentativi di recupero e sviluppo del settore.

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