Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Corso online di editing

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Corso online di scrittura creativa

“Flow” di Enrico Palandri

“Flow” di Enrico PalandriFlow è uno dei primi titoli editi di questa nuova sfiziosa collana di Barbera Editore, Centocinquanta, in omaggio all'Unità d'Italia e all'inestimabile patrimonio delle nostre patrie lettere – non a caso il riferimento più diretto è a 100 Pagine, storica collana diretta da Italo Calvino per Einaudi. Il direttore di Centocinquanta è il sermidese Davide Bregola, che in un articolo apparso sulla Gazzetta di Mantova così esprime il suo modo di intendere la letteratura: «dire è lasciare che il mondo scorra attraverso di noi, nel tempo-non tempo che ci è riservato, scovare il pensiero che si immerge in noi». Un'idea che collima perfettamente con i contenuti di questa nuova prova di Enrico Palandri, già autore di Boccalone (1979, 2010 Bompiani) e de I fratelli minori (Bompiani, 2010).

Flow è a tutti gli effetti un flusso – in senso letterale e figurato -, un movimento sociale e individuale, condiviso e intimo, una dicotomia continua tra interno ed esterno, una felice simbiosi tra arte e vita: «Se l'incertezza tra quello che si può dire e quello che non si può dire cresce, si arriva a dubitare di tutte le parole e la riflessione, il doppio pensato e interiorizzato, prevale su quello che siamo in grado di dire e costruisce una seconda vita costantemente nascosta. Questo universo carsico di altra vita che vuole esistere, il lago del cuore in cui durano pietà e notte, è il mondo su cui siamo sospesi e da lì a volte le parole tornano in superficie nella invenzione, che è il ritrovamento di qualcosa che era rimasto nascosto e riaffiora. È una metafora, e noi ci appassioniamo alla poesia e ai romanzi perché sono profondamente reali, al punto che possono fare apparire la superficie inconsistente, pura apparenza

La contrapposizione tra realtà e finzione, sembra ammonire Palandri, è velleitaria; il razionalismo, invocato ed eretto a sistema delle più diverse discipline e correnti di pensiero, potrebbe rivelarsi una pura illusione, attraverso la quale si cerca di sottomettere il mondo. La questione viene affrontata con ulteriori dettagli in una pagina dedicata a Ludwig Wittgenstein e alla sua polemica con i neopositivisti di Cambridge negli anni '30 del secolo scorso: «(...) l'idea che inizia ad affermarsi, sempre più chiaramente, è che la realtà è tutta rappresentata. Pensare, in altre parole, che vi sia un reale al di là del linguaggio (…) è uno zero matematico.» Esisterebbe, perciò, solo un infinito rappresentarsi delle cose in sistemi, economici, psicologici, musicali o iconici, linguistici o matematici. Ovvero in sistemi culturali, come rileva l'autore.

Ecco che la pratica della lettura non è più la frequentazione di un luogo in rovina, dove sono conservate le ultime vestigia di una civiltà virtuosa; il lettore non è più colui che si cala in una cripta gelida o muove tra le acque dell'Acheronte, cercando un sommesso colloquio con le anime dei trapassati. Il Leopardi che in Flow incontriamo da Viesseux, in compagnia della De Stael e della Targioni Tozzetti, è un nostro contemporaneo. Così come “perdurano”, accanto a noi, Calvino e Huxley, che fanno delle brevi apparizioni in altre pagine di questo frizzante libello. «Oggi siamo tolemaici leggendo Dante e copernicani leggendo Milton. (…) Il modo in cui il mondo se lo rappresentarono Eraclito o Anassimandro, Galileo o Newton, non furono semplicemente modi di leggere il mondo, ma quel mondo.»

Palandri è un docente e un inguaribile amante della letteratura, nonché scrittore a sua volta, ed è una sottolineatura importante. La sua erudizione è rinvenibile nell'appendice al testo, dove si indicano quelle letture che «possono offrire prospettive sulla genesi di Flow che non sono immediatamente riconoscibili», vere e proprie perle per il bibliofilo più esigente. D'altro canto, però, per il Palandri scrittore la lettura è infatuazione, e non oserebbe mai coartare un sentimento sotto la lente dell'analisi, ingabbiarne la leggerezza e lo slancio emotivo in una prospettiva storicistica, psicoanalitica o filosofica che dir si voglia. Flow è sorgente di acqua di roccia, stillante di vita, limpida e cristallina. La lettura deve essere anche perdita di sé, ampliamento della percezione, smarrimento nella selva dantesca, intreccio di destini possibili, dove cercare di riconoscere e seguire quel che ci è peculiare. La piena ci travolge e ci porta dove vuole, ma possiamo cavalcare la corrente e, come i salmoni, ripercorrerne il flusso in senso inverso, tornare all'origine. Il bagaglio di esperienze dell'autore diviene ora memoria letteraria, prisma attraverso il quale filtrare le istanze del reale, anche della politica: «Così se è vero che la politica si perde se pensa al romanzo, è anche vero il contrario, che la letteratura, quando si avvicina troppo alla politica, o è letteratura di regime, pura propaganda, o anche nell'antagonismo rischia di appiattirsi in posizioni riflesse altrettanto prevedibili. E cosa intendiamo per politica, per destra e sinistra, se non il tentativo di organizzare il presente e attraverso questo capire anche le altre epoche?» La sorgiva di Flow è inoltre nostalgia di una dimenticata e marginalizzata letteratura orale, culla di quelle narrazioni omeriche che costituiscono l'alfa e l'omega di tutte le storie che l'umanità si è narrata nel corso dei secoli. È in quest'alveo più puro e primigenio che la memoria dell'autore diviene anche aneddotica personale e si condensa nell'indimenticabile figura della nonna narratrice: «Queste storie sono sempre restate con me. Cos'erano per lei e cos'erano per me? Erano vere? Non credo, o certamente non del tutto. Perché a mia nonna piaceva raccontare e quindi faceva qualcosa di diverso dal tentare di dire la verità. (…) Raccontare storie era per mia nonna tentare di ricucire insieme un materiale frammentario e contraddittorio attraverso un amore per i bambini che l'ascoltavano che era amore del futuro, del loro futuro.»

Il tuo voto: Nessuno Media: 4 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.