In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Fausto Mesolella, “dicitor cantante” con le poesie di Stefano Benni

Fausto Mesolella, “dicitor cantante” con le poesie di Stefano BenniChe cosa sia un “dicitor cantante” ce lo spiega Fausto Mesolella, chitarrista della Piccola Orchestra Avion Travel. È lo stesso artista a definirsi così da quando porta in giro lo spettacolo CantoStefano in cui ha musicato e interpretato alcune poesie di Stefano Benni. Lo spettacolo prende il nome dall’omonimo album, uscito da circa un anno per l’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, che è davvero un bell’abbinamento tra poesia e canzone d’autoree unisce l’amore di Mesolella per la musicae quello diBenni per la parola.

Ad aprire il disco sono le atmosfere jazz di Anima tratta da Ballate del 1991, mentre la successiva é Quello che non voglio tratta daLe Beatrici del 2011, poesia che Stefano Benni aveva scritto per Fabrizio De Andrè,ma che l’artista genovese non ha fatto in tempo a incidere a causa della sua prematura scomparsa.

Mesolella, con una straordinaria interpretazione, ritmo andante e vigoroso, l’inconfondibile tocco delicato sulle corde, ha dato voce ad un brano che sarebbe diventato un classico di De Andrè. Lo stesso Benni è presente nelle tracce La Giraffa, Non disprezzare, La domenica della Vita. Abbiamo incontrato Mesolella a Foggia nell’ambito del concerto che si è tenuto con grande successo lo scorso 28 aprile, organizzato dall’associazione culturale AttivaMente, fondata da Barbara Falcone, Patrizia Affatato e Maddalena Colamussi.

L’evento, con il patrociniodell’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia e la collaborazione di Teatro U. Giordano, Rotary Club Foggia CapitanataDistretto 2120, Bubba Music e Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport),ha rappresentato anche l’occasione per incontrare gli studenti del Liceo Musicale C. Poerio di Foggia e per unire cultura, collaborazione e solidarietà. Parte del ricavato della serata, infatti, è statodevoluto al progetto INSIEME, nato dalla volontà del Rotary Club FoggiaCapitanata 2120, dedicato ai ragazzi ospiti della Casa Famiglia ‘San Giuseppe’ di Foggia, per favorire la loro integrazione sociale e culturale.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Fausto Mesolella, “dicitor cantante” con le poesie di Stefano BenniChe cos’è un “dicitor cantante”?

Io ho sempre cantato, sin da ragazzo, e non ho mai avuto problemi né incertezze. Ma non sono un cantante, sia chiaro.

 

Come si è imbattuto nelle poesie e nell’opera di Stefano Benni? Come è nata poi l’idea di questo progetto CantoStefano?

Innanzitutto, io e Stefano, come tanti altri artisti, frequentavamo lo stesso agriturismo in Umbria, gestito da Dario Fo e da suo figlio Jacopo. CantoStefano è nato da un’amicizia maturata nel corso di un progetto fatto insieme,Ci manca Totò, uno spettacolo unico e in continua evoluzione tra musica e poesia. Da lì il mio desiderio di musicare le poesie di Benni e l’esigenza di cantarle.Da questo momento in poi non ci sarà più solo la voce della chitarra,ma ci sarà anche la mia, è una crescita artistica, e per cominciare penso di aver scelto le parole più belle e profonde che ci siano nel panorama italiano.

 

Davvero?

Sì, perché fondamentalmente di questi tempi è difficile mettersi in ascolto e in confronto con se stessi. C’è una disparità di movimenti fra anima e materia, per cui il fatto di potermi addentrare in parole che mi hanno suscitato subito un’emozione è stato per me un’occasione unica. Oltretutto ho potuto mettere a fuoco quelle che sono le mie tematiche musicali, per cui ho sentito proprio il bisogno di tradurre in musica queste parole splendide.

 

Con questo lavoro ha ridato attualità al tema delle parole in musica, e il cantautorato è una delle forme d’espressione artistica e letteraria più importante degli ultimi decenni, tanto che alcuni esempi vengono anche studiati a scuola. Che stagione è questa per il cantautorato?

Esiste e forse è più presente oggi rispetto agli anni Settanta, epoca di grandi cantautori. Il problema è che le parole non riescono a uscire dalle cantine ed è sorprendente che a volte siano dei diciottenni a comporle. Solo che non vengono fuori. Tutto qui.

 

Che cosa le piace leggere di solito?

Sono un lettore “medio” e mi piace un po’ di tutto. Ultimamente ho apprezzato Baricco ed Erri De Luca, quest’ultimo soprattutto per il suo impegno civile.

 

A Foggia ha dato lezioni di musica agli studenti: che impressione ne ha tratto?

Confrontarsi con le giovani generazioni è l’unico modo per esprimere il concetto di futuro che abbiamo in testa. Con i giovani non si può bluffare e in questo caso si capisce se l’artista è autentico e onesto. Ai giovani bisogna raccontare la propria esperienza e soprattutto indicare una strada. L’incontro che ho tenuto con i ragazzi a Foggia è stato tenero ed emozionante al tempo stesso, si è creata subito un’alchimia e un’atmosfera pazzesca per la voglia che c’era di condividere le cose. Ne farei sette alla settimana di incontri con gli studenti perché è l’unica possibilità che abbiamo di fargli togliere gli occhi dallo schermo della televisione e di fargli guardare la realtà delle cose perché questi ragazzi non riescono più a vederla, presi come sono dall’inganno mediatico.

 

Quando parla di inganno mediatico, pensa ai talent show e alla sua campagna #chiudeteitalent?

I talent sono la rovina dell’ambizione di un musicista. Italent per un musicista devono essere le feste di piazza, i matrimoni, i battesimi, le prime comunioni. Questa è l’università della musica, che si impara andando sul palco e non su un 42 pollici. Perciò bisogna chiuderli e quantificare i danni. Oggi i più giovani credono che questo lavoro si faccia così come lo vedono in tv, mentre è tutto il contrario.


Le foto sono di Monica Carbosiero.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4 (1 vote)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.