Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Fantasy e Vin brulé – “Dura pioggia cadrà” di Paolo Logli

Fantasy e Vin brulé – “Dura pioggia cadrà” di Paolo LogliBenvenuti in Fantasy e Vin brulé con Dura pioggia cadrà di Paolo Logli, edito da Castelvecchi, mentra la scorsa puntata il nostro Andrea Atzori si è occupato di Margaret Atwood e la storia di Zeb. Oggi siamo in compagnia di un attempato Merlino e di altri personaggi della celebre leggenda di Camelot che si aggirano a Roma e in altre città ai giorni nostri. Detto con franchezza, il libro mi ha in parte colpito e in parte lasciato perplesso. Cominciamo a vedere il biglietto da visita del soggetto, la prima scena.

Metropolitana di Roma, stazione Giulio Agricola. Fra la piccola folla dell'ultimo treno, un vecchio acciaccato prende il suo tempo con le borse della spesa. I sensi del vecchio sono allenati e possono cogliere tre giovani in agguato. I giovani odorano di fumo e di spezie, come i loro predecessori di secoli fa. Non potendo aggirare i giovani, il vecchio si trova costretto a scatenare la potenza del Drago che alberga dentro di lui, lasciando un pandemonio per la polizia ed evidenti tracce per chi sta cercando proprio lui da circa milleseicento anni.

Una cosa va detta: non mancano l'azione, gli effetti speciali e le scaramucce con militari spietati. Dai tre malcapitati, all'organizzazione militare segreta che da tutto questo tempo cerca di impadronirsi della spada Excalibur, alle prodi magie come una passeggiata a mezz'aria su una strada di aria sublimata. Inoltre non rimangono fili pendenti, anche se alcune rivelazioni potrebbero sembrare stiracchiate o eccessive, la coerenza interna è rispettata e tutti i dubbi vengono dipanati. Anche chi è il misterioso narratore, che ci racconta la vicenda con il suo piglio personale ed è la mia perplessità principale.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete la nostra Webzine

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+ e Pinterest]

"Dura pioggia cadrà” di Paolo LogliForse per bilanciare effetti speciali, azione e colpi di scena, il narratore usa uno stile e un registro che non sono proprio tipici del fantasy: un fiume di parole interiorizzate, che filtrano pesantemente il racconto attraverso i pensieri e le opinioni di questa persona che si prende la briga di farci il resoconto. Un narratore ingombrante, che almeno un paio di volte si è permesso di coinvolgermi (proprio me, il lettore) e di suggerire con quali idee avrei o non avrei dovuto essere d'accordo. E pure poco chiaro, a volte, quando il dialogo mentale fra il vecchio e il drago (che sono giustificati: occupano fisicamente lo stesso corpo) si fa sorprendere in qualche botta e risposta con il narratore.

Inoltre, questo narratore che ha i circa sedici secoli di cui parlano spesso i personaggi (e non è chissà che spoiler: a logica, appena si capisce che a raccontare è qualcuno non del tutto estraneo ai fatti, è ovvio che debba provenire dalla cerchia di Camelot e quindi dal V secolo dopo Cristo, più o meno quando l'impero di Roma richiamava le legioni dalla Britannia) mi sembra spesso più giovane e più moderno della sua età: ha opinioni sulla politica internazionale dei giorni nostri, ma si esprime poco su altre epoche; cita Nietzsche e David Bowie ma non mi sembra che ci sia granché del suo tempo ad aver lasciato altrettanto il segno.

Nonostante le mie critiche al narratore, non sono contrario a uno stile atipico, anche se è diverso dalle mie aspettative quando apro un libro di generi fantastici. I ricordi del passato non sono in forma di flashback come ci abitua la narrativa d’importazione, bensì ricordi in relazione ai pensieri – possono piacere o apparire pesanti, ma alcuni di questi sono indubbiamente riflessioni valide, cruciali per la storia e portatrici di dilemmi su cui val sempre la pena di spendere un secondo. Un esempio è un ricordo di Merlino legato alla battaglia di Verdun, durante la prima guerra mondiale, un massacro portatore di molte domande sugli ideali e su quanto possa avere ragione ciascun contendente: ci sarà mai qualcuno con abbastanza ragione da consegnargli Excalibur?

Per concludere, questo Dura pioggia cadrà è un romanzo riflessivo, forse a volte appesantito, sicuramente diverso da come me lo figuravo.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.2 (6 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.