In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

Essere neri in Germania. “Slumberland” di Paul Beatty

Essere neri in Germania. “Slumberland” di Paul BeattyEcco un cospicuo assaggio da Slumberland di Paul Beatty (vincitore del Man Booker Prize lo scorso anno, con Lo schiavista), per farsi un’idea del tono mantenuto costante nelle trecentoventi pagine del romanzo:

«Ormai è ufficiale: i negri sono esseri umani. Lo dicono tutti, perfino gli inglesi. Non ha importanza se ci credono davvero; siamo mediocri e banali come il resto della specie. Le anime tormentate dei nostri morti ora sono libere di esprimere ciò che sono in realtà, oltre quella patina da primitivi moderni. Josephine Baker può togliersi l’osso dal naso, e il suo scheletro dalle gambe storte può tornare alla propria dotazione originaria di duecentosei. Il fantasma tormentato di Langston Hughes può posare la stilografica Montblanc (un regalo) e spalancare la bocca. Non per recitare i suoi versi populisti in rima, ma per leccare e succhiare il portentoso membro di un delinquente di Harlem e mettere in pratica quella che dopotutto è la vera tradizione orale. I nostri rivoluzionari possono deporre le armi. La guerra è finita. […] Essere neri è passato di moda, e da parte mia non potrei esserne più felice, perché adesso sono libero di andare al solarium, se ne ho voglia, e ne ho voglia».

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Slumberland (pubblicato da Fazi e tradotto da Silvia Castoldi) comincia con questa tirata irriverente dell’io narrante e protagonista, Ferguson Sowell, un afroamericano altrimenti noto come DJ Darky, emigrato a Berlino da Los Angeles per tre ragioni: una delusione accademica (nonostante l’altissimo punteggio in matematica, dopo il liceo gli viene assegnata una borsa di studio per una scuola di musica); una strana coincidenza (diventato DJ, Ferguson cerca il ritmo perfetto nella musica di Charles Stone, detto Schwa, un vecchio free jazzman del quale gli giungono improvvise notizie da Berlino); infine per salvare la pelle (vivere in America, negli anni Ottanta, è ormai troppo pericoloso: potrebbero scambiarlo in ogni momento per un assassino, un ladro, uno stupratore, tanto simili sono le facce dei neri americani).

Berlino, ancora divisa dal muro, sembra il posto perfetto per un nero, perché i tedeschi si tormentano ancora tra autocensure e sensi di colpa; e poi neri e tedeschi sembrano avere tanto in comune, in primo luogo la paranoia. La capacità inesauribile di formare parole nuove aggregandole e l’attitudine alla riflessione del popolo tedesco affascinano Ferguson, che trova lavoro come DJ sommelier allo Slumberland, un locale malfamato che «pulsa di promiscuità sessuale», votato agli «accoppiamenti interraziali», ma che acquista prestigio e popolarità grazie alla sapienza musicale di Ferguson.

Essere neri in Germania. “Slumberland” di Paul Beatty

LEGGI ANCHE – Le 10 regole del Nazismo contro il jazz

 

Ma ecco che, all’insaputa di Ferguson, il Muro cade, e il clima della città cambia dall’oggi al domani: il neonazista alza la testa, gli amici si concedono scherzi di cattivo gusto, gli sconosciuti insultano senza mezzi termini. I neri di Berlino non si sentono più al sicuro, c’è chi addirittura si toglie la vita. Ferguson però rintraccia lo Schwa e il loro spettacolo di autentica musica nera crea una magia nello Slumberlandche per un paio d’ore conquista tutti, neri e berlinesi, frequentatori di bar e giovani neonazisti.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Slumberland è stato scritto nel 2008, ma il nome del protagonista e le sue amare riflessioni mi fanno venire in mente Ferguson, la città del movimento Black Lives Matter, nato cinque anni dopo. La trama è davvero inconsistente. Qualche spunto della storia viene persino buttato lì e dimenticato, perché il romanzo è tutto nelle elucubrazioni di Ferguson sulla musica e sui neri, intervallate da dotte o bizzarre conversazioni con i berlinesi. Abbondano le situazioni e i personaggi paradossali, un certo cinismo e un grande amore per il jazz.

Ferguson è un personaggio dalle molte doti: oltre ad avere orecchio per la musica, sa riconoscere ogni rumore e ha un vero talento per l’invenzione di parole, che sottopone senza successo a una specie di Accademia della Crusca americana. Passa il tempo a suonare allo Slumberland e in altri locali di Berlino, dove si fa rimorchiare dalle tedesche. Ha due amanti, una barista bianca e una tedesca nera (dall’improbabile nome di Klaudia von Robinson), e un amico, Lars, con cui ha vivaci dispute musicali. Per oscuri motivi, è spiato da un poliziotto della Stasi e stringe una strana amicizia con Torsten, un neonazista intelligente e disilluso (tutti i personaggi, persino i picchiatori degli immigrati in Germania sembrano avere un’intensa vita intellettuale).

 

LEGGI ANCHE – La Caduta del Muro di Berlino – Un nuovo corso per la storia

Essere neri in Germania. “Slumberland” di Paul Beatty

Dalle riflessioni di Ferguson – mi pare –  viene fuori che la musica dei neri è preziosissima, è lo spazio in cui esercitano la loro intelligenza e creatività ma è anche un recinto, un modo per tenere a bada tanta intelligenza e creatività. È poi svilita e mal interpretata da bianchi troppo entusiasti e da musicisti neri che suonano musica stereotipata, commercializzandola.

Il tono del romanzo è sempre sferzante, come nell’incipit, la lingua è tesa e sarcastica, a tratti enfatica, come quando Ferguson si entusiasma per la musica del mitico Schwa. Oltre ai tantissimi riferimenti alla musica jazz e alla cultura nera (io non smettevo di consultare Wikipedia e YouTube), potrebbero scoraggiare le numerose battute di dialogo in tedesco, a volte non tradotte, ma il cui significato si evince dalle reazioni dei personaggi.

Questi «difetti» sono forse le caratteristiche che rendonoSlumberland di Paul Beatty una lettura che tiene deste la mente e la curiosità del lettore.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Mi sembra ottimo per comprendere l'evoluzione che c'è stata in Germania dopo la caduta del muro di Berlino

Sì, Tiziana, o almeno è un buon punto di partenza.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.